Gambero Rosso. Chi comanda nella nuova stagione del gruppo editoriale

Tempo di lettura: 6 minuti

Le notizie non sono ancora ufficiali(zzate), ma al Gambero Rosso si preparano alle manovre d’estate, il periodo più favorevole per sperimentare, posizionare e lanciare la campagna d’autunno, tradizionalmente la più favorevole all’editoria sia per la carta stampata che per la televisione. C’è da registrare la macchina per chiudere in bellezza un annus horribilis per l’intero settore dell’editoria che aveva già visto contrazioni significative nel 2011. E occorre chiudere il conto della diatriba carta stampata – web mettendo a segno un… pareggio e poter portare a casa il risultato. Paolo Cuccia, Presidente di Gambero Rosso Holding ed esperto navigatore delle acque perigliose, ha ammainato le vele nel mezzo della tempesta per evitare di ritrovarsi con una barca ingovernabile e non ha dato (eccessivo) peso alla perdita di risorse professionali in cerca di nuovi imbarchi. Ma ora è arrivato il momento di navigare di bolina e creare le condizioni per un’andatura da crociera ben più veloce. Per farlo ci vogliono le donne e gli uomini al posto giusto. Eccoli.

Il mensile

Anche se nel numero di maggio ancora figura come vicedirettore, Laura Mantovano firma l’editoriale di apertura del mensile dello storico Gambero Rosso e di fatto guida il giornale che è stato il seme da cui è nato l’albero del principale gruppo editoriale enogastronomico italiano (Carlo Ottaviano è stato nominato direttore editoriale e si è spostato sul versante delle pubbliche relazioni). Con questa scelta, Paolo Cuccia apre una nuova stagione editoriale indicando le persone che dovranno curare i punti nevralgici della complessa macchina del gruppo. E parte proprio dal “vecchio” magazine chiamato a offrire una nuova presa ai lettori anche in veste App ormai irrinunciabile per gli editori di carta.

Il canale TV

Al canale televisivo ha assunto maggior peso Francesca Romana Barberini che risponde direttamente a Paolo Cuccia. L’organigramma del Gambero Rosso è piuttosto orizzontale e Francesca Barberini figura come Capo progetto televisivo. La sua attività è molto intensa e culminerà nell’avvio del nuovo programma mattutino che punterà al rilancio di questa fascia con una pioggia di novità. In realtà è solo uno dei progetti cui sta lavorando Barberini. E probabilmente nemmeno il più importante. Le vere sfide sono la convergenza dei mezzi a disposizione del marchio italiano tra i più autorevoli del panorama enogastronomico italiano e l‘internazionalizzazione che, insieme alla diversificazione, Paolo Cuccia ha a cuore (qualcuno ricorda la trasformazione di Acea?). Vendere i servizi con quel marchio che conta molto all’estero (vedi i road show) ma che paradossalmente è ancora un po’ stretto nei confini nazionali è una bella sfida.

Le Scuole e le Città del Gusto

Di un’altra Francesca si parla, cognome Riganati, che è al comando di un altro dei pezzi pregiati del marchio GR: le Scuole. A breve sarà tenuta a battesimo la nuova Città del Gusto a, sorpresa, sempre in Sicilia. Dopo Catania è la volta del capoluogo di Regione e i bene informati assicurano che la sede scelta è f-a-v-o-l-o-s-a con interventi di architettura che salderanno tradizione e innovazione. Per la manager del “learning” è solo il primo appuntamento del 2012 che la porterà a sbarcare all’altro capo d’Italia, a Milano. Le dichiarazioni di Paolo Cuccia parlano di un’inaugurazione entro il 2015 e quindi in tempo per l’Expo. Ma le scuole di cucina sono un business che sta andando bene, come dimostra la proliferazione a Roma che ne contava appena due ed ora è un continuo fiorire. Da qui a pensare una presentazione di una Città del Gusto in simultanea con l’uscita in autunno della Guida dei Ristoranti di Milano il passo è corto. Ma la strada forse è più lunga.

