La migliore pubblicità. Per Nielsen vince il passaparola e Tripadvisor

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Pubblicità, la mutazione genetica è già qui. Per chi non se ne fosse ancora accorto, la testa persa nell’era della sontuosa triade cartellonistica-tv-stampa, la pubblicità è ormai un caledidoscopio di canali dove gli utenti pendono dalle labbra di nuovi, e vecchissimi, strumenti di comunicazione. Tra i lasciti arcaici il passaparola. Tra i nuovi acquisti: i commenti dei consumatori online, i banner in rete, i messaggi sui siti aziendali, le email dalle aziende, i video pubblicitari sulla rete, gli annunci sui motori di ricerca e gli sms pubblicitari. Resistono stampa e tv ma hanno perso l’antico smalto.

Ed eccola la fotografia scattata da Nielsen su questo universo in formazione. E’ il Global Trust in Advertising, 28 mila utenti Internet intervistati in 56 Paesi, un’istantanea del target pubblicitario del nuovo millennio di cui faranno bene a tener conto le aziende ma che ha già ha convinto gli uffici marketing delle società con le antenne sul futuro. A voi l’dentikit di Sua Maesta il Nuovo Utente Pubblicitario.

1. Passaparola, ossia il primato dell’antico. Il 92% dei consumatori globali intervistati si fida del passaparola e delle raccomandazioni di amici e parenti. In gergo, i media earned e il successo di questo veicolo un po’ vetusto è forse la parte più stupefacente della ricerca. Piccole imprese di tutto il mondo, affidatevi agli amici che vi vogliono bene!

2. Potere ai consumatori. I commenti dei consumatori online sono la seconda forma più affidabile di pubblicità: ben il 70% degli intervistati dichiara  di fidarsi dei suoi omologhi in Rete e la percentuale è salita del 15% in 4 anni. Per intenderci, il modello Tripadvisor o Yelp. E se tra i consumatori si nascondesse qualche mercenario travestito da utente?

3. Il vecchio resiste. Quasi la metà del campione Nielsen (il 47%) dichiara di credere agli annunci a pagamento su tv, riviste e giornali. Ma l’apertura di credito è in calo (rispettivamente del 24, 20 e 25% rispetto al 2009). In ogni caso ai media tradizionali viene indirizzato il grosso della spesa pubblicitaria globale. Per chi ha superato gli anta, o ha le mani in pasta nel vecchio che arretra, una notizia rassicurante.

4. La tv è sempre la tv. In un mondo che assiste alla crescita della spesa pubblicitaria globale (+10%, grazie anche alla vituperata Cina) è la tv a fare la parte del leone (+7% rispetto al 2010). Ma tutto si spiega: la televisione è un mezzo di comunicazione “impareggiabilmente accessibile”, spiegano gli esperti. Tutto cambia e niente cambia, gattopardesco!

5. Piccoli creduloni crescono. La ricerca Nielsen dimostra che il 58% dei consumatori globali online si fida dei messaggi sui siti web aziendali e che il 50% ritiene credibile il contenuto delle email di cui ha autorizzato la ricezione. Dov’è la novità? Alzi la mano chi non ha invidiato la famiglia del Mulino Bianco!

6. Una parola di conforto (anche) per il volenteroso mondo dei blog. Il 33% degli utenti crede nei banner pubblicitari in Rete, in aumento del 26% rispetto al 2007. In crescita, però, pure il gradimento degli annunci visualizzati sui motori di ricerca (+4% ). Affidabili per il 36% anche gli annunci nei social network. E siamo di nuovo al punto 1.: se lo dicono gli amici...

7. Smartphone, che passione! Secondo l’indagine Nielsen un terzo degli intervistati ha fiducia nei video e nei banner pubblicitari sui dispositivi mobili come tablet o smartphone. Un terzo dei consumatori online dice di fidarsi degli sms pubblicitari (+61% rispetto al 2007). Tira più uno smartphone…

2 Commenti

  1. I risultati mi sembrano attendibili. Ovviamente per quanto riguarda il campione di riferimento: 28 mila UTENTI INTERNET

    Se il campione fosse stato di 28 mila PENSIONATE SPETTATRICI DI RETE 4 magari i risultati sarebbero stati diversi 😀

    Comunque, a parte gli scherzi, è ovvio che si va verso questo nuovo assetto. Per dire: quest’anno un quarto degli introiti pubblicitari di un noto gruppo editoriale (di cui non faccio il nome) deriverà dal web

  2. Farei un appunto su Tripadvisor : i dati non saranno solo italiani immagino, gli italiani sono incapaci di usarlo. Se cercate di farvi un’idea di un ristorante attraverso i commenti degli italiani, non capirete nulla troppe persone che sputano pareri inutili su arredamento e abbigliamento dei proprietari e troppi troll

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