Cous Cous Fest, l’integrazione nel piatto a San Vito Lo Capo

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C’è la cucina che separa e quella che include e unisce. C’è un’Italia che discrimina, con la scusa degli schiamazzi notturni e dell’italianità a tavola, e un’Italia che sperimenta l’integrazione e la contaminazione culinaria.

Due mondi che non si incontrano mentre si stringono la mano, al Cous Cous Fest, appena iniziato a San Vito Lo Capo (TP) e in corso fino al 25 settembre, i paesi dell’area euro-mediterranea che parteciperanno all’evento gareggiando su questo trait-d’union gastronomico del Mare Nostrum.

La manifestazione, patrocinata dal Ministero delle Politiche Agricole e organizzata dal Comune di San Vito Lo Capo, ormai alla sua 14ma edizione, è una gara gastronomica internazionale di cous cous che vedrà confrontarsi sui fornelli nove Paesi: Costa d’Avorio, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal, Tunisia e, per la prima volta, l’Egitto. Gli chef saranno valutati da due giurie, una tecnica guidata dal giornalista enogasronomico Paolo Marchi, e una popolare, composta da visitatori.

Il cous cous cucinato in tutte le salse (e in 40 ricette), compreso in versione biologica e senza glutine (da consumare, volendo, anche sulle due postazioni pied-dans-l’eau), sarà il protagonista anche di laboratori gastronomici con chef e pasticceri, di talk show, come quello di Vladimir Luxuria sull’integrazione e di lezioni di cucina, le prime del nuovo master “Buono da pensare” dell’Università di Palermo.

La diretta radiofonica dell’evento sarà assicurata da Fede&Tinto del programma Decanter di Radio2. Tra gli ospiti della manifestazione Andy Luotto, Alex Britti e i Subsonica, in concerto ieri.

4 Commenti

  1. e invece il ristorante vicino alla sedia del diavolo, sempre a roma, (credo si chiami da alfonso) di cui in più persone mi dicono un gran bene? Ci si può fidare? grazie

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