La notte degli chef targata Alfonso Signorini: Grande Fratello e cameriera fetish

Tempo di lettura: 3 min

Io mi chiedo, ma dove sono andati a finire i comunisti di una volta?
(Alfonso Signorini, Kalispera)

Serata ricca, da non perdere. Finalmente la televisione generalista (Canale 5) si accorge della grande cucina e la manda in prima serata, anche se d’estate. Mi attrezzo: toast, bibite gelate e divanone. Sembro la versione moderna del Fantozzi con la partita di calcio: ricordate canottiera, frittatone di cipolle, birra e…

Me tocca anche beccarmi prima Paperissima, ma non mi perderei per nulla al mondo lo spettacolo di Signorini alle prese con Pierangelini, Gennarino e il Pop Oldani. Chissà che spasso. Si inizia sulle note della Carmen e la presentazione dei nove cuochi in gara. Solo due donne! Si comincia male…

Ecco arriva lui il Signorini, vestito come un maître moderno, smoking nero senza cravatta. Si attacca subito con la solita retorica: il cibo è mamma, profumo e tetta. Un poco mandolino e pummarola. Poi gli chef, belli come il sole: l’Oldani, bello e possibile, o’ ‘uaglione Gennarino Esposito e il professore Fulvio Pierangelini con un inspiegabile golfetto al collo per farci capire da subito che è un cuoco borghese e colto. Si chiude con l’immancabile pletora di Vip inutili. In questo caso nel ruolo degli assistenti.

Boh, non si esce dal solito schema: un po’ Prova del cuoco, molto Ballando sotto le stelle. Intanto scopriamo chicche da messer Signorini, le acciughe si sfilacciano? Mah!  Entra anche la Canalis, come esempio vivente di quelle donne che non mangiano, ma che se ti onorano di un’uscita dovrai osservarle mangiare insalata scondita.

Una cosa ci è subito chiara, in tivvù gli scief debbono essere bruschi e sever con gli apprendisti che devono esserlo con gli sguatteri famosi, e cosa vuol dire quel comò che Oldani ripete in continuazione? La chicca è la giuria: il cuoco catodico Alessandro Borghese con tanto di cappello, la sciura gastroscrittrice Camilla Baresani con sciarpa molto Milano da bere e il direttore della Triennale di Milano in Armani d’ordinanza.

Le ricette: Oldani, insalata di spaghetti con caviale d’O. Gennarino, risotto con fichi secchi del Cilento e baccalà. Pierangelini con classicissimi fusilli con burrata, cicoria e acciughe.. Le ricette sono semplici e molto in stile. Le riprese fanno male, una grande confusione di gente che si affanna e che fa cose. La cosa importante è che in tv non si può stare con le mani in mano. Gesti nevrotici e inutili, come le chiacchere in ordine sparso. Non si capisce nulla.

Inizio a rimpiangere la Clerici, non pensavo fosse possibile. Si succedono chicche di comicità involontaria e filmatini che vorrebbero essere in stile Full Metal Jacket, e invece riescono solo ad essere versione Monnezza. Intanto stanno per finire le prime ricette ed anche la mia voglia di continuare a guardare.

Ma perché in Italia non si riesce a raccontare la cucina televisivamente? Questi spettacoli riescono a farci rimpiangere Hell’s Kitchen! Solo la prospettiva di vedere all’opera la giuria mi tiene alla tv.

No, i piatti neri quadrati no! li usa Pierangelini per il fusillo alla burrata e fanno tanto Coin casa! Ora tocca ai camerieri, che vengono presentati da signorini come famosi, ma denuncio la mia ignoranza: non li conosco! Non posso fare a meno di notare il completino fetish da camerierina, degno di Andrew Blake.

È il momento, la giuria assaggia: vedere Borghese mangiare con il cappello mi ricorda i signori nella Prinz verde di quando eravamo piccoli. Qualcuno dovrebbe ricordare a Rampello che la camicia bianca abbottonata fino al collo senza cravatta non si usa dagli anni Ottanta. La Baresani è impeccabile come al solito. Molte smorfie assaggi e infine il giudizio. Siamo dalle parti delle Nomination del Grande Fratello, ma con meno pathos ed è tutto dire.

