Gambe di Black Mamba e Petrus miglior abbinamento dell’anno

Vino

Curiosa e vana tradizione quella degli auguri di Buon Natale e di Buon Anno, mi fa sorridere. Avrà più peso un buon auspicio nei giorni feriali, prima di un consiglio di amministrazione o di un’estrazione degli ottavi inclusi, o no? Quanto vorrei che qualcuno si ricordasse di me prima del ritiro degli esami al mio fegato grasso, anche solo per una goliardica condivisione del tototransaminasi, uno dei giochi più divertenti che io conosca dopo lo squash con le papere di gomma al posto della palla e le scommesse alle corse dei criceti. Oppure quando chiamo un taxi a Roma e regolarmente non lo trovo o mentre stappo una grande boccia dalla mia cantina e invoco i santi perché non sappia di tappo.

La maggior parte delle telefonate di auguri che ho ricevuto quest’anno, sbrigava la pratica convenzionale in pochi attimi per poi trattare, guarda caso, di sesso, tema prediletto dalle donne e che riesce a tediarmi più di una vacanza a Cortina o di una mezza giornata alle terme di Saturnia. Volete mettere l’eleganza del Pinot Nero, la prepotente esuberanza del Nebbiolo giovane, l’inebriante fragranza del Sangiovese più nobile o l’armonica muscolatura performante di un Cabernet di razza contro calze di seta, boxer in microfibra, perizomi leopardati o vibratori che oggi si chiamano Toys e sono dotati di telecomando a distanza come il Salvavita Beghelli? *(approfondimento vibratori-sex toys, a cura di Black Mamba in calce al post)

Per ragioni di coerenza, colgo l’occasione per proporre un emblematico abbinamento perfetto che mette d’accordo anima e corpo, istinto e ragione, cultura e natura, testa e pancia…

Il più cerebrale dei bordeaux e le cosce più intelligenti dell’Occidente cristiano

Amici di Black Mamba, buttiamola in caciara e prima che Heinz mi declassi per atti osceni lucidandosi i mocassini col mio tovagliolo cifrato, ammettiamo che il pezzo forte stavolta sono le cosce! Ah!Ah!

L’86 di Petrus, estratto per gioco con imparziale sorteggio fra una rosa di proposte, non è stata una grande annata e infatti lo penalizza poiché manifesta fin da subito, insieme a note affumicate intriganti, qualche sentore evoluto, più vicino al brodo che alla ciliegia.Una materia importante ma viziata da afflati terrosi e di funghi secchi che non hanno entusiasmato nemmeno Odisseo, più flessibile di me per genesi, il quale mi ha raggiunta nottetempo alla Pergola dell’Hilton in soccorso “svuotafondi”, una delle pratiche che gli riescono con maggiore scioltezza insieme ai gargarismi con Salon…E poi, a onor del vero, anche per portarmi gli unici auguri sinceri che abbia ricevuto quest’anno.

A seguire Cognac Charles X, il mio preferito, un grande Cohiba Behike e la serata si è chiusa con un impegno da parte del mio amico Marco Reitano: le bottiglie escluse dalla sorte, rientreranno in gioco la sera di Capodanno, quando, a Dio piacendo, manderemo finalmente a quel paese questo 2011 da dimenticare.
Non serve che descriva ancora una altra volta i piatti magistrali che Heinz e i suoi ragazzi hanno preparato la sera della vigilia, ma un solo messaggio vorrei lanciare qui su Scatti di Vino, a costo di aprire una polemica, perché gli spaghetti all’acqua di pomodoro con tartufi di mare e salsa di prezzemolo, a parte essere buonissimi, sgomberano il campo da qualsiasi controversia sulla cottura della pasta. Basta con la deriva crudista! La pasta ha un suo punto di cottura. Heinz docet!
I festeggiamenti sono proseguiti il giorno seguente a casa di Anna e Sergio del Goccetto, insieme a un gruppo nutrito di amici e ad ogni bendidio preparato da nonna Lina. Col piatto pieno di tortellini di Roscioli ( i migliori a Roma, parola di Black Mamba!) Odisseo ed io abbiamo scoperto che il brodo di nonna Lina è un capolavoro e a noi il brodo piace molto, a patto di non ritrovarlo dentro a un bicchiere di vino malauguratamente ossidato. Tre giri di Tombola e via verso il Grand Hotel St. Regis, dove alle 19 in punto, come tradizione vuole ogni 25 Dicembre, ci ritroviamo con un po’ di amici a bere cocktail. Lo facciamo ogni anno, ci diverte e unisce, rende più accettabile l’implacabile mestizia del giorno di Natale e poi i cocktail sono molto buoni… Certo, la mano di Antonio Parlapiano, il Professore, è tutta un’altra storia, ma qui entriamo nella leggenda.

Parola di Black Mamba e Odisseo

*Vibratore (toy) tipo Salvavita Beghelli.
L’aggeggio, di ultima generazione, è insolito quanto geniale, come tutti i pezzi forniti dalla mirabile azienda leader dell’elettronica del risparmio energetico. Funziona così: un tizio è preda di eccitazione incontenibile e premendo un semplice tasto può decidere che altro individuo, non necessariamente noto né per forza disponibile, abbia altrove un orgasmo in tempo reale. Per me quest’invenzione è candidata a rivoluzionare il concetto di elettronica applicata all’emergenza. Per quanto abbia il limite oggettivo di non veicolare i rapporti interpersonali. Inoltre è in fase di sperimentazione e verifica anche il beneficio tratto dal soggetto che ha premuto il bottone.