Allarme cetrioli. Sei morti in Germania e un migliaio i contagiati *AggiornamentoTempo di lettura: 2 min

[Aggiornamento 29 maggio 2011] L’allarme per il batterio Escherichia coli preoccupa il Codacons, l’associazione dei consumatori, che attraverso il presidente Carlo Rienzi ha chiesto all’autorità sanitaria italiana di bloccare le importazioni di ortofrutta dalla Spagna e dall’Olanda per evitare la diffusione del contagio [repubblica.it]. L’invito del Codacons è di controllare le etichette per evitare rischi. Sono 25 i casi sospetti in Svezia, 3 in Gran Bretagna, 7 in Danimarca, 1 in Olanda e 2 in Austria, mentre in Germania si sta cercando di capire la causa di 10 decessi. Il batterio Ehec provoca diarree e diarree emorragiche potenzialmente letali.

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Sei morti e un migliaio di persone contaminate dall’Escherichia coli 104 in Germania è il bilancio dell’ultimo allarme alimentare. Veicolo dell’infezione: una partita di cetrioli importati dalla Spagna.

Dissenteria emorragica il sintomo dell’avvenuta contaminazione del batterio che si diffonde prevalentemente attraverso le feci dei ruminanti e provoca la Sindrome emolitica uremica (Hus). L’Istituto tedesco per la salute pubblica Robert Koch ha confermato finora solo due decessi imputabili alla malattia ma secondo la stampa internazionale e secondo il sistema europeo di allerta rapida sugli alimenti (RASFF) i casi sarebbero molti di più e avrebbero colpito anche cittadini di altri paesi europei (Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Austria, svizzera e Olanda) di ritorno dalla Germania.

Nessun caso di contagio si sarebbe verificato invece in Spagna da dove la fornitura di cetrioli provenienti da aziende biologiche dell’Andalusia è partita. “I cetrioli sono caduti da un camion durante il trasporto in Germania ma il cliente ha deciso di venderli comunque al mercato ortofrutticolo di Amburgo”, si difende il ministro dell’Agricoltura spagnolo Rosa Aguilar.

“Abbiamo attivato la nostra rete di epidemiologia e sorveglianza, Qualsiasi caso sospetto verrà segnalato “, assicura Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità. “Per proteggersi occorre seguire le più comuni norme igieniche come l’accurato lavaggio dei cibi da consumare crudi e il lavaggio delle mani”.

Fonte: repubblica.it

Foto: nonciclopedia.wikia.com

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