I 5 vini che Black Mamba si è scolata per iniziare il 2012 alla grande

Tempo di lettura: 4 min

Riemergo alla buonora dalle gozzoviglie di Capodanno e con raggiante esultanza vi auguro felicità e passione, in compagnia delle più grandi bottiglie che la (mia) mente malsana di serpente perfido e diabolico possa ispirare e proporre per questo 2012 che ci apprestiamo ad aggredire. Tradotto: ecco cosa mi sono bevuta con Odisseo!

  • Coche-Dury Meursault Perrières 1988. Cominciamo subito col dire che l’annata non era certo delle migliori, un po’ calda e infatti i Meursault ’88 in genere sono piuttosto burrosi. Ma non Les Perrierès di Coche-Dury! Amici questo vino è fantastico, immenso direi, giacchè Les Perrières è la parte snella di Meursault e ricordiamo che Coche-Dury, (per me il più grande produttore di vini bianchi al mondo) si espone sempre con vendemmie anticipate, verdi si può dire, che caratterizzano questi vini per freschezza, acidità e vivacità al palato. Il naso mi ha lasciata senza parole e il gusto corrisponde con una lunghezza che dal centro bocca in poi vi accompagna per mano, dolcemente, con quella grazia che solo questi grandi vini di Borgogna possono avere. Un gigante! (Domaine Jean-François Coche-Dury. 9, rue Charles Giraud 21700 Mersault France. Tel. +33 (0) 3 80 21 24 12)
  • Barolo Borgogno 1961. Che dire, mi ha sorpresa per quanto fosse in ordine, anche se devo ammettere che l’equilibrio gustativo era purtroppo interrotto da una materia un po’ arcigna, poco docile, decisamente scorbutica in bocca. Il vino c’è e va anche molto bene, però il ’58 di Borgogno era tutta un’altra storia! (Giacomo Borgogno e Figli. Via Gioberti, 1. 12060 Barolo (Cuneo). Tel. +39 0173.56108)
  • Mouton Rothschild 1986. Capolavoro assoluto! Sono rimasta senza parole per alcuni minuti e ho ripreso coscienza solo quando mi hanno bussato sulla spalla per la chiusura della cassa… In confidenza, buttando l’occhio sul conto mi è venuta la permanente, ma è uno dei più grandi vini che io abbia mai bevuto e inoltre con questa nuova testa riccia, non sono niente male. Ricordo di averlo amato alcuni mesi fa insieme al Crotalo, quando all’unisono ritenemmo che quella bottiglia meritasse un minuto di silenzio. L’annata ’86 a Pouillac è stata eccellente e Mouton Rothschild si apre in bocca con una sostanza materica concreta, quasi terrosa, un vino bello come se fosse finto. Un vino senza Photoshop diciamo, prima dell’avvento del quale quando una donna era bella, era bella e basta. In bocca ha una dolcezza armonica caratterizzata per freschezza da una curiosa nota agrumata sul frutto. D’altra parte Parker gli ha dato 100/100 e Parker non è mica un Mona, checché ne dica qualche invidiosetto di turno! (Château Mouton Rothschild. Tel. +33 (0) 5 56 73 20 20)
  • Dom Pérignon Oenothèque 1973. Un po’ evoluto ma sorprendentemente si apre e si concede in un’esplosione che onestamente non mi aspettavo dopo il primo impatto olfattivo. La bocca è molto buona, anche se Kruggheggia un po’ per evoluzione e non è proprio lo stile di Dom Pérignon, ma la considero comunque una buona  annata, un’apprezzabile epifania per uno dei miei Champagne preferiti. Note di cedro e crema in bocca, nocciola e lieve speziatura. Restano tuttavia in cima alle mie preferenze l’annata ’75 (compleanno e occasioni diverse) e la ’69 che recentemente è stata rimessa in commercio con una sboccatura più fresca che lo rende sorprendente, se si considera che il ’69 non fu un millesimo perfetto… A parte una breve parentesi verso Settembre che quadrava coi natali di un simpaticissimo serpentello birichino di nome Black Mamba, ça va sans dire… (Dom Pérignon)
  • Billecart -Salmon, Cuvèe Elisabeth Salmon brut rosé 2000.  Per finire amici, ecco un brut rosè che mi è piaciuto assai e per il quale ringrazio quel portento della mia amica Karin che l’ha offerto, una che di vino ci capisce alla grande, altrimenti col cavolo che le vorrei così tanto bene!!! Il vino si apre con una curiosa, evidente riduzione che svanisce in pochissimi minuti per lasciare campo libero a un bouquet floreale fresco e delizioso. In bocca buona materia la cui presenza garbata si completa e ingentilisce con una nota meravigliosa di cassis e lieviti fragranti, crosta di pane e piccoli frutti rossi. Acidità perfetta a completare una bocca ricca, piena, lunga, classica ed elegantissima. Talvolta scambiamo il vuoto e l’anoressico per eleganti, mentre credo che sia bene considerare l’eleganza come ciò che sa portare bene una buona sostanza. E con questa perla di saggezza  vi saluto, vi auguro un anno felice e vi esorto: siate più leggeri, sennò a fine percorso quando ci arrivate? (Billecart-Salmon)

Amici di Black Mamba, Buon Anno a tutti!!!

