Tagli alla casta. Gli onorevoli siciliani mettono a dieta il ristorante

Via un privilegio, arriva la crisi. Sembra un paradosso ma non è così. All’Assemblea Regionale siciliana a fare le spese del taglio del buono pasto da 9 euro in vigore da febbraio sono stati la buvette e il ristorante. Venuto meno il privilegio che permetteva agli onorevoli di abbassare il conto o lo scontrino, la società che gestisce il servizio  ha fatto due conti e ha dichiarato un sonoro – 30%. Gli onorevoli sono a dieta.

Come prima contromossa è stato deciso di far esibire lo scontrino prima della consumazione (ma dai!) onde evitare spiacevoli dimenticanze, dovute all’urgenza di una chiamata di voto, che prima erano recuperabili con i rimborsi.

Ed è variato anche il menu degli onorevoli al ristorante che improvvisamente hanno sentito la necessità di tenersi leggeri e dal pesce sono passati a una più robusta pasta alla carrettiera. Cioè, 3 € del primo piatto contro i 15 necessari per uno di gamberoni (che prima del taglio costava meno della metà, 6 €). Il risultato è che con i privilegi il ristorante si riforniva di gamberoni, calamari e pesce spada ogni giorno. Ora una volta alla settimana.

Confessa a Repubblica un deputato fuorisede di lungo corso che il ristorante dell’Assemblea Regionale è diventato troppo caro. Soprattutto con gli ospiti a pranzo bisogna andare in una trattoria nelle vicinanze. Con 13 € a testa il gioco è fatto, mentre dentro il Palazzo ne servirebbero 24.  Ancor meno, quindi, dei 15 € necessari per un solo piatto di gamberoni. Guarda come ti cambia la vita a dover pagare di tasca propria. E vedi che anche i politici sono bravi a risparmiare.

[Link. repubblica.it]

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