Ristoranti di Roma 2013

Un’accelerazione su un prodotto editoriale il Gambero Rosso quest’anno l’ha data con la Guida dei Ristoranti di Roma che uscirà, come nel 2010, a giugno anziché in autunno come l’anno scorso. La curatela non è cambiata, ma a molti che in gerenza appaiono nel quadro “schede” piacerebbe scrivere accanto al proprio nome Coordinatore e avere maggiore visibilità in un mondo in cui all’improvviso l’anonimato sembra una reliquia del passato. Per quest’anno non se ne fa nulla. L’anticipazione del 2013, molto alta rispetto al calendario solare, permetterà solo agli chef capitolini di registare il tiro per l’uscita nazionale. Mentre ha fatto sudare le sette proverbiali camice ai “guidaroli” che avevano appena finito di mettere a posto negli scaffali la 2012.

 Il web

Che sia possibile un cambio delle valutazioni delle Guide nel corso dell’anno è desumibile proprio da quell’obiettivo di convergenza tra mezzi che Paolo Cuccia vuole perseguire. E nel paniere non può mancare il web, al momento la voce forse più trascurata di tutto il pacchetto di mischia del Gambero Rosso. Al progetto sta lavorando uno degli attori della scena artistica romana che ha compiuto numerose incursioni nel mondo food: Massimiliano Tonelli aka direttortonelli, fondatore e direttore di Artribune e direttore e cofondatore di Exibart. Non sarà un lifting estetico quello in corso di attuazione, quanto una rivisitazione funzionale che porterà il sito del Gambero Rosso ad essere davvero interattivo con il pubblico dei lettori cui sta un po’ stretta la formula forum. Tonelli non si limiterà a creare un blog, ma potendo contare sulla convergenza degli altri mezzi avrà a disposizione parecchio materiale e molte opportunità. Una palla per la schiacciata l’alzerà proprio Francesca Barberini. Una web tv è un argomento forse fin troppo facile per i due senza contare l’apporto che Laura Mantovano potrà fornire a partire dalla costruzione del magazine con uno sfoglio più vicino a un palinsesto tv che a un timone. “Dettagli” che potrebbero mettere acqua tra il Gambero e i concorrenti.

Ristoranti d’Italia 2013

Ma il web potrebbe essere l’arma per rivitalizzare il prodotto editoriale che ha creato la fama del settore enogastronomico e che ha sofferto maggiormente l’espandersi della rete: la Guida dei Ristoranti. Nel magmatico susseguirsi di news, recensioni, impressioni, racconti e foto di ristoranti che ogni giorno la rete riversa a ritmi serrati, le guide appaiono come il cristallizzarsi del tempo pur fornendo con le loro uscite materiale su cui dibattono e si accapigliano i blog. Quasi un paradosso. Cambierà la guida? Per costruire una guida diversa da quella attuale sarà necessario affidare la guida agli stessi curatori, Clara Barra e Giancarlo Perrotta, che potranno garantire il legame con quanto fatto fino ad ora (e Barberini ne è un esempio)? Oppure sarà più utile modificare il sistema e affidarsi a una rete di blogger autorali (con un meccanismo che ben conosce Tonelli) per aprire le guide al web sul modello Huffington Post con una fila di aspiranti critici pronti a cercare il pelo nell’uovo della più dimenticata trattoria di provincia? La Guida dei Foodies sta lì a ricordare che si può desacralizzare e al tempo stesso riempire di like e tweet l’aere. Sarà sufficiente individuare chi tira i fili di questa macchina condivisa e spostare Pinocchio dall’osteria al teatro di Mangiafoco? Domande che potranno ricevere una risposta solo dopo l’uscita della Guida 2013, quando la temperatura sarà più fredda.

