Il latte artificiale con DHA migliora la vista! L’Europa boccia il claim

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Latte artificiale o latte materno? Un dilemma ben noto a tante mamme, passato ‘indenne’ a dibattiti decennali, tra santificazioni del latte in polvere, a partire dagli anni Settanta e, ultimamente, la rivalutazione di quello materno, ritenuto insuperabile nella composizione per i suoi benefici nutrizionali.

Lo sanno bene le multinazionali del latte artificiale che di quello materno prendono a modello la composizione. L’integratore del momento è l’acido DHA, l’acido docosaesaenoico, uno degli acidi grassi della serie omega-3, gli stessi di cui sono ricchi i pesci oceanici di acqua fredda come le sardine, le aringhe, lo sgombro e i salmone. Il DHA è presente anche nel latte materno e, tra i vantaggi correlati ad una sua assunzione, ci sono benefici allo sviluppo cognitivo e visivo dei neonati.

Proprietà naturalmente sbandierate anche nelle campagne pubblicitarie di alcune marche di latte artificiale con aggiunta di DHA. Volete che vostro figlio “veda meglio i tramonti, gli elefanti, le stelle, i fiocchi di neve, i fuochi d’artificio, i film, l’oceano, i fiori, un balletto?” recita il claim di uno dei prodotti disponibili sul mercato.

Ma ora arriva il giro di vite dell’Europa. La Commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare (ENVI) del Parlamento Europeo ha votato a favore di un blocco dell’utilizzo del claim e sulla questione si pronuncerà l’intero Parlamento nella sessione del 4-7 aprile. Non c’è evidenza scientifica che l’aggiunta di DHA al latte materno produca gli stessi effetti benefici di quello contenuto nel latte materno, è la convinzione largamente condivisa tra parlamentari e associazioni dei consumatori.

In Italia già l’Antitrust, ritenendo che attraverso questi slogan possano essere trasmessi “messaggi potenzialmente devianti, generando nei consumatori aspettative infondate o eccessive”, aveva scritto alla Commissione Europea e all’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (che ha autorizzato il claim) per sollecitare un intervento in materia.

La questione è ben nota anche al dibattito negli Usa dove la Food and Drug Administration, che nel 2007 ne aveva autorizzato lo slogan, ha chiesto che vengano effettuate ricerche sulla percezione che le madri hanno di questi messaggi pubblicitari. In Canada due aziende che operano nel settore del latte in polvere, la Mead Johnson e la Martek, sono già state denunciate per pubblicità ingannevole in relazione a claim che esaltano le proprietà benefiche di questi integratori.

“Se l’aggiunta di DHA migliorasse veramente lo sviluppo cognitivo e l’acuità visiva dei bambini, le autorità europee e nazionali dovrebbero rendere questo ingrediente obbligatorio”, si legge in un appello lanciato dalll’IFBAN (International Baby Food Action Network) alle autorità europee.

“Il voto di oggi è in linea con lo spirito degli standard internazionali sul marketing dei sostituti del latte materno voluto dall’OMS per assicurare che non vi sia alcuna forma di pubblicità o promozione per i sostituti del latte materno”, ha dichiarato la parlamentare europea Elisabetta Gardini che ha votato a favore della mozione di bocciatura.

Fonte: helpconsumatori, ibfanitalia.org, babymilkaction.org

Foto: genitorichannel.it, ebaby.it, mamma.pourfemme.it

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