L’estate dei divieti: niente grigliate a Bergamo e kebab a Cittadella

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Si allarga il fronte anti-kebab. L’ultimo Comune a dire no al popolare cibo medio-orientale è Cittadella, in provincia di Padova, dove il Sindaco leghista Massimo Bitonci ha vietato, con un’ordinanza, l’apertura di nuovi locali per la vendita del kebab e cibo da asporto. “Non sono alimenti che fanno parte della nostra tradizione e della nostra identità!”, è stata la motivazione addotta da Bitonci che alla questione culturale ha aggiunto però anche quella igienica e di sicurezza alimentare: “Non sono benvenute, nei nostri centri storici, attività che per le loro caratteristiche, quali quelle di trattare cibi cotti e trasformati da consumare sul posto senza disporre di appositi spazi, potrebbero determinare l’abbandono indiscriminato di rifiuti. Per non parlare poi dello scarso rispetto delle norme igienico-sanitarie di quelle pietanze cotte e lasciate all’aperto per lungo tempo. Dobbiamo rivalutare i nostri ottimi prodotti locali”!

Ma la crociata anti-kebab è trasversale ai colori della politica. Uno stop a nuove aperture di locali destinati alla vendita di panini a base di carne arrostita nel curioso cilindro (e al fast food in generale) è stato disposto ad aprile, nell’ambito del nuovo Piano del Commercio, dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, esponente (checché rottamatore) del Pd.

La decisione del primo cittadino di Cittadella si pone ora nel solco di una tradizione ormai consolidata nelle amministrazioni comunali del Nord: quella della messa al bando di alimenti non tipici della gastronomia italiana ed europea. In Toscana la decisione del sindaco di Firenze si aggiunge a quelle di Prato (2005)e di Lucca (2008) mentre in Veneto il divieto di apertura di kebab ha già il precedente del comune di Bussolengo, in provincia di Verona e in Lombardia la guerra ai take away è da tempo legge (una norma regionale impone infatti limiti d’orario alla consumazione per strada di cibo da aporto).

Sul fronte dei divieti la città più volenterosa appare però Bergamo disposta, come dimostra la nuova bozza di Regolamento di Polizia locale voluta dalla Lega che sarà presentata in Consiglio Comunale dopo l’estate, a dire no anche a burqa, costume da bagno nei parchi pubblici, pattini a rotelle, skateboard, pic nic (e bivacchi di vario genere non preventivamente autorizzati) e grigliate en plein air.

Fonte: repubblica.it, unitn.academia.edu, libero-news.it

3 Commenti

  1. Sono culturalemnte contrario a questi divieti, se poi pensassimo a cosa succederebbe se all’estero facessero altrettanto con le nostre pizzerie e ristoranti………. molti nostri emigranti starebbero freschi !!!

  2. NON CREDO A QUELLO CHE LEGGO, E’ SOLO MANIFESTAZIONE DI RAZZISMO PER QUANTO RIGUARDA IL KEBAB ED ALTRE COSE NON AUTOCTONE…, PER IL RESTO SCRIVO SOTTO:
    DOVREMMO NOI IMPORRE DELLE COSE CHE NON SI POSSONO VIETARE, E’ QUESTO IL PRINCIPIO, NON SI PUO’ VIETARE DI MANGIARE LA GOMMA AMERICANA PERCHE’ QUALCUNO LA SPUTA PER TERRA, DI FARE UN BARBERCURE ALL’APERTO PERCHE’ QUALCUNO LASCIA SPORCO, STIAMPO PERDENDO LA LIBERTA’ PER VOLERE DI UNO O POCHI, QUESTA SI CHIAMA “DITTATURA” NON SI PUO’ VIETARE DI CUCINARE KEBAB (CHE E’ CARNE DI POLLO E TACCHINO)PERCHE’ NON SI SOPPORTANO ALTRE CULTURE (ANCHE PERCHE’ POTREBBE FARLO UNO STESSO ITALIANO), NON SI PUO’ ACCETTARE QUELLO CHE UN SINDACO SI INVENTA AL MATTINO, LA CITTA’ NON E’ SUA…, PERO’ SEMBRA CHE LA GENTE ACCETTI QUALSIASI FORMA DI NON LIBERTA’ COME SE FOSSERO TUTTI BAMBINI DI 3 ANNI …. IL PAPA’ HA DETTO CHE NON SI MANGIANO LE CARAMELLE ….
    IL SINDACO HA DETTO CHE NON SI PUO’ MANGIARE LA PIZZA DA ASPORTO ALTRIMENTI PRENDI LA MULTA…. IO PERSONALMENTE GLIELA MANGIO DAVANTI AL SINDACO, GUARDANDO CHE SCOPPIA. NEL CONTEMPO DI TUTTI QUESTI DIVIETI ABBIAMO FURTI DI MILIONI DI EURO NELLE NOSTRE AMMINISTRAZIONI REGIONALI, COMUNALI, NON PARLANDO DELLO STATO IN SE. SVEGLIAMOCI !!!!!
    RICORDIAMOCI CHE LA LIBERTA’ SI PERDE UN PO ALLA VOLTA ACCETTANTO TANTE PICCOLE GRANDI COSE, FINO A TROVARSI IN SCHIAVITU’.

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