Pasta al cadmio e pane al piombo. Allarme dalla Francia

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Piombo, cadmio e alluminio nel pane e nella pasta, rame, arsenico inorganico e acrilammide nel caffè, piombo e zinco nel latte per bambini, solfiti nel vino. Ecco le sostanze nocive che si annidano in alcuni degli alimenti più comuni.

Sono alcuni dei dati che emergono da una ricerca condotta nel periodo 2006-2010 dall’Anses, l’Agenzia francese di sicurezza sanitaria, in una trentina di città della Francia. Lo studio, uno dei maggiori a livello mondiale sui rischi a lungo termine legati all’esposizione a sostanze chimiche, è stato effettuato su 20 mila prodotti alimentari, pari al 90% dell’alimentazione di adulti e bambini, ed ha monitorato 445 sostanze chimiche. Le conclusioni cui è giunta l’agenzia francese non sarebbero del tutto negative: per l’85% delle sostanze monitorate il rischio di contaminazione può essere infatti escluso poiché la loro assunzione per sola via alimentare mantiene i livelli di esposizione al di sotto della soglia del pericolo.

Soglia che però, e qui arrivano le note dolenti, potrebbe essere superata per quegli alimenti che, pur non essendo molto contaminati, sono assunti in dosi più elevate. E cioè, appunto, pane, pasta e caffè.

Altre note dolenti: secondo lo studio dell’Anses il cadmio ingerito è del 400% superiore a quello registrato da una precedente ricerca dell’Agenzia e le patatine fritte, come già ravvisato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, contengono troppa acrilammide. Allarmi che si aggiungono a quello lanciato da tempo dalla rivista Lancet Oncology sul caramello, contenuto in dosi troppo elevate in alcuni alimenti come le caramelle, le bibite, i gelati e i dessert.

In compenso negli ultimi 5 anni, rassicura l’Anses, è diminuita l’esposizione della popolazione francese a diossina e PCB, contenuti soprattutto nel pesce grasso e nei frutti di mare.

Consumarli 2 volte a settimana (come pure il tonno che contiene mercurio), magari variandone specie e provenienza, è il consiglio degli esperti. Nell’attesa che nuovi studi gettino luce sui rischi connessi al consumo alimentare (a maggior ragione per “le sostanze non ancora regolamentate”) resta la raccomandazione, ribadisce l’Agenzia francese, di seguire una dieta variata ed equilibrata negli alimenti e nelle quantità.

Fonte: helpconsumatori.it, anses.fr

Foto: blog.corsincitta.it, elaborazione da odealvino.com

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