Pubblicità

I ricavi pubblicitari devono cercare una nuova e più competitiva ripartizione tra i mezzi a disposizione. Il Gambero Rosso ha confermato la fiducia alla storica concessionaria di pubblicità Poster che aveva iniziato la raccolta al tempo del Manifesto (che è ancora cliente) ed è ora in via Bargoni. Anche qui qualche defezione di persone che hanno curato per lungo tempo la raccolta nel settore enogastronomico accumulando conoscenze e arricchendo il portafoglio clienti. Nulla di irreparabile in un periodo in cui bisogna soffiare con forza sul fuoco per alimentarlo e nuovi entusiasmi possono essere la ricetta migliore. C’è ancora tempo per accumulare la legna dell’esperienza per far ripartire la nave a tutto vapore quando la navigazione sarà favorita dalle condizioni di mercato.

43 Commenti

  1. La guida dei ristoranti è più che obsoleta e rispecchia in toto i suoi curatori che, non sono sul campo, non sono sul pezzo e non sono proprio Da nessuna parte. È un prodotto da rifondare proprio dalle basi ed affidarne la cura e la stesura a persone nuove per non lasfiarla in mano ai soliti prezzolati. È un vero peccato che la Guida del Gambero Rosso, una volta riferimento pesante per gli appassionati del settore ora sia alla stregua di quella delle giovani marmotte…anzi, almeno li, due nodi impari anche a farli 🙂

    • Nessuna segnalazione.

      Ne approfitto per specificare che della web tv è più corretto parlare di rilancio con l’obiettivo di far aumentare la notorietà presso il pubblico. Ci ha lavorato Francesca Ciancio.

      Massimiliano Tonelli, inoltre, è EX direttore di Exibart.

      Precisazioni anche dal comparto web (stimato in ascesa) con il rifacimento della sezione delle ricette che potete vedere a questo indirizzo:
      http://www.gamberorosso.it/index.php?option=com_content&view=article&id=51&Itemid=5116&lang=it

      La suddivisione dei vari mezzi in questo post ha un intento di rassegna. La convergenza fa sì che gli ambiti siano intersecati come ho cercato di spiegare.

      Grazie per le mail di specifica 🙂

      • Tonelli…
        Prevedo un nuovo sistema di punteggio dei ristoranti, che terrà principalmente conto di illuminazione della sala, sedie e collegamenti coi mezzi pubblici. 😎

  2. Ho i miei dubbi. Più che Gambero Rosso, sembra Gamberetto Rosa… Dov’è finito il prestigio, la professionalità e il carisma di un tempo? E’ forse colpa dei troppi marchettari/e, che sguazzano inconsapevolmente nella loro inettitudine all’ interno della holding? Chi ha fatto perdere di vista il modo corretto di come si gestisce una “vera” guida gastronomica? Per non parlare poi degli altri settori… Magari affidare la direzione dei diversi settori a persone più preparate non sarebbe poi tanto male. Di questo passo la reputazione del Gambero che è già in caduta libera, rischia davvero di non riprendere più quota. Caro Vincenzo siamo sicuri che queste siano davvero le persone giuste?

    Claudio

    • Sono sempre interessanti i commenti scritti tanto per partecipare.
      E’ talmente evidente che tu nutra astio per qualcuno dei personaggi che popolano l’attuale gambero che probabilmente è inutile tentare di controbattere, ma solo per il gusto della precisazione ci provo.
      Tra quelli nominati chi non è preparato come dovrebbe. Forse Laura Mantovano? credo che sia al gambero praticamente dagli esordi e, se nonvado errato, per la prima volta quest’anno non è presente come firma della guida ristoranti magari solo per seguire la guida foodies di cui immagino sia l’ideatrice. O Francesca Barberini? Non ha esperienza o cultura televisiva sufficiente per ambire a un ruolo direttivo, Tonelli non lo conosco ma mi sembra di intuire che sia proprio il web la sua competenza professionale più forte.
      Per il resto sono persone che sono al gambero ben prima che arrivassero gli attuali proprietari, magari con ruoli piu defilati ma comunque c’erano. Forse il percorso di rinnovamento travolgerà anche loro ma intanto a me sembra di vedere dei segnali che fanno finalmente ben sperare.
      Forse non ce l’avevi con nessuno di loro in particolare o magari i destinatari dei tuoi strali qui non sono neanche nominati. Se ci facessi capire qualcosa di più sarebbe interessante per tutti.