48 Commenti

  1. L’ho bevuto solo una volta un Meursault di Coche 88, me lo ricordo molto burroso, forse l’incidenza del legno in quegli anni era considerata più importante di oggi. L’ultimo suo Perrières provato, uno splendido 2002, era molto più equilibrato, meno tostato, oltre che molto giovane. Bella serie con finale molto al femminile, con quel Billecart Rosé che è un foulard di seta su calze di seta.

  2. Happy New Year…..
    Sono molto amareggiato, pensavo avreste bevuto Silex piuttosto che Coche-Dury. Il vostro neokich è davvero superlativo. Che accessori mamma mia

  3. Sono proprio curioso di vedere quanti commenteranno i vini pensando che sarebbero stati bene sotto il cappello argentato 😀

    Ma dove eravate se la domanda non è retorica (ma non si evince dalla cronaca)?

  4. ha risposto a Il Guardiano del Faro: Be’ foulard, calze e seta, secondo lo stile della casa…;-) Vedo che sei sempre pronto ad apprezzare le cose belle e buone. Il Meursault anch’io lo ricordo burroso e tostato, per questo trovo che les perrierès marchi la differenza. Ciao Guardiano!!!!

  5. ha risposto a jovica todorovic (teo): Silex era previsto dal menu e l’abbiamo assaggiato. era il 99 e a me piace, l’avevo già provato qualche sera fa al San Lorenzo e mi aveva convinta da subito, a differenza del 2008 che ho trovato deludente sotto tutti gli aspetti. Ma va anche detto nel 2008 in casa Dagenau avevano altro a cui pensare purtroppo. Se non sbaglio Didier ci lasciò proprio nell’Agosto di quell’anno. Ciao Teo e tanti auguri sinceri

  6. …CITO:”in genere i Meursault sono piuttosto burrosi”
    RISPONDO:”…è come dire che le bionde sono tutte “frivole” . Forse le generalizzazioni qualche volta ingenerano equivoci in chi legge. Se intendiamo lo stile Comte Lafon, Jaques Prieur oppure , Roulot (non sempre) e, recente, Bernard …forse. Ma vallo a dire a Madame (Leroy) , Pierre Morey, lo stesso Jobard oppure Matrot , Mikulski o Germain, e penso che invece che donarti un fiore in omaggio alla tua avvenenza ti aizzeranno dietro i loro pit bulls…

  7. ha risposto a ilcobranonèunserpente: E’ vero, c’è suo nonno al tavolo dietro! 😀 Complimenti per la bella bevuta, mi sa che ti sei giocata tutto su sto tavolo. D’altra parte, se fosse vera la profezia…Dico che hai fatto bene a puntare su questo capodanno. Billecart io l’ho bevuto lo scorso anno mi pare fosse comunque la stessa annata e lo ricordo grande.

  8. Bè io c’ero sull’ultimo della lista che poi nella realtà fu il primo ad aprire la giornata verso le 15. Che dire? Io per tornare ad un vecchio post dove dell’anno scorso dove ci divertimmo a definire i vini con un nome o un aggettivo, direi che il Cuvee Elisabeth possa essere definito ‘Bolla Nave Scuola’…ha tutto quel che deve avere un gran prodotto di grande tradizione ed esperienza. Anche quella riduzione iniziale che fa tanto rustico me la son goduta da matti….
    Ciao
    nic