Infine una buona notizia, vince Gennarino. Lo sapevo già quando sono iniziati i titoli. Me sa che me so rotto, vado a mangiare e spengo e dopo tutta questa cucina d’autore me cucino una amatriciana. Per oggi è abbastanza!

Ps chiudo appena in tempo per evitarmi il momento sociale di signorini, in stile intervista a Ruby, chissà se uscirà la lacrimuccia, me lo direte voi lettori.

66 Commenti

  1. Certo che 50.000 euro e uno stage sono un gran bel premio. Ma spero che agli chef ne abbiano dati almeno 100 mila per fare i cattivoni (a Oldani di meno che si sa che tratta male).

    Cracco fa l’altra trasmissione perché non gli davano niente dopo il caso di Vito Frolla XD

  2. marò o uaglione che va in televisione! grande spettacolo. ma bonci latita? e sorbillo? Io avrei mandato il curriculum con foto della Cristiana lauro. Immaginate mentre bacchetta bevendo Cros Parantoux di Henri Jayer 1986 con il completino della rodriguez. si rompevano gli orologi!!!

  3. Meno male che Signorini ha detto che questa è l’Italia che piace intervistando il cuochetto siciliano. Lo vogliamo come Ministro al posto di Brunetta :)))

  4. Uhhhh macchia sulla tetta della Canalis e Signorini che vorrebbe dare bacio lì. Questo è food porn, anzi porn food 😀

  5. Poi spiegatemi meglio i filacci del pisello che è rimasto in bocca alla signora della giuria che mi sfugge. Certo che Signorini tutto quello che tocca diventa fighissimo, anzi gastrofighissimo ;D

  6. Il cetriolo si mette a crudo e la salsiccia mi piace. Poi vuole sposare Pierangelini. Signorini è il massimo ipotizzabile 😀

  7. io vedo solo un Signorini che c’ha dei rigurgiti di Clerici e che vorrebbe essere la Isoardi per “battere i pezzi ” con successo a Pierangelini, che tra l’altro è atterrito dalle avances…. Anzi lo ha detto proprio che se lo sposerebbe … E il principe che vorrebbe portarlo a Parigi… Si prevedono BORZETTATE tra il Principe e la Signorini per contendersi Pierangelini…. CHE BBBBELLA TV !!!

  8. ha risposto a Claudia-Cloo: e perchè si aggira brandendo la cucchiara, come la sora maria del terzo piano!?
    siamo al trash, signorini che dice “io di salciccia me ne intendo”… Inarrivabile!

  9. Manca solo un abbinamento con i vini. possibile che non abbiano pensato a questo elemento?

    Cristiana Lauro invia il curriculum!!!!

  10. Comunque, dopo uno scambio cetriolo-zucchina il verdetto è che Oldani ha perso. Immaginatevi se i suoi clienti dovessero dare credito al ragionamento che è lo chef a vincere o a perdere…

  11. debbo dire la verità: ieri a scrivere sta roba me so divertito, ma questa mattina svegliato me so intristito.
    Ma che c…o! possibile che non si riesca in questo paese a fare una trasmissione sul cibo, uscendo dalla retorica delle mucchette di Heidi e le zinne, tra la pummarola e il mandolino? Possibile che il cibo diventi sempre macchietta, nella migliore delle ipotesi cartone animato… come la Clerici. Possibile che TUTTI facciano la fila per andarci… Boh bisognerà pensarci seriamente, ma ve lo immaginate Umberto Eco nel salotto di Domenica Cinque?

  12. Io non ho mai visto nulla di simile….. credo sia stato anche demoralizzante per gli chef stessi vedersi “minimizzati”, inseriti in un contesto che con il cibo, quello SERIO non ha nulla a che vedere!

    Forse solo l’ingaggio della serata può far dimenticare l’amarezza a Gennarino e c.

    La battuta di Signorini “Divina questa salsiccia ahhh bheee io di salsicce me ne intendo!”
    l’ho trovato il massimo del minimo della serata!