      • con tutto il rispetto per gli attuali collaboratori, Bonilli (e Bolasco) e Cernilli avevano tutt’altra statura professionale
        e che il canale TV non sia che un pallido e noioso emulo di quello che era cinque anni fa è evidenza sotto gli occhi di tutti
        speriamo che la Barberini sappia rilanciarlo

        • Statura professionale a parte, sulla quale potrei anche essere d’accordo, qui si parla di collaboratori, Bonilli e Cernlli erano proprietari. Pare abbiano venduto.

          • ma va? non lo sapevo 😉

            ma contribuivano anche attivamente sia alla rivista sia al canale TV
            non ricordi?

          • Su questo punto le versioni diventano molte. Ma che senso ha rivangare il passato se si sta scrivendo di quello che sarà?

            PS sono di parte. a me la Barberini piace, è genuina 😀

          • Ricordo eccome mi sembrava fossi tu il distratto visto che paragonavi proprietari con dipendenti, Anzi, visto che ci siamo, qui l’unico nome nuovo è Tonelli, gli altri sono tutti al gambero da anni, assunti dalla precedente gestione. Per cui se hai delle perplessità sempre ai precedenti dovresti domandare. La realtà è che in questi anni ad alcune professionalità presenti si è preferito anteporre degli innesti esterni o dei rientri non sempre felici.
            Se invece le notizie che leggo su questo blog si riveleranno concrete, da appassionato sono contento, i recinti sono stati aperti per troppo tempo e ben poco è rimasto. Questo mi sembrerebbe un segnale di una volontà concreta di rilancio.
            Attenderei altre novità prima di gridare al miracolo ma intanto mi accontento.

          • caro Andrea, io parlo da lettore e spettatore, tu a che titolo parli?
            sembra quasi una difesa d’ufficio del Gambero

            non confondo proprietari e dipendenti: Bonilli e Cernilli scrivevano anche sulla rivista e conducevano trasmissioni
            a me sembra che la decadenza della rivista e della TV, nonché della guida dei ristoranti, siano sotto gli occhi di tutti
            in video vedevi Bolasco, Bob Noto e Alfredo Antonaros che faceva una bellissima rassegna stampa e adesso hai le conserve di Camilla ….

            ripeto che mi auguro che ci sia un rilancio per il glorioso marchio GR

          • Tu parli da lettore e spettatore e anch’io, solo che ho l’mpressione che tu non legga. Trovi scritto da qualche parte che penso che il gambero sia meglio oggi?
            Ho parlato di arrivi e innesti infelici, di recinti aperti da cui è scappato chiunque. Dove ho scritto che il Gambero non sia peggiorato?
            Ho solo detto che le poche, se mai veritiere, mosse illustrate qui mi sembrano andare in una direzione diversa da quella degli ultimi anni, che la Mantovano sia meglio di Ottaviano, che la Barberini sia una persona brillante ed esperta, che il web avrà finalmente un responsabile che, mi pare di capire, sappia il fatto suo e che magari riesca anche a risollevare le sorti di un forum ormai desolante.
            Tu invece hai un’idea diversa?
            Me la fai sapere o ci lasciamo con l’illuminante rivelazione che quando c’erano Bonilli e Cernilli era meglio?

          • Tono aggressivo? Me ne scuso, certo tentare di screditare le opinioni altrui ventilando un interesse personale rientra invece nelle cortesie che si rivolgono agli amici.
            Comunque se ci siamo capiti meglio così.

  3. Effettivamente alcuni dei commenti sembrano buttati lì tanto per far polvere ( e senza usare la punteggiatura, come Lorenzo, novello Joyce).
    A me sembra che i cambi esposti siano significativi, dall’incarico a Francesca Barberini – che fa televisione da 20 anni e non solo al gambero – al riconoscimento a Laura Mantovano, mano esperta sul settore cartaceo. Poi, chiaro, non basta cambiare qualche pedina per rivoluzionare una società, ma l’inizio sembra promettente… Vedremo!

