Bologna. Con Titto il piacere del gelato diventa un atto auto eroticoTempo di lettura: 3 min

Titto è il luogo in cui fare un’esperienza del gelato unica e personalizzata. Non la classica gelateria italiana e niente di simile rispetto alle tipiche cremerie/sorbetterie di Bologna.

Non te la spieghi se non pensando a Bologna come una città dalle antiche tradizioni ancora vive che si mescolano con il moderno. Dove passeggiando per le strade è ancora possibile osservare i mastri pastai che lavorano i tortellini nei loro piccoli e affascinanti lavoratori, così come le innumerevoli trattorie dal tipico carattere rustico e dall’anima “rossa” che sa di cacciagione, ragù e salumi. E dove il movimento intellettuale prende forma nel flusso continuo di idee, arte e cultura e si concretizza nella voglia di sperimentare nuove modalità sociali urbane, dinamiche e collettive.

Il nome è semplice e si fa ricordare. Ricorda vagamente quello del social network Twitter sia nel lettering che nei colori. Un piccolo universo colorato ritagliato all’interno di un edificio storico. Si entra all’interno di questo spazio fatto d’azzurro, di verde e di cose dolci. Una piccola miniatura di un luogo aperto dove puoi farti un gelato da solo, letteralmente. Basta soltanto recarsi lì, su quel muro azzurro e abbassare la leva del gusto preferito.

Poi c’è il verde. Sintetico, chiaramente. Entrando si calpesta un prato verde, morbido. E verdi sono anche gli scalini ai lati del locale e invitano a sedersi sul prato a gustare la propria coppa.

Ricapitolando. Entri da Titto, prendi una di quelle coppe, abbassi la leva del gelato, dei cheesecake (buonissimi), della torta al cioccolato, dello yogurt. E poi c’è il top! Ossia, il topping! Puoi versare sulla coppa un’infinità di cibi multisapore stradolci. Hai solo l’imbarazzo della scelta.

Il bancone, quello che classicamente sarebbe adibito alle vaschette gelato, qui è il contenitore a compartimenti stagni di oreo, kit kat sminuzzati, praline, gocciole, caramelle gommose, meringhe, nocciole, frutta e molto altro. Poi fai la fila e paghi praticamente quello che mangi. Unità di misura: 1,80 euro l’etto.

Il gelato è buono ma di certo è tutto il resto che fa la differenza. E’ un’esperienza da provare. Entrare da Titto, cercare di capire cos’è e come funziona, poi premere la leva, riempire la coppa, sedersi sull’erba. Di certo il bel contorno c’è e sembra funzionare bene visto il numero di persone in fila per pagare la loro coppa.

Per quanto riguarda i contro, invece, beh… qualcosina c’è. Ad esempio, io ho aspettato due minuti abbondanti prima di pagare. Ho rischiato di bere il mio gelato. Seconda cosa: non è possibile vedere i gelati, il loro colore, la consistenza, né assaggiarli prima di servirsi. Terza: a determinare il peso della coppa spesso sono le aggiunte di biscottini o frutta. Non è proprio economico. Ho pagato la coppa più di 3 euro.

A parte tutto questo, Titto mi ha regalato un bel momento e un bel ricordo. Aver provato tutti i gelati del mondo, essere entrati almeno una volta in tutte le migliori gelaterie di Bologna non significa che trovare qualcosa di diverso sia impossibile. Questo luogo esiste perché qualcuno ha avuto un’idea diversa e, soprattutto, ha avuto il coraggio di metterla in atto. Di certo chi cerca il vero gelato artigianale si dirigerà da un’altra parte, ma tutti, inevitabilmente tutti quelli che si troveranno a passare per via D’Azeglio saranno costretti a buttarci un’occhio mentre i piedi sono già dentro.

Gelateria Titto. Consulta sul sito gli indirizzi dei 5 punti vendita a Bologna e quelli di Milano, Firenze, Verona, Reggio Emilia, Riccione e Ibiza.

[Enza Maria Saladino]

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