  13. Che tristezza… veramente penosi! Riesco a giustificare solamente la partecipazione dei cuochi in gara. Signorini squallido e volgare, cuochi affermati che farebbero meglio, considerato tra l’altro che non avrebbero bisogno di visibilità televisiva, a rimanere dietro ai fornelli, giudici che sono più concentrati a darsi un tono che a valutare i piatti, VIP, o presunti tali, senza arte nè parte, regia pessima. Insomma, se questo è il nuovo modo di comunicare in materia gastronomica, o anche solamente intrattenere o divertire uno spettatore con un minimo di intelligenza, divento nostalgica e rimpiango la TV degli anni 70-80!

  14. Da un paio di anni ho rimpiazzato la tv con un videoproiettore con il quale mi sparo raffiche di film e, al limite, mi vedo qualcosa delle varie webtv; lo “spettacolo” di ieri, pure volendo, non avrei potuto seguirlo.
    Il racconto di Alessandro mi ha fatto molto ridere, ma in realtà è un riso amaro: passi Oldani, un pò meno Esposito, ma… Pierangelini (il mitico e schivo Fulvio eh!) non l’avrei mai voluto vedere “sciare” sulla montagna del trash… ovvero ode alla pecunia.

  15. Io non posso dirmi scioccata perchè mancando una seria controproposta era chiaro che ‘sta roba qua vincesse.
    Ci sarebbe da analizzare la popolazione che ama un programma fintamente chic come questo e quella che ama la “semplicità” alla Parodi: ecco, credo che la vera analisi sia da fare su questo.
    Per tutto il resto, Mediaset sa che Signorini vince sempre e lo schiera a più non posso pure per fare cassa!

  16. ha risposto a veru: Con 3,4 milioni di spettatori e il film tirato fuori da Mai storie d’amore in cucina che era stato proposto in 2 puntate tempo addietro (ma qualcuno lo ha visto?)

  17. Bocchetti gastro comico!!! Grandiosa la battuta della Pritz mio padre ce l’aveva scassata e si vedeva sotto i pedali l’asfalto che scorreva tipo Fliston…Mi hai fatto morire! “Purtoppo “io ieri sera ero ad un seminario di birra con Teo Musso….giuro però che non lo faccio più!!

  18. Ho l’impressione che stiate un po’ tutti sostenendo cose scontate. E’ ovvio che la tv generalista non soddisfi degli appassionati, come forse i programmi di Piero angela, che adoro, non soddisferanno gli scienziati. Però, e lo dico come uno che un po’ di televisione, anche se minore, l’ha fatta, a me Signorini mi è sembrato bravo a condurre. Ha il suo stile, ma se non ci fosse stato lui i tempi televisivi sarebbero saltati tranquillamente. Ha dato ritmo al tutto. I cuochi hanno fatto bene ad esserci. Meglio loro che la “sora Camilla”, no? Ed hanno portato un minimo di credibilità, facendo piatti non banali. Ve lo immaginate il “palio della matriciana”? Perciò non sarei cos’ disfattista e vi invito ad una considerazione. Non è che stiamo difendendo delle spscificità un po’ da radical chic del cibo?

  19. ha risposto a cernilli: Vedi Daniele qui stiamo giocando, come si gioca in una tv metà giugno, dove si scambiano cetrioli e zucchine, in cui le alici si “sfilacciano” e si fa a gara su chi si intenda di più di ‘salciccie”. Niente di serio dunque;).
    Tu ci fustighi bonariamente invitandoci ad una maggiore serietà… Beh, debbo dire che raccolgo il tuo invito e ragionando più seriamente dico che da persona che ha dedicato tanto tempo ed energia alla gastronomia, proveniente da una famiglia che ha sempre considerato il cibo una cosa seria, beh è triste vederlo sulla nostra tv banalizzato tra squallidi calamboUr, tristi doppio senso e stereotipi… Se siamo fortunato diventa un cartone animato, più spesso il bagaglino… Sarò radical chic, ma non è questa la via alla divulgazione e al racconto popolare… Ma solo la strada per continuare a rendere il cibo folclore!

  20. ha risposto a cernilli: non ho visto la trasmissione ma qualche commento penso di poterlo fare, Alessandro giudica volgare un programma che banalizza il lavoro di alcuni seri professionisti che, pagati mi auguro, ci stanno a fare la parte che il copione gli assegna
    Quark e tutta la divulgazione di Angela semplifica ma non volgarizza
    Daniele e se al posto di Pierangelini ci fosse stato Incisa? magari a schiacciare l’uva con le mani per far vedere come nasce il Sassicaia?

