E. coli, si contano i danni all’agricoltura. E l’Europa offre 150 milioni di euro

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150 milioni di euro agli agricoltori europei. E’ la promessa che Dacian Ciolos, Commissario Europeo all’Agricoltura dell’Unione Europea, ha fatto all’arrivo al vertice dei ministri dell’Agricoltura Ue in corso in Lussemburgo.

Il minimo che si poteva fare per un comparto che sta pagando a caro prezzo l’allarme che accompagna in questi giorni la diffusione dell’epidemia di Escherichia coli, il più pasticciato al quale il consumatore-paziente globale (ricordate la febbre suina, la febbre aviaria, Mucca Pazza, la Sars?) sia mai stato esposto finora.

No, il cetriolo non c’entra col batterio killer. Scagionata la soia (forse). E il batterio non è un mutante. Eccoli i tre grandi voltafaccia nel tourbillon informativo che ha accompagnato finora il propagarsi dell’Ehec, Mentre non c’è verso di sapere con certezza quale sia il veicolo in cui si annidi il batterio killer.

La Germania ha già messo a segno due clamorosi dietrofront. Il primo dopo le accuse, rivelatesi infondate, all’azienda andalusa esportatrice di cetrioli bio; il secondo dopo la chiusura dell’azienda di Uelzen, in Bassa Sassonia, che produce la soia (anch’essa bio) data, nella frettolosa ricerca del colpevole, come la responsabile certa e unica dell’epidemia (ma non del tutto scagionata visto che il prodotto contaminato potrebbe essere stato distribuito molto tempo fa).

Anche sull’identità del batterio le smentite non sono mancate. Definito, in un primo momento, mutante, sarebbe, come spiega Alfredo Caprioli, Direttore del Laboratorio Europeo di Riferimento Europeo per il settore medico a Copenaghen, non un batterio con un gene modificato (mutante, appunto) ma piuttosto un ceppo originato dall’acquisizione di nuovi geni per meccanismi di ricombinazione naturale frequenti tra i batteri”.

E così, tra richieste di risarcimento (la Spagna all’Europa), processi e assoluzioni, tra rassicurazioni (l’epidemia è circoscritta ed è in fase calante) e qualche ipotesi fuori dal coro (non sarà mica la carne? E se fossero le falde acquifere di Amburgo?) l’Europa conta i danni. Oltre alle 25 vittime e ai 2200 contagiati, Freshfel Europe (l’Associazione Ue per i prodotti freschi) ha stimato in 80 milioni di euro le perdite all’agricoltura in Olanda, 20 milioni in Germania, 4 in Belgio, 3 in Portogallo mentre ben più ingenti sarebbero i danni subiti dai due grandi esportatori di ortaggi freschi: la Spagna (200 milioni) e l’Italia (100 milioni secondo Coldiretti), cifre destinate a crescere almeno fino a che non sarà chiarito il veicolo del contagio.

Ora arrivano le promesse dell’Europa. “Comincerò col proporre 150 milioni di euro”, ha detto Ciolos ai giornalisti “per coprire le perdite degli agricoltori le cui vendite sono calate in seguito all’epidemia dalle stime sulle perdite che saranno effettuate dai singoli paesi. Per calcolare l’ammontare degli indennizzi”, ha precisato Ciolos, “prenderemo il periodo che va dalla fine di maggio, che segna l’inizio della crisi, alla fine di giugno”.

Fonte: reuters.com

Foto: comedonchisciotte.org, tmnews.it

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