Vini e treni | Abbinamenti rock e marroni sotto spirito

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Avete mai viaggiato sul treno Intercity Roma–Grosseto? Mi è capitato la scorsa settimana di trovarmi a bordo di quel carro bestiame, in uno scompartimento che doveva essere di prima classe (figuriamoci la seconda!) e dove la buona sorte unita al mio carattere affabile mi hanno fatto stringere amicizia con una confraternita di pulci stupefacente per rapidità di ragionamenti e chiarezza di idee, tant’è che siamo rimaste d’accordo di non perderci di vista al nostro rientro a Roma. Non so se da me o da loro, comunque, nel caso, vi farò sapere.

Un caldo africano, un olezzo di tappezzerie sudicie e la promessa di giungere a destinazione in un’ora e trentacinque che ha tenuto viva con l’inganno la mia pia illusione di terminare in fretta quell’esperienza tediosa e altamente evocativa di una conserva che preparava mia nonna: i marroni sotto spirito.

In verità il percorso mi ha ricordato anche i marroni alla grappa di mia zia Tina e pure quelli alla brace che faceva mia madre. Insomma, scegliete voi la ricetta, purchè vi sia chiaro l’ingrediente di base: i marroni!

Siccome le pulci si sono appisolate in fretta, cosa normale per loro (non stando ferme un attimo e con tutto quel daffare, arrivano a sera esauste!) ho scelto di isolarmi da quel pollaio, sparando nel mio i pod Frank Zappa a tutto volume. Vecchio Frank, tu sì che eri un genio! Il carrello-bar transitava per i corridoi cigolante e sgangherato, con ruote canute, stanche, evidentemente inquiete (e a ragion veduta) per le ultime del governo sull’innalzamento dell’età pensionabile, proponendo sbobbe orrende da non considerare nemmeno dopo due mesi di dieta a base di ricette di suor Germana. E provate a indovinare dove diavolo mi ha condotta, in un simil, bizzarro contesto, la mia mente malata di musica, di vino e di Kamasutra? Haut Brion! Vai a capire perché! Chi lo sa? Sta di fatto che Frank Zappa per me è Bordeaux, anzi è Haut Brion!

E così mi sono dilettata in uno dei soliti giochini che amiamo fare in trio con Bocchetti e Trimani. Perché Dio li fa e poi li accoppia… I cretini intendo!

Ed ecco a voi il mio gioco delle coppie:

Frank Zappa – Haut Brion (perché? Boh! Prendete l’Intercity Roma – Grosseto!).

Lou Reed – Dugat Py. Elegante e raffinato con ciccia.

Tom Waits- Montepulciano Valentini 1977. Che classe! E ancora graffiante. Qui l’accoppiamento è acrobatico in realtà. Vedrei Tom Waits a braccetto con un bourbon e due pacchetti di Lucky Strike in un locale sgangherato…prima della riforma salutista che è una roba da ASL, ça va sans dire!

Bach-Petrus. Bello, ma non balla.

Franco Battiato – Silex. Tecnicamente ineccepibile e quando infila il pezzo giusto non ce n’è per nessuno.

Prince – Amarone di Quintarelli. Tutto sopra le righe. Però che talento!

Bjork – Coche Dury. Grandissimo, armonico e affilato con qualche dissonanza di estrema classe. Coppia imbattibile!

Talking Heads – svariati vini bevuti negli anni ’90, da Masciarelli ad Altare. Fu vera gloria?

Radiohead- Ribolla di Gravner, ovvero un vino da curva sud ma pop. Molto più marketing di quanto non sembri.

Led Zeppelin – Dom Perignon. Solenne ma brillante, classico e innovativo.

Jhonny Cash- Monfortino. Essenziale e struggente.

Amici di Black Mamba, siamo solo all’inizio. io ho messo giù i primi fra i miei preferiti ma di altri avrei potuto parlare, se non fosse che a un certo punto ho visto finalmente all’orizzonte avvicinarsi come un miraggio, la stazione di Grosseto. Vi salutano le pulci!

… E mi raccomando, anche al mare, non dimenticatevi di Black Mamba!!!

Foto: viareggio.com, blogs.bettybossi.ch, memic.net

43 Commenti

  1. d’accordo quasi su tutto, tranne led zeppelin… il mio abbinamento era Lancers e go detto tutto! 😉
    che bello il video di purple rain… spacca!!!

  2. Cara Black Mamba, da superrrocchettaro ti dico che Frank Zappa è Chateau Margaux. La certezza, la sicurezza di avere a che fare col numero uno. Non dico Romanèe Conti perchè Zappa non era così fine.