    • Come nel calcio, quando si dice che siamo un popolo di allenatori senza fare neanche una corsetta nel quartiere, così nei blog: siamo tutti commentatori senza il coraggio di aprire il proprio spazio web e farlo crescere lavorandoci ogni giorno…

  4. mah… gastromercato…edimercato,,,ma parlare di contenuti? o anche solo proporre dei contenuti? esiste un comunicatore vero oggi in italia? quando leggo una notizia è sempre già vecchia o inutile o prezzolata, visto che vi clicco, potreste essere utili? sennò compro gambero rosso…. cordialmente, P.P.

  5. Lettera al Gambero Rosso
    Salve, sono Paolo Perugia, un residente di via Fermi. Con grosso dispiacere vengo a sapere che in una struttura prestigiosa come la vostra è stato assunto il signor Massimiliano Tonelli per la redazione web. Non so se voi siete al corrente, ma tutta via Fermi rischia da oltre un anno di essere smembrata e i suoi alberi completamente eliminati per far posto ad un parcheggio privato. Tralasciando le motivazione del parcheggio, la mia lettera è focalizzata sul personaggio Tonelli, che è un grosso sostenitore dei cosidetti Pup, ossia dei parcheggi sotterranei, (giusto per farsi un’idea http://www.paesesera.it/content/advancedsearch?SearchText=pup+fermi&SearchDate=-1&SearchButton=Cerca) tanto è vero che gestisce diversi blog personali, tra cui http://www.propuproma.com. Ora giustamente voi dovete distinguere fra la sfera personale e quella professionale, ma sappiate che avete assunto una persona che non fa altro che insultare e diffamare i residenti di Roma, e in particolar modo di via Fermi. Frequentando spesso la struttura dell’Uci e del Gambero Rosso mi chiedevo perchè lo incontrassi così spesso, ma poi leggendo su internet ho capito il perchè. Per cui almeno per quanto mi riguarda, eviterò di venire da voi perchè sinceramente non mi va di dare soldi indirettamente a codesto personaggio. Vi porgo cordiali saluti

    Paolo Perugia

    • Io invece ci vado spesso al Gambero e vorrei in futuro evitare di trovare le macchine dei residenti, dei commercianti, dei clienti “parcheggiate” dovunque, anche a ridosso degli alberi a cui tiene tanto.
      Sapere che se succederà sarà un po’ merito anche di un dipendente del gambero mi rende assai felice.

      • Il problema degli alberi è un leit motiv dei nemici dei pup. In molti casi sono stati eseguiti lavori per evitare di abbatterli. E concordo, le auto meglio sottoterra che addosso agli alberi. Via Oslavia avrebbe dovuto insegnare qualcosa, come Piazza sci golf e per converso Ponte Milvio dove non c’è stato il coraggio, dopo aver spostato il mercato, di interrare il parcheggio e restituire ai cittadini un giardino sul fiume. E via via con piazza Gentile da Fabriano o via Giulia. Piuttosto è il sistema di finanziamento che a volte rende ostili i residenti: perché i parcheggi a rotazione non sono in numero sufficiente e chi costruisce tende a monetizzare in box, giustamente.

        Un solo dato. A Parigi puoi parcheggiare anche al Louvre: ovviamente sottoterra e salire direttamente nel museo.

        • Veramente a Roma faccio fatica a ricordare un Pup che non sia stato osteggiato. Dici che è un problema di destinazione dei posti? Allora si obietti questo e si trovi il modo per dialogare invece che limitarsi a mettere il bastone tra le ruote in ogni modo parlando degli alberi. Chissenefrega degli alberi quando per salvaguardare loro si mette a rischio quotidianamente la salute pubblica. Ma hai presente via fermi? A parte le macchine costantemente sullo spartitraffico ti sfido a trovare un solo momento della giornata in cui trovare sgombre le strisce pedonali. Certo, in un paese civile ci sarebbero dei vigili a far rispettare i divieti, a multare in continuazione chi tratta la strada come il cortile di casa. Fosse così, senza nessuna possibilità di abbandonare le macchine come capita, vorrei vedere se il comitato contro i Pup avrebbe la stessa verve e la stessa voglia di immobilismo. Perchè, diciamolo chiaramente, qui come spesso accade si gioca in difesa di uno status quo che favorisce chi nn ha nessuna intenzione di rispettare le mnime regole di convivenza civile.
          Toglieteci le macchine dalle scatole! Non volete i parcheggi? Bene, ma andate a parcheggiarle da un’altra parte.

