Eco-chic. Ma dove vai se la sporta non ce l’hai?

Provate a pensare che portare la spesa in una busta di plastica sia terribilmente OUT mentre infilarla nella sporta riutilizzabile sia trendissimamente IN. Che bere acqua del rubinetto faccia davvero “figo” mentre caricarsi le confezioni di minerale equivalga a mettere i pantaloni a zampa di elefante mentre imperversano quelli a tubino. Immaginate che tornare a casa con un bel cumulo di ortofrutta confezionata sia un irrimediabile rozzezza mentre mettere le banane e le zucchine nel retino sia segno inequivocabile di buona educazione.

Nell’era che ha inventato l’ecotrendy, nell’epoca delle 4 R (Rifiuta, Riduci, Riusa, Ricicla) con cui (eco)guardare il mondo fino a nuovo ordine (cioè a oltranza), c’è ancora spazio, molto spazio, per quei piccoli gesti quotidiani che possono davvero fare la differenza per l’ambiente. Come arrivare al negozio, al mercato o al supermercato muniti di sporta, evitando così di dover chiedere la/le busta/e usa e getta oppure mettere la frutta e la verdura nel retino anziché nel sacchetto o peggio, acquistarla già confezionata.

Il sacchetto di plastica è al centro della campagna Porta la Sporta, edizione 2012, in corso fino al 22 aprile, con cui Comuni Virtuosi, WWF, Italia Nostra, Touring Club Italiano e Adiconsum ingaggiano pure quest’anno la loro battaglia all’usa e getta. In campo anche 14 Province, 100 Comuni e 23 insegne della Grande Distribuzione Organizzata.

Perché tutto si può mettere in una sporta e non c’è niente che non si possa “rovesciare”, anche senza involucro, in una bella borsa riutilizzabile, in un carrello o in un trolley per bottiglie senza passare per il sacchetto di plastica. E soprattutto, molto può fare il consumatore in prima persona, senza aspettare che la politica si attivi, modificando le sue abitudini e diffondendo il messaggio, in onore a quella massima di Albert Einstein, citata nel sito di Porta la Sporta, che recita: “Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare“.

Eccoli i numeri del disastro:

La produzione di plastica assorbe l’8% della produzione mondiale di petrolio;
Al ritmo di crescita attuale il mondo produce 240 milioni di tonnellate di plastica all’anno di cui solamente il 3% viene riciclato; in altre parole il 96% della plastica prodotta a livello mondiale non viene riciclata;
Circa la metà della plastica prodotta annualmente viene impiegata per produrre articoli monouso o imballaggi che vengono buttati entro l’anno. Con un danno anche per gli animali marini che scambiano le buste per meduse, le ingeriscono e muoiono;
La produzione mondiale di plastica sta crescendo al ritmo del 3,5% all’anno e questo significa che ogni 20 anni la quantità di plastica prodotta potrebbe raddoppiare.

Per contribuire a diffondere la “cultura” della sporta è nato morsbags.com, il sito del “sociable guerrilla bagging“, neologismo internazionale che sta per “promuovi, con iniziative concrete, l’uso della borsa riutilizzabile”.

Poco importa che in molti Paesi le buste biodegradabili stiano sostituendo quelle di plastica, diventate fuori legge. Anche produrre uno shopper in materiale biodegradabile ha un costo energetico e sociale (produrre una busta di mais significa consumare energia e sottrarre nutrimento alle popolazioni più povere del pianeta). Senza contare che resistono i sacchetti di plastica dell’ortofrutta e, a parte iniziative isolate per farne a meno, non si intravede la loro fine.

Pochi e facili da reperire gli ingredienti di questa piccola rivoluzione verde secondo Morsbags.

1. tessuti da riciclare (lenzuola, vestiti etc),
2. forbici
3. macchina da cucire
4. un ferro da stiro
5. essere persone “frizzanti”
6. amici da invitare a casa per cucire insieme borse da distribuire gratuitamente ai clienti dei qualche supermercato
7. (Eventualmente) una celebrity (scorciatoia verso la visibilità), per metterla in posa con una sporta, fotografarla e metterla in rete.

Cucito a parte, anche “entrare in azione”, come spiega la campagna Porta la Sporta, vuol dire compiere pochi, semplici gesti. A ciascuno il suo:

Se sei un cittadino: evita il sacchetto usa e getta, usa e riusa borse, contenitori e bottiglie che ti permettono di evitare l’usa e getta.

Se sei un supermercato: adotta l’iniziativa Mettila in rete! che prevede l’utilizzo di retini per l’ortofrutta in affiancamento ai contenitori in plastica; contribuisci alla riduzione dei sacchetti usa e getta con azioni disincentivanti (ad esempio facendoli pagare); incentiva l’uso dei sacchetti riutilizzabili con iniziative varie (accredito di punti o soluzioni più originali come quella adottata da alcuni supermercati inglesi dove il cliente può acquistare una borsa riutilizzabile che può rivendere al supermercato in un secondo momento).

Se sei un negozio: metti a disposizione dei clienti soluzioni di trasporto alternative al sacchetto monouso come scatole di cartone, cestini e borse a rendere, cassette a pagamento dove, come nel carrello del supermercato, la somma viene restituita al momento della riconsegna.

Se sei una scuola: contribuisci alla divulgazione del messaggio scaricando il materiale di comunicazione.

Se sei un Ente Locale: oltre a poter dire la tua con adeguate politiche ambientali e di trattamento dei rifiuti, puoi aderire alla campagna Porta la Sporta. Lo hanno già fatto in tantissimi, tra Comuni, Regioni, Province e associazioni. Ai Comuni tra 8 e 16 mila abitanti e con un indice di raccolta differenziata non inferiore al 55% è dedicata la competizione “Sfida all’ultima sporta“. Traguardo: diventare il comune “più amico della sporta”(incerà quello che avrà dimostrato di raggiungere il più basso consumo di sacchetti monouso a persona). Premio: 20 mila euro da spendere per la scuola locale.

Se sei un’azienda: regala borse monouso a quei dipendenti che si dicono disposti a utilizzarle quotidianamente; riduci o elimina l’utilizzo di plastica monouso come bottiglie e bicchierini per le bevande ad uso interno.

[Fonte: portalasporta.it, morsbags.com Foto: Francesco Arena, sewingschool.org, myspace.com, photolizer.com]

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