  3. dev’essere stato un viaggio divertente! Niente pergole, niente crotali, pulci e pidocchi. Non mi sembra il tuo genere. Potevi andare in macchina. E Santana? Non ce lo mettiamo il Santana? Un grande chitarra come suona? secondo me suona come un vino bianco molto buono, un grande riesling per esempio. Oppure un Mersault, Leroy.

  4. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Cacchio dici Bocs? Babe i’m gonna leave you non l’hanno suonata dei mona, porca l’oca!!! Se pi piglio a ‘sto giro ti faccio alla julienne! ;-))) Questo video è da pelle d’oca, bravo Pagano che l’ha inserito e brava io che ho pensato a quel geniaccio di Prince quando il transito sulla stazione di Marina di Cecina suggeriva musica e riti satanici. Minimo il suicidio!

  5. ha risposto a Alessandro D.: Mio caro, sono cresciuta a Talking Heads, dei quali possiedo l’opera omnia e li amavo alla folli quando quelle imbecilli delle mie compagne di scuola si strappavano i capelli per quelle mammolette dei Duran Duran o peggio ancora per i Pooh anglosassoni, gli Spandau Ballet. E mio padre in macchina propinava a manetta i Ricchi e Poveri dell’Ikea, gli Abba. Che porcheria!!! Ascolto ancora i Talking Heads, ma ho un orecchio più critico ora. o forse sono cambiata. Boh! Qualche dubbio concedimelo. Grazie!!!!!!

  6. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Ale, visto che l’ho citato, spero che presto parleremo di quella meravigliosa bottiglia di Valentini 77…visto che l’abbiamo bevuta insieme…e pure a te piace Tom Waits. 🙂

  7. ha risposto a Giacomo: Guarda su Santana non riesco a trovare l’abbinamento giusto, forse lo stesso vino che sceglierei per Herbie Hanckok alla fine. Adoro entrambi, sono tecnicamente perfetti ma con il genio del talento musicale a 360 gradi. Ci trovo eleganza, fascino, talento appunto e cultura. Andrei su un grande bianco ma non vorrei sembrare banale dicendo Corton Charlemagne di Coche Dury. Banale??? Ma quale banale, cacchio! Aggiudicato, per me il vino è questo. Sei d’accordo? 😉

  8. ha risposto a Cristiana Lauro: La bottiglia di valentini 77 era magica. Elegante e viva. Anche se con un tono scontroso… Insomma perfetta per il tom waits, magari quello dell’inizio verace ed integro 😉

  9. …Ash Ra Tempel – Corton Renardes Madame Leroy …si , ci può stare . Orientaleggianti ma sperimentali , solenni ma essenziali …

  10. ha risposto a Alessandro: Hai ragione, speravo che proseguisse qualcuno di voi con l’elenco, ma vi vedo stanchi…Vediamo un po’ uno che mi piace: Ivano Fossati che abbinerei a una buonissima Barbera come Cascina Francia di Conterno. Sincera, vuole dire qualcosa e lo fa in modo diretta, vera e comprensibile da tutti. Per niente grezza, raffinata nel suo genere.

  11. Sui musicisti italiani io ho qualche problema negli abbinamenti perchè li associo solo a vini italiani e quindi il risultato è sempre un po’ scarsino. come lo è la musica italiana. Pensavo invece a Coltrane e ci vuole qualcosa di Borgogna rosso. Per me Cros Parantoux di Jayer. Così faccio felice Black Mamba. Vero?

  12. in ordine sparso, scusate il ritardo
    – Coche-Dury è molto meglio di Bjork! avrei pensato a Sting
    – De Andrè e Rayas (bianco o rosso a seconda del pezzo)
    – gli Zeppelin sono fenomeni!
    – Bob Dylan e Valentini (ha ragione Daniele)
    – Santana e biretta (semplicemente sopravvalutato)
    – Bach e Petrus, che vorrei conoscere di più entrambi, ballano, ballano…
    – Springsteen e Barbera Cascina Francia (stupire con semplicità)
    – su Altare anni 90 penso sia il caso di togliere il ? è vera gloria!
    – Liagabue e Scuro Lini910 obbligatorio!
    – Capossela e QUALSIASI COSA (lo ha detto lui)
    – jazz e vino: si improvvisa! quello che viene al momento e the trane è più da rosso, bird da champagne, forse miles da bianco 🙂

  13. E Jimi? Ce lo siamo scordato? La Vitoska di Kante…Attenzione, quella che assaggiai anni fa…Beato me! Si sentiva la roccia, come era lui. E come tutti i grandi, rivalutato post mortem.

