Anguria, tricolore in crisi. Ora il fresco vien dalla GreciaTempo di lettura: 1 min

Tempi duri per il cocomero italiano. Nel pieno della raccolta del frutto tricolore, simbolo d’estate e sollievo nella calura metropolitana, dai contadini si leva il grido di allarme. Le vendite a giugno sono scese del 15-20% con punte del 70% al Sud, soprattutto in regioni, come la Puglia e la Calabria, dove si concentra il grosso della produzione.

Colpa del batterio killer, sostiene la Confederazione Italiana Agricoltori, che nel mese scorso ha fatto scendere del 20% il prezzo all’origine ma anche della concorrenza della Grecia dove il cocomero viene venduto all’ingrosso a meno di 10 centesimi al chilo e arriva sulle tavole italiane a 69-70 centesimi. E considerando “che la resa produttiva è di 300 quintali per ettaro, si capisce bene che con un guadagno di 10-15 centesimi al chilo non si copre neppure la metà delle spese sostenute” che si aggirano intorno ai 7 mila euro per ettaro.

Ai produttori, spiega la Cia, restano due scelte possibili: vendere sotto costo o lasciare il frutto “marcire nei campi per risparmiare almeno le spese di raccolta. 20 milioni di euro è il bilancio dell’emergenza (45 milioni considerato l’indotto) con effetti evidente sulla manodopera, soprattutto extracomunitaria.

Due le proposte della Cia per far fronte all’emergenza: un tavolo al Ministero delle Politiche Agricole “per affrontare una situazione che rischia di mandare sul lastrico centinaia di agricoltori” e la richiesta all’Europa di estendere ai produttori di ortaggi e frutta estivi le misure di sostegno per gli agricoltori danneggiati dal batterio killer”.

Fonte: cia.it

Foto: eventiintoscana.it

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