Assaggi di vino. Viaggio nel Chianti Classico/2. Il Centro

Imboccando da Firenze la statale 222 Chiantigiana ci si immerge immediatamente nel paesaggio toscano più classico. Il tracciato è quello delle vecchie strade: sinuoso e ondulato ma sempre regolare. Affascinante (molto!) a patto di non soffrire di mal d’auto, indimenticabile in primavera e in sella a una moto sportiva e maneggevole.

Dopo una trentina di chilometri si arriva a Greve in Chianti, centrale nell’economia e nella geografia della regione. I vini di cui ci occupiamo oggi (dopo gli assaggi del Nord) vengono dalle colline che circondano il paese e da Panzano, pochi chilometri a sud, borgo celebre per la meravigliosa vallata a anfiteatro (belvedere mozzafiato all’ingresso dell’abitato) e per le attività di Dario Cecchini, geniale macellaio.

Da questa campagna meravigliosa nel cuore del Chianti Classico si ottengono vini famosi da secoli, sintesi perfetta delle diverse anime della zona. I risultati dei nostri assaggi, pur manifestando la difficoltà di individuare una omogenea riconoscibilità (il ‘sapore di Chianti’ di cui parlavamo nella prima puntata) confermano questa meritata fama.

Le aziende del comprensorio di Greve sono molte centinaia, grandi e minuscole, storiche e a inizio carriera, celebri e sconosciute, buone e … ne abbiamo scelte cinque, solo cinque (!), privilegiando la dimensione artigianale e l’approccio tradizionale alla vinificazione. La tipologia è sempre quella Chianti Classico Docg e le annate 2007 e 2008.

Ecco i risultati degli assaggi dei Chianti Classico Docg del Centro. I giudizi sono migliori di quelli della puntata precedente, gli assaggi sono stati effettuati dalle stesse persone in un’unica sessione; in due parole questi vini ci sono piaciuti di più!

Vecchie Terre di Montefili 2007 conferma il rigore dell’azienda di Roccaldo Acuti, gentiluomo del vino, e si propone con un bel naso elegante e fresco dalla netta impronta di sangiovese che si conferma all’assaggio con equilibrio e bevibilità.

Castello di Uzzano 2008 è prodotto da un’azienda ricca di storia, è un vino di impostazione molto classica un po’ scolastica. Il risultato è un legno evidente al naso che penalizza le espressioni del frutto e domina anche il corpo.

Querciabella 2008. Di questo vino ci siamo già occupati e entusiasmati e c’è poco da aggiungere. L’azienda è una delle realtà più illustri della moderna enologia italiana, tanto proiettata alla conquista del mercato mondiale da pubblicare il sito internet esclusivamente in inglese.

Castello dei Rampolla 2007. La conferma di un classico che interpreta al meglio un’annata non facile. Al naso è nervoso, intenso e maturo, molto espressivo. Al gusto è coerente, bella e viva tannicità, solo il finale un po’ morbido denuncia la stagione molto calda.

Le Cinciole 2008 lo aspettavo come riprova di quanto di bene avevo pensato dell’abilità tecnica di Luca e Valeria. Si presenta quasi austero (senatoriale secondo gli appunti di uno di noi) ma senza farne un dramma e all’assaggio è ricco e molto avvolgente senza perdere la freschezza.

Una bella batteria con i 2008 in grande evidenza anche se è la capacità di interpretare le stagioni a influenzare in maniera determinante il risultato. I prezzi sono più alti di quelli della serie precedente.

La scheda tecnica della degustazione

Data e luogo: venerdì 1 aprile 2011, Trimani il wine bar a Roma

La commissione: Cristiana Lauro, Alessandro Bocchetti, Antonio Paolini, Jovica Todorovic, Paolo Trimani

I risultati:

3 scatti: Castello dei Rampolla 2007 € 15,90

3 scatti: Le Cinciole 2008 € 14,88

3 scatti + secchio: Querciabella 2008 € 19,80

2 scatti: Vecchie Terre di Montefili 2007 € 14,88

1 scatto: Castello di Uzzano 2008 € 10,80

2. Continua

Foto: toscanaechiantinews-tuttovino.blogspot.com, doctorwine.it

4 Commenti

  1. Moto sportiva e maneggevole? Se vuoi ci torniamo con la mia vespa scassatissima, quella sì che è sportiva! ah!ah!!!!!!!!!

  2. ha risposto a Cristiana Lauro: carissima, lo sai che ti seguirei fino alla fine del vino!
    però da roma e firenze in vespa l’è dura… io ero il passeggero di una Triumph Speed Triple 900 gialla, stavolta “non hai vinto, ritenta”! 🙂

  3. Le prime tre aziende in ordine di apparizione sono transitate anche da me, forse anche Castello di Rampolla, e confermo e condivido assolutamente i tuoi giudizi. Querciabella risulta essere, forse, il più piacevole nella beva e se mi permetti un commento, anche l’unico con un’impronta più “internazionale”, confermato anche dalla produzione dell’azienda del ” Batar” e dal sito internet solo in inglese, come tu ripoti nel commento.
    Silvia

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