  14. I Pooh e il Tavernello. I cugini di Campagna con qualsiasi Prosecco, nulla di buono e non si levano dai marrroni, per stare in tema col post. Eh!eh!!!!!!!!!!!!!!!! 🙂

  15. Allora state pronti? vado io?
    – devendra, la distesa
    – Antony and The jonshon, la closerie
    – Eric Dolphy, marchesi di Gresy
    – Miles Davis elettrico, Monprivato
    – Miles Davis Be Pop, faro palari
    – coltrane, Biondi Santi

    Grande Sergetto!!!!

  16. ha risposto a Sergetto: Vitovska e Hendrix, sei un genio! complimenti per la scelta maestro

    @ Bocchetti: hai abbinato miles con rossi, io pensavo di accompagnarlo ai suoi amati bianchi, il periodo elettrico con un kabinett di prum e il bebop con un greco di pietracupa

  17. ha risposto a Cristiana Lauro:
    Carissima Cristiana sono anni che ci siamo addentrati in questo gioco di abbinamento vino-cucina-musica, quando espresso ad alti livelli diventa un trittico veramente emozionante, da parte nostra ci abbiamo messo tutta la passione per esprimere anche nella musica il massimo della qualità, ci diverte poi coinvolgere produttori, chef, artigiani e tutte le persone curiose e appassionate in generale, penso che tu raccolga entrambe queste descrizioni ed è per questo che mi lancio in un invito ad ascoltare un pò di buona musica, si potrà disquisire sicuramente meglio sul vino da abbinarci…Tornando agli artisti Italiani non sono d’accordo con Marco che li sottovaluta, cito solo alcuni nomi che ci capita spesso di ascoltare nei nostri eventi, Gianmaria Testa (San Leonardo 2001), Stefano Bollani (Tenores Dettori), Petra Magoni e Ferruccio Spinetti (San Lorenzo 1997 di Natalino Crognaletti)…l’invito è esteso a tutti quelli che si ritrovano nella descrizione sopra citata…un brindisi e buon ascolto a tutti

  18. ha risposto a tolomeo: Gentile Tolomeo, vedo che quando c’è da fare i maroni alla julienne non ci risparmi la tua presenza. La stazione di Cecina era un qualsiasi esempio di sito sfigato, casualmente in Toscana ma avrei potuto citare quella di Rionero in Vulture. Riguardo alle bottiglie di vino che bevo, mi spiace deludere la tua invidia (benriposta) ma parlo di circa un quarto di quelle che bevo abitualmente, per non risultare stucchevole. Ad esempio ancora non ho scritto nulla di Haut Brion 45…la scorsa settimana….a parte questo, sugli abbinamenti musica e vino, che ci dici? Ti aspetto, non deludermi!

  19. Comunque i Radiohead non sono pop per niente, sono assolutamente di nicchia e intimisti. Secondo me la Malvasia di Skerk che fra l’altro mi avete suggerito voi.

  20. Chissà che ne pensa Marco Sabellico che pubblicò anni fa un libro di ricette di cocktail con la consulenza musicale di Mario Adinolfi.

  21. ha risposto a Luigi: Vedo che sulla musica italiana vi siete scatenati. D’accorto su Tunina con i Matia Bazar…ma veramente i primi, ora fanno venire il latte alle ginocchia!

  22. ha risposto a Floriana: Benvenuta mitica Flo!!!!!! Lo sapevo che con la Malvasia di Skerk avremmo conquistato il tuo cuore. Adoro i Radiohead, però sulla questione del pop toccherà riparlarne…Magari da me, dove si mangia, si beve, e si ascolta musica della madonna! ;-)))

  23. Io metto insieme un Barolo del 74 con Video killed the radio star del dei Buggles. A 18 anni e un po’ iniziava una nuova stagione, anzi due. MTV e gli anni 80 e il bicchiere di vino. ricordo quell’estate con un vino che non era estivo ma ero in montagna. la musica l’ho lasciata per strada, il vino è diventato la mia musa ispiratrice!!!!!

    metto qui il link sperando che si veda

    http://www.youtube.com/watch?v=Iwuy4hHO3YQ

  24. Dopo L’ennesimo concerto all’Auditorium di Lou Reed confermo Dugat Py…Di annata però…e leggermente crescente sul canto. Un quarto di tono dall’inizio alla fine. Ma non l’ho mai amato per l’intonazione.

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