  9. ha risposto a vinogodi: Vinogodi, giacchè hai un debole per le citazioni, fai almeno attenzione ad attenerti al testo. Ho scritto che i Meursault 88 sono in genere burrosi. Non che lo siano tutti i Meursault. Mi disturbano i tuoi toni perchè manchi di obiettività, vuoi colpirmi, lo fai continuamente e solo perchè non sopporti che una femmina beva bene e ne scriva con leggerezza. Vedi Vinogodi ( e adesso ti becchi pure sto sermone!) bere e mangiare rientrano nei bisogni primari, ma bere grandi vini e mangiare in ristoranti stellati non rientra in un bel niente che abbia a che fare con la necessità, col bisogno. Non ce lo ordina il medico e forse, se lo facessimo con più parsimonia, saremmo tutti più sani, più belli e con la saccoccia piena. Inoltre tutte le nostre belle chiacchiere sui vini con tanto di foto cretine piene di fronzoli, cappelli, stelline e lingue di Menelik, non decidono le sorti del pianeta. Quindi un po’ di leggerezza ( se vuoi ti affitto qualche kg della mia) non guasterebbe, fidati! Ti prendi troppo sul serio ma il problema è che prendi sul serio anche me e questo non va bene…e mentre io alleggerisco e tu aggiungi zavorra, tutto il resto parla d’altro. A parte che secondo me sei innamorato di Black Mamba… ;-)))

  10. Ho stappato una Oenotheque 1995, ben poca cosa mi rendo conto. E ai miei amici ho detto, il preferito di Black Mamba la donna più champagnotta del www. Mi hanno chiesto dove rintracciarti. Ho dato l’indirizzo della Pergola!!!!!!!!

  11. ha risposto a Nicola Massa: Giusto! Bolla Nave scuola va bene. Lo inserirò nel glossario di BM. Ciao Nicola!!! ;-))) P.S ti sei segnato la data del matrimonio? Non facciamo figuracce… Ah!ah!!!!

  12. Billecart mi piace. Sono per i rosé che stanno bene con la mia carnagione. E ancora meglio sulle mie papille. Non ti conoscevo black Mamba e ora ti seguirò :)))

  13. ha risposto a Gennaro Maglione: Poca cosa? E’ molto buono invece. Annata meno elegante della 96 ad esempio, uscita da poco e fantastica, ma la 95 era molto buona. Gennaro, dì agli amici tuoi che sono rintracciabile anche al Goccetto o da Roscioli, i miei ultimi indirizzi conosciuti. Ciao Gennaro e continua così che ti vedo sulla buona strada!!!!

  14. “Barolo Borgogno 1961. Che dire, mi ha sorpresa per quanto fosse in ordine”

    Si, noi piemontesi del 1961 facciamo il possibile per tenerci in discrete condizioni di conservazione, non si mai, potrebbe ancora capitarci che qualche ragazza provi un certo interesse per i capelli brizzolati e un certo “non sense of humor” , sarebbe un peccato deluderla.

  15. Super Black Mamba, grandissimi i tuoi articoli, però, in questa Pergola che tu citi tanto, trovandomi pienamente d’accordo, so che c’è anche il barman, tu che la frequenti e bevi anche cocktail che ne dici di raccontarci qualcosa sul lavoro di un barman in una location come quella di un ristorante gourmet.
    come sono i suoi drink? che stile ha, ovvero mette del suo nel classico, come il maraschino al semplice ordine di un manhattan?
    grazie di cio che risponderai

  16. Parzialmente OT (ma ricollegandomi comunque all’ultimo commento).

    Dove bere buoni cocktail a Roma?
    Settembrini, St Regis, Duke’s esclusi…

    Grazie a chi vorrà “aiutarmi”..:-)

  17. ha risposto a Shaken not Stirred: Benvenuto Shaken! Evidentemente mi conosci bene, non mi faresti questa domanda ! Il barman della Pergola si chiama Diego e l’avevo gia’ conosciuto al grand hotel Veneto, dove lavorava prima. E’ giovane e molto bravo. Si attiiene agli standard, che conosce ed esegue molto bene, ma con un tocco personale. Davvero molto bravo! In effetti noi abbiamo cominciato la serata con un sour, ed era eccellente! 😉

  18. ha risposto a Raimondo: Il top dei top e’ il Professore, Antonio Parlapiano e ha un club privato in Vicolo Cellini. Pero’ mi piace molto anche il caro Pino Mondello di Settembrini e ti suggerisco Emanuele del Propaganda, che prima stava al Bassoon bar del Corinthia di Londra e Daniele del Micca club, dove peraltro puoi vedere un bellissimo spettacolo di burlesque…con tante donnine belline, belline… Ciao Raimondo!

  19. ha risposto a Raimondo: Sì devi andare sul sito. Comunque mi sa che lo conosci già…Strano però Raimondo non mi dice nulla fra i clienti del prof, mi sa che è un nome in codice! 😉

  20. Cara black mamba in effetti non ti conosco di persona ma solo per ciò che scrivi e degusti, ho fatto quella domanda solo perché ho bevuto qualche drink alla Pergola e volevo sapere il tuo giudizio…..
    Grazie

    Ps… Meglio shaken alla 007

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