  21. ha risposto a cernilli: Daniele noi siamo talmente snob che non ci possiamo permettere neanche di essere radical chic! scherzi a parte trovo che rispetto al target debba essere modellato il linguaggio e non i contenuti. Lì si capisce che agli autori manca una competenza, come manca al conduttore. L’italia è il paese dove la filiera ha più profondità, è la nostra identità e lì questo tratto della nostra cucina scompare. Ma vogliamo sempre accontentarci? Tu che sei un insegnante e un divulgatore straordinario dovresti sai che il mestiere è il racconto, non l’inesattezza o la semplificazione, la competenza e non l’ignoranza.

  22. ha risposto a Giorgio Melandri: La semplificazione invece è importante, e questo te lo dico proprio da ex insegnante. Poi ora che Signorini ha vinto con l’auditel mi pare ancora più evidente quanto dicevo prima.

  23. ha risposto a cernilli: La semplificazione è una cosa, la volgarizzazione e la banalizzazione un altra…
    Ma te lo immagini Umberto Eco al bagaglio o kalispera? Questo Benedetto auditel ( che tra l’altro nessuno conosce qualcuna delle famose 1000 famiglie!) che ci dice, che in una serata di estate e programmazione fiacca ha fatto il 16% di share, niente di nuovo vista la prova del cuoco… Ma a che costi, il mio timore è che continuando noi a comunicare il cibo in questa maniera e gli anglosassoni meglio, beh si perda di vista la vera scala di valori. E poi mi sapete spiegare perché non c’era traccia di vino? Vi pare una una buona idea?

  24. ha risposto a cernilli:

    si ma la semplificazione è una sintesi difficile che richiede una competenza forte. Dire come ho sentito “la nettarina è una pesca selvatica” non mi sembra utile, è una superficialità. ma la questione non è questa secondo me, Ho visto che ai cuochi viene richiesta una prova: si scoprono gli ingredienti e il cuoco deve elaborare un piatto. Sarà anche un format televisivo, ma la cucina italiana non è quello. Quella potrebbe essere la cifra di un paese che non ha filiera, non la nostra. Purtroppo non c’è una produzione alternativa, un linguaggio televisivo diverso, nessuno sforzo in altre direzioni. ha ragione alessandro, rischiamo di lasciare agli anglosassoni tutto il campo e sarebbe un peccato.
    Sarebbe come farci superare dall’australia come paese d’arte…

  25. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Alessandro, bisogna prendere atto che la tv generalista è questa. Avresti voluto Gerry Scotti al posto di Signorini? L’alternativa è quella. Ricordati di Gramsci e di Don Milani e prendi atto che l’eccesso di tecnicismo che spesso c’è nei programmi specialistici non può essere trasportrato in prima serata. Non fa audience, e su quello si basa tutto. Signorini ha vinto, non c’è niente da fare, se solo elimina qualche errore tecnico, e gli chef lo potranno aiutare in questo, tra qualche settimana non ci sarà troppo da dire. Vedrai.

  26. ha risposto a cernilli: Almeno jerry Scotti il cibo lo conosce ed anche il vino, sarebbe già stato meglio secondo me.
    La questione (ripeto) è che gli americani con masterchef, o hell’s kitchen, gli inglesi con i programmi di jamie oliver o nighella e ancora cucine da incubo o i documentari di Bourdin ecc. Riescono a raccontare il cibo in maniera diversa dalla sagra di paese. Noi rimaniamo sempre tra la tetta materna e la Sora Maria del terzo piano… Il tutto in un settore che è la terza voce del bilancio…
    Altra cosa, vorrei vedere il programma in stagione vs xfactor o amici che share farebbe! Cmq vedremo nelle prox puntate 😉

  27. ha risposto a cernilli:
    Un conto è la semplicità evitando i tecnicismi eccessivi, un conto è l’ignoranza mascherata da finto spirito divulgativo…e poi,scusatemi, ma Gramsci e Don Milani avevano ben altra preparazione e sensibilità rispetto a Signorini e company!

