Qualità | La vendemmia dei grand cru a macchina o a mano?

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A differenza dei quotidiani e dei telegiornali che in questo periodo sembra abbiano desiderio di riempire gli spazi con qualsiasi cosa, la notizia pubblicata da Decanter.com è di grande interesse per gli amanti del vino di qualità e rimette in discussione alcune nozioni tecniche ormai date per acquisite.

I fatti: a partire dalla prossima vendemmia i proprietari dei 5 vigneti della Côte-de-Nuits classificati grand cru e monopole, proprietà cioè di una sola azienda, hanno chiesto all’INAO (Institut National des Appellations d’Origine) di proibire la vendemmia meccanica. Per il momento la modifica del disciplinare riguarderà “solo” Romanée-Conti, La Tache, La Romanée, La Grande Rue e Clos de Tart ma il progetto è quello di vietare le macchine per la vendemmia in tutti i grand cru della Bourgogne.

Va detto che le macchine non sono mai entrate in nessuno dei cinque vigneti e che i loro proprietari si sono anche accordati per ridurre le – già basse – rese per ettaro e per rendere ancora più rigoroso il disciplinare di produzione. Secondo le statistiche solo il 5% dei vigneti classificati grand cru viene vendemmiato a macchina e la maggior parte dei produttori sono d’accordo nel proibirne l’uso, la previsione è di arrivare a questa modifica nel 2014.

Altri problemi, da ricchi!, rispetto a quelli che leggiamo sulle prime pagine dei nostri giornali ma al fresco di un ombrellone o di una cantina vale la pena riflettere su quello che simili decisioni possono provocare e magari pensare se e come misure del genere potrebbero produrre dalle nostre parti.
A detta di molti tecnici (soprattutto quelli che le usano) le macchine sono in grado di raccogliere uva di grande qualità senza danneggiarla e anzi garantiscono una velocità che a mano è impossibile immaginare e costituiscono quindi una notevole garanzia contro i rischi legati alle condizioni meteorologiche.

Questa mossa dei grandi borgognoni però sembra smontare questi argomenti e non tanto dal punto di vista tecnico quanto da quello narrativo (ebbene sì Bocchetti, ho detto narrazione!). E la novità arriva dal massimo livello, come spesso accade Oltralpe, per poi diffondersi a caduta su tutti i vini della zona, anche – perché no? – quelli che continueranno a essere vendemmiati a macchina!

Spero di sbagliarmi, ma già mi pare di sentire il coro dei tecnicisti a oltranza, quei modernisti estremi (à la Ferrara) che per amor di posizione sono pronti a sostenere qualsiasi tesi che appaia loro minimamente moderna. Ebbene per il vino le cose, ci dicono i proprietari di alcuni tra i più celebrati vigneti del mondo (è un understatement, trovatemi un quintetto migliore e vincerò il titolo NBA per sempre!), funzionano in modo diverso: quello che conta è produrre prima e comunicare poi, eccellenza a ogni livello senza limite alcuno. Le macchine non erano vietate, non fanno male alle piante ma i migliori preferiscono rinunciarvi, non sempre è meglio fare tutto quello che si può fare.

E voi, che ne pensate?

9 Commenti

  1. ciao Paolo,
    ho letto la proposta dei grandi borgognoni e mi sembra una bella trovata pubblicitaria.
    Infatti come anche tu hai notato, solo il 5% delle uve della zona vengono raccolte a mano, e non certo dai vigneron più bravi e famosi. Quindi di quante dozzine di casse di vino parliamo?
    Sulla riduzione delle rese per ettaro mi viene proprio da ridere; chi l’ha detto che produrre meno significa qualità a migliore a prescindere? Ogni pianta, ogni terreno e quindi ogni terroir ha le proprie caratteristiche e quindi la resa bassa deve essere fatta in armonia con le condizioni pedoclimatiche. Ovvio che in linea di principio vale il discorso che è meglio far produrre un vigneto 80 ql che non 150. Ma siamo sicuri che c’è differenza nel produrre 60 invece che 80 ql?
    addirittura 40 anzichè 50!!!
    Un giorno ero immerso nella vigna del Villa Gemma (vedi Cristiana non parlo solo di Valentini .-) )e Gianni Masciarelli, alla domanda su quanti ql facesse quella vigna, mi rispose che sotto i 50/60 ql l’uva Montepulciano non è migliore perchè cmq il processo linfatico deve avere il suo corso.
    Chiaro che bisogna vedere come si comporta il Pinot Noir, ma risulta strano questo calo di raccolto “a prescindere” da tutto.
    Ma non è che anche in Borgogna hanno cominciato a fare marketing?
    Cmq per punizione ai borgognoni per 30 giorni berrò solo Bordeaux, così s’imparano….