          • Una domanda a codesti signori che parlano sempre di parigi e i suoi parcheggi, barcellona e la sua ramblas etc…, ma perchè non sfruttare i quasi mille posti auto a pagamento disponibili già in zona, invece di spacciare per riqualificazione una speculazione edilizia ( la cam mica fa benificenza e mica sono un gruppo di “santi”)? Rispondete a questa direttamente, e non le solite frasi fatte

          • Se fatto bene il business non vedo quale sia il problema. Mettere sottoterra un po’ di lamiera fa bene al paesaggio urbano. Il problema può essere il rapporto tra rotazione e box. Al Louvre non hai box a Enrico Fermi perché non prevederli?

  6. vedete come la risposta non c’entra niente con la mia domanda….perchè PRIMA NON SFRUTTARE IN PIENO QUELLI ESISTENTI E APRIRE QUELLI ABBANDONATI? Tutti vogliamo una strada bella e libera…ma perchè non USARE GIA’ I PARCHEGGI ESISTENTI SEMPRE MEZZI VUOTI?

    • Diccelo tu. Io quando vado al Gambero li uso sempre quelli che tu dici essere mezzi abbandonati. Se non vuoi diccelo tu faccelo spiegare da chi nella zona si rifiuta di usarli e lascia la macchina dove capita in mezzo alla strada.
      Se poi, come dici, i parcheggi esistenti sono mezzi vuoti e abbandonati, pensa che speculazione edilizia intelligente fa chi ne vuole costruire uno nuovo.

  7. A parte, che mi hanno insegnato che il tu si da solo a persone che si sono presentate signor Fusco, quello che scrive è assolutamente incoerente. Da una parte dice che il parcheggio si deve fare, dall’altra no. Purtroppo non ho nè il potere nè il diritto di dire alle persone cosa fare o non fare, quello è un compito che spetta alle forze dell’ordine, in questo caso ai vigili urbani. Tutti se la prendono con i residenti ma non sento mai nessuno che se la prende con il corpo dei vigili urbani che non passa mai e dico mai per via fermi, neanche quando vengono chiamati. Eppure a piazza fermi li vedo. E allora a chi fa comodo questa situazione? A chi vanno gli oneri concessori? Forse ai cittadini? Forse al Comune? O forse al municipio che fra l’altro ha il compito di gestire via fermi?

    • A parte il fatto che del tu si dà a chiunque via web.
      Sono proprio regole di base, tanto semplici quanto numericamente limitate.
      Detto questo io ho detto che il parcheggio va fatto, lo ripeto (va fatto) e se serve lo ripeto ancora (va fatto). Quando vuoi, con comodo, mi potresti dire dove mai ho detto il contrario.
      Se è sucesso è stato un refuso. (va fatto)

      • Lei (mi dispiace ma per me l’educazione è fondamentale, anche se non corrisposta) ci abita a via Fermi? Forse non sa che ci sono diversi parcheggi abbandonati in zona o sull’orlo del fallimento? Qualunque persona intelligente direbbe…”fermiamoci un attimo, valutiamo bene la situazione e poi si vede”. Invece lei, senza poi portare avanti dati, dice VA FATTO. Le dico una cosa….il parcheggio sono circa 400 posti di cui poco più a rotazione, diciamo 250 senza nessuna convenzione per i residenti (attenzione che marconi non è parioli o il centro di roma), i rimanenti sono box (questi non li contiamo tanto sappiamo che fine fanno). Quindi il pup toglierebbe circa 250 auto dalla strada. Bene. Ogni giorno ci sono più di 500 auto a via fermi. Avanzano 250 auto. Dove si mettono? A via blaserna, il parcheggio è chiuso e occupato abusivamente. A via Tirone, ci vuole la scorta armata considerando che confina con un accampamento abusivo di rom. E’ un calcolo semplice, ci può arrivare. Invece di risolvere il problema, LO PEGGIORA. E ho considerato solo il problema del parcheggio, tralasciando quello dell’ambiente (peggioramento della qualità dell’aria, alberi) e delle condizioni del terreno e dei palazzi. Quindi le cose sono due o non ci arriva o non ci vuole arrivare, come il caro gestore del sito ProPup. Mi dica lei.