  28. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Nighella si chiama Nigella, e Gerry Scotti si scrive così, e non Jerry come fai tu. Vedi cha anche tu fai degli sbagli che per uno che segue i programmi valgono quelli tecnici di Signorini? Chiediti perché e non dirmi che sono solo errori di battuta.

  29. ha risposto a Pina: D’accordo, ma il senso del “nazionalpopolare” e lo sforzo di farsi capire da tutti dovrebbe essere un “must”, soprattutto per chi ritiene di essere di sinistra, come molti di voi (noi?). In questo senso citavio Gramsci e Don Milani, ovviamente, e non perché avessero direttamente a che fare con l’odierna televisione. Quello che non riesco a capire è il fatto che talvolta non ci si renda conto di parlare di cose effimere. Mangiare bene, bere vini di qualità, non salveranno la Terra. Farsi capire forse sì.

  30. ha risposto a paolo trimani: Paolo, lo sai cos’è la “vulgata”? E’ il Vangelo spiegato al popolo. Volgarizzazione non ha affatto un senso negativo, significa spiegare delle cose al “volgo”, cioé a chi non sapeva e non poteva sapere perché parlava il “volgare”, la lingua nella quale Dante scrisse la Divina Commedia e che era diversa dal latino, lingua dei colti e dei chierici. Il termine “volgare” in accezione negativa, lo hanno inventato i nobili ed i ricchi “snob” (sine nobilitate), ma di per sé non ha affatto un’accezione negativa.

  31. ha risposto a cernilli: io faccio degli sbagli, tantissimi, sulla rete ancora di più e sai perché? perché (come tutti) rispondo facendo millanta altre cose… sai è la rete 😉
    Cmq me sembra meno grave sbagliare la grafia di un nome, che condurre un show sulla cucina e confondere zucchine e cetrioli… ma sai, mi conosci, sono un rompiscatole 😀

  32. ha risposto a cernilli: etimologia chiarissima ma prova a dire a una signora che parla volgare (come Beatrice nel Paradiso) e vedrai come reagisce!
    provo a girare la quistione: dato che il pubblico premia questo programma un po’ sgangherato perché dobbiamo rinunciare alla qualità? tra il grande fratello e vieni via con me quale guarderesti/hai guardato?

  33. ha risposto a cernilli: gentile Cernilli, non faccia “il maestrino dalla penna rotta” 😀
    Ovviamente si scherza, ma il suo bacchettare mi fa tanta simpatia…

  34. ha risposto a Carlo Giovagnoli: Io non voglio bacchettare nessuno, magari vorrei fare qualche precisazione quando il discorso diventa un po’ scontato. Credo che da comunicatori, e Bocchetti vuole esserlo, dovremmo fare più attenzione a fenomeni di cultura “nazionalpopolare”. Eco scrisse di Mike Bongiorno, mi pare. Bollare Signorini così come è stato fatto da qualcuno (molti qui) mi sembra un atteggiamento poco disponibile, da “chierici” della cucina (non da Clerici). Trasmissioni come La Prova del Cuoco, Cotto e Mangiato e La Notte degli Chef hanno comunque il merito di aprire degli spazi televisivi a tematiche che difficilmente erano state trattate in precedenza sui canali generalisti. Poi, secondo me, Signorini migliorerà, i suoi autori non sono degli sprovveduti e avranno capito alcune cose.

  35. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Secondo me se sbagli i nomi è perché li sottovaluti. Come la suora del catechismo che stigmatizzava Gigliola Cinguetti, per segnarne inconsciamente la distanza da sé. Confondere zucchine e cetrioli può essere una svista, oppure un errore voluto. Non mi attaccherei al cetriolo, insomma. Poi vedi tu.

  36. ha risposto a cernilli:
    Sono daccordo sul fatto che ci sono delle espressioni “nazionalpopolari” che hanno una funzione positiva (v. festival di Sanremo con l’intervento di Benigni). Però così come tutti i festival non sono stati degni di nota sia per il tipo di conduzione che per le canzoni , così mi sembra che “La notte degli chef ” non sia un programma da valutare positivamente…il divertimento , il non prendersi troppo sul serio, la divulgazione di una cucina creativa possono fare a meno degli imbarazzanti siparietti di Signorini e dell’incapacità degli autori nel gestire i tempi e i contenuti.

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