  2. Produrre prima comunicare poi! Questo mi trova daccordo,magari fosse cosi per tutti i produttori. Ma non è cosi , qui in franciacorta poi non parliamone. Prima si fà l etichetta . la bottiglia ,e poi si “costruisce ” il vino. Premetto che non sono tutti cosi i produttori qui ,ma ce ne sono parecchi.IL dio soldo conduce a questo tipo di cose…. Un abbraccio Paolo sempre ottimi i tuoi articoli.

  3. ha risposto a luca panunzio: Luca se per punire i borgognoni ti metti a bere Bordeaux stai sicuro che berrai ancora più marketing!
    comunque loro (i francesi e nel vino in particolare) sono bravissimi a valorizzare quello che hanno e noi (il resto del mondo) li seguiamo sempre con ammirazione
    è chiaro che ogni varietà e ogni zona hanno le loro specificità ma il paragone tra Abruzzo e Cote-d’Or e tra Montepulciano e Pinot mi pare un po’ forzato, geografia storia clima.. tutto è talmente diverso!

  4. ha risposto a lorenzo gatti: attento Lorenzo, chi tocca la Franciacorta passa un brutto quarto d’ora! 🙂
    anche in Francia ci sono aziende e vini pensati più che coltivati però è raro che diventino più celebri e importanti di quelle vere, spesso si accontentano di guadagnare soldi a palate anche grazie al lavoro di quelli buoni

  5. ha risposto a paolo trimani: CITO:”attento Lorenzo, chi tocca la Franciacorta passa un brutto quarto d’ora! :-)”
    RISPONDO: …beh … sempre “Francia” è , seppur …. “corta”…
    PS: io mi emoziono ancora per tanti vini italiani , seppur di piccoli/grandi produttori . A volte , però , mi viene il dubbio che la quantità di punte in Francia si a maggiore , meglio valorizzata e più trainante risptto alle punte italiane . anche rispetto alle microproduzioni . Mi spiego meglio : vini assoluti italiani come il Calvari , le Riserve di Quintarelli e l’Alzéro, il Vecchie Vigne di Kurni dell’Oasi degli Angeli o il suo Kupra, i VinSanto di Avignonesi o il K della Zerbina , insomma , le microproduzioni da pelle d’oca non vengano sufficientemente valorizzate ma , anzi , osteggiate dai mass media o le trombe mediatiche perchè non fanno “volumi necessari” a rendere appetibile lo sforzo di promozione , che potrebbe invece essere trainante per tutto un movimento . Di contro , in Francia chicche e gioielli come il MOntracjhet di Domain Leflaive (meno di 250 bottiglie) , il Chambertin di Bernard Dugat Py (idem) i Musigny di Roumier (idem) , i Corton Charlemagne di Coche Dury (idem) , i Clos de Beze di Rousseau (poco più) , le Quintessences e Trie Spécial di Faller e Zind (idem) e tutte quelle microproduzioni di supervini ( bevuti tutti , tranquilli , so i cosa si parla) assoluti per qualità sono quasi mitici , più che mitologici , e oggetto non solo di stupro mediatico , quanto di araba fenice per tutti i superappassioati enoici . Qui le guide quasi rifiutano i campioni ( che nessuno mi dica che non è vero , io sono in commissione di una guida…) perchè non “rappresentativi2 di nessuna zona oppure senza appealmediatico perchè in prodotti in numero risibile … ma queste sono opere d’arte , i nostri “promoters ufficiali” se ne rendono conto , oòltre chè depositari di una qualità assoluta? … e noi qui a disquisire di passerine e pecorini …

  6. ha risposto a vinogodi: a volte si imbrocca: ma non abbiamo detto che sono necessari i grandi players internazionali, che bisogna esportare in Cina, che i consorzi devono giocare un ruolo importante, che il vino deve avere anche un codice etico nel prezzo, che… chi ricorda altro?

  7. ha risposto a A pensar male: …che bisogna sparare meno cazzate generaliste e qualunquiste? Concordo . Sta di fatto che è la Ferrari a trainare l’industria automobilistica italiana , non la Panda e la Punto , anche se fanno più volumi …

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