        • Vedi, succede sempre così. Valuti l’educazione di una persona su fattori del tutto inutili. Pensi di essere educato tu perché mi dai del Lei e poi passi metà del messaggio ironizzando sulle mie capacità di comprensione. Io non ho urlato nel mio messaggio, non ti ho affibbiato affermazioni che non hai fatto, né ho usato frasi tipo …”E’ un calcolo semplice, ci può arrivare…”
          Dovrò rivedere i miei parametri di giudizio evidentemente.
          Ma a proposito di calcoli a cui tieni tanto, torniamo a un tuo messaggio di qualche post fa:
          “perchè non sfruttare i quasi mille posti auto a pagamento disponibili già in zona, invece di spacciare per riqualificazione una speculazione edilizia”
          Questi posti disponibili ci sono o no? e se ci sono, le 500 auto parcheggiate anche sugli alberi di via Fermi non potrebbero andare lì invece di rompere i coglioni a chi vuole semplicemente andare a piedi da un lato all’altro della strada.
          Ops ho detto coglioni, che maleducato.

          • Vede la sua risposta rispecchia la sua pochezza. Implicitamente mi da ragione. Conferma quello che dico. Mandiamo le macchine nei vari parcheggi già esistenti, e automaticamente si risolve il problema del parcheggio e quindi viene a mancare l’emergenza. Ma così chi ci guadagna? I cittadini e non le istituzioni a cui interessano i soldi degli oneri concessori. Poi tocca al municipio e al comune pensare di rifare la strada e le fogne. Invece facendo il pup, accollano tutte le responsabilità alla ditta, però ci vanno a rimettere i cittadini. E’ abbastanza chiaro?

          • Vedi, a proposito di pochezza, continui ad offendere. Io non confermo nulla, faccio delle domande a cui non rispondi.
            Se i parcheggi sono vuoti come dici tu, perché a Via Fermi ci sono macchine parcheggiate ovunque?
            Anche questa domanda a me sembra abbastanza chiara ma non vedo risposta. Io credo che i parcheggi in zona non siano sufficienti e che ci sia la necessità di costruirne di sotterranei per togliere le macchine di mezzo e consentire un utilizzo migliore della strada.
            Tu dici che ci sono già alcuni parcheggi vuoti. Allora, ti ripeto, perché le macchine le lasciate dovunque tranne che in questi parcheggi vuoti?

          • sapesse le volte che litigo con le persone o chiamo i vigili. Purtroppo non l’autorità per impedire alle persone di violare il codice della strada. Questo potere ce l’hanno i vigili e chi li gestisce? Il municipio. E secondo lei a chi vanno i soldi degli oneri concessori? Al municipio. E’ ovvio che il municipio fà di tutto per far degradare la zona, così ha la scusa per prendersi i soldi…Sveglia!

  8. E rimane sempre un dubbio…chi è che risponde come “scatti di gusto”? Visto che io il nome lo metto, con tanto di e-mail, mi piacerebbe sapere con chi sto parlando. Grazie

    • Nessuna paura. Ne risponde Vincenzo Pagano.

      Piuttosto chiederei, ma solo per questione di omonimia, se Andrea Fusco è uno chef (solo per dirimere il dubbio visto che si parla di cose romane)

  9. Tonelli hahahaha il direttore CONDANNATO per ISTIGAZIONE A DELINQUERE scribacchino sul sul web per un blog chiamato “ROMA FA SCHIFO”?!?
    Mamma mia auguri se state in mano a ‘sti campioni! ahahahaha

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