Dove andreste a mangiare? Nel ristorante dove all’igiene hanno dato voto 5 o in quello con voto 2? Dipende  dalla qualità del ristorante, direte voi, dalla vicinanza dal lavoro, dalla cortesia dei camerieri, dalla competenza del maître, dalla stella Michelin, dal prezzo. Tutto ovvio. Non dite però che solo quel voto (all’igiene, appunto) non farebbe, inesorabilmente, la differenza. Pesando come un macigno sulla vostra scelta.

Lo sanno bene gli Inglesi, inventori di scienza e trasparenza, che per far fronte all’emergenza intossicazioni alimentari (ricordate l’Escherichia coli?), hanno messo a punto un sistema nazionale di valutazione del livello igienico di negozi e supermercati, take away e pub, ristoranti e hotel. Così il consumatore può confrontare un locale con l’altro con la certezza che i parametri sono gli stessi. E scegliere, c’è da scommetterci, quelli con il voto più alto nella materia igiene.

E’ il progetto Food Hygiene Rating Scheme e la Food Standards Agency, l’ente britannico che vigila sulla sicurezza alimentare  lo sta attivando in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord in collaborazione con le autorità sanitarie locali. Obiettivo dichiarato: migliorare le condizioni igieniche dei ristoranti e degli esercizi commerciali che vendono cibo.

La Gran Bretagna scende così in campo contro le tossinfezioni, le malattie correlate all’assunzione di alimenti, in testa campylobacter, Salmonella, Escherichia coli e Listeria, in calo nel quinquennio 2000-2005 ma in netta risalita dal 2006 al 2010. Un’emergenza in tutti i paesi industrializzati, legata a mutamenti delle abitudini alimentari (meno tempo a disposizione, più pasti fuori casa, aumento del lavoro femminile e del consumo di ortofrutta cruda, minore conoscenza dei sistemi di conservazione e cottura, adolescenti sempre più speso ai fornelli) che solo negli Stati Uniti, dove l’80% delle intossicazioni alimentari viene contratta durante pasti consumati fuori casa, causa 9000 decessi l’anno. Problema ben noto anche nei paesi del Vecchio Continente visto che solo la salmonellosi, una delle tossinfezioni alimentari più frequenti, colpisce ogni anno 23 mila persone in Italia, 30 mila tra Inghilterra e Galles e almeno 10 mila in Francia.

Volontaria l’adesione da parte delle istituzioni locali britanniche che potranno infatti scegliere sistemi di valutazione diversi da quelli nazionali. Hanno già aderito il Galles e alcune aree dell’Irlanda del Nord e dell’Inghilterra.

Per le zone che partecipano al Food Hygiene Rating Scheme il voto assegnato al locale dalle autorità sanitarie è indicato in un  cartello che i gestori sono invitati (ma non obbligati) ad esporre alla vista dei clienti. Il sistema è di quelli capaci di innescare il circolo virtuoso: il voto spingerà il gestore a migliorare le condizioni igieniche del locale e a mettere in mostra gli eventuali miglioramenti. E’ prevedibile che il cartello sia affisso anche in caso di valutazione non eccellente visto che la sua assenza potrebbe risultare poco incoraggiante per il cliente, a meno che non sia chiaramente indicato che il locale è in attesa di ispezione.

I consumatori britannici e i viaggiatori di passaggio nel Regno Unito possono consultare il sito della FSA per conoscere le aree del paese che hanno aderito al sistema di valutazione e il voto assegnato ai locali di quell’area che hanno già ricevuto la visita degli ispettori. Il voto, che va da un minimo di 0 (igiene da migliorare urgentemente) ad un massimo di 5 (livello ottimo di igiene), tiene conto delle condizioni di conservazione e preparazione del cibo, del controllo delle temperature, della pulizia, illuminazione e ventilazione dei locali e del livello di conoscenza delle pratiche igieniche da parte del gestore. La chiusura del locale è disposta nei casi in cui l’ispettore ritenga minacciata la salute del consumatore. Visite più frequenti sono comunque previste per i locali che hanno riportato valutazioni basse mentre il locale che ha provveduto a migliorare gli standard igienici può sollecitare una visita delle autorità sanitarie per vedersi aumentato il voto.

[Fonte: food.gov.uk, antropozoonosi.it Foto: Franca Formenti]

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