Arte della tavola. Come apparecchiare nemmeno se fossi stella Michelin

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Gastrofighetti casual, dite la verità: a voi di quello che c’è  nei dintorni del piatto non ve ne importa un fico secco. L’importante è che il prosciutto sia……………ilo, la pasta sia ………………. al dente, il pesce all’amo acquistato da…….., il vino ……

Sappiate però che una tavola ben apparecchiata non è solo indice di raffinatezza, buona educazione e cura verso gli ospiti, ma nulla toglie alla bontà del piatto e alle derivazioni tradizionali e di territorio degli ingredienti. E poi, se la tendenza è asciugare all’osso li volete utilizzare i set acquistati perché vi eravate rotti dell’ennesimo piatto di Ikea sbrecciato? Ma le 10 regole saranno utilissime nel caso di una cena che non sia consumata tra i soliti amici gastro-strippati e preveda (oddio) un minimo di rappresentanza.

Se avete un altro consiglio da aggiungere sono ben graditi (io, per dire, mi sono lambiccata sulla differenza tra i due schemi qui sopra).

  1. La tavola deve essere grande abbastanza da mettere i commensali a proprio agio.
  2. La tavola non deve essere troppo grande, con distanze eccessive tra un invitato e l’altro: potrebbe raffreddare la conversazione.
  3. La tavola può essere interpretata in maniera differente in base alla situazione, al periodo dell’anno, al contesto. Una volta scelto il genere, però, gli elementi dovranno essere in armonia. Esempio: per la tavola country si prediligono tessuti naturali in lino o cotone, anche fantasia, e piatti in ceramica anche colorati con un centrotavola realizzato magari con semplici fiori di campo o rami di erbe officinali. La tavola più formale richiede invece maggiore attenzione nella ricerca degli accostamenti e nella selezione dei servizi. Ma entriamo nel dettaglio.
  4. Oltre alla piacevolezza degli oggetti, tutto ciò che sta sulla tavola deve essere perfettamente in ordine per non danneggiare il colpo d’occhio generale.
  5. La tavola deve essere apparecchiata prima dell’arrivo dei commensali e può essere arricchita con un centrotavola, anche a tema, che non deve disturbare la vista e il colloquio tra gli ospiti.
  6. La tovaglia deve rispecchiare l’arredo e inserirsi cromaticamente nel contesto, deve essere sistemata accuratamente rispettando le dimensioni del tavolo e scendendo sui lati abbondantemente, mentre i tovaglioli devono essere possibilmente dello stesso tessuto e piegati semplicemente.
  7. Ogni posto dovrà prevedere un sottopiatto, presente per tutta la durata del pasto, un piatto piano e all’occorrenza una fondina.
  8. Il dilemma delle posate. Per quanto riguarda il posizionamento delle posate ricordate che a destra dei piatti vengono posti i coltelli, con le lame rivolte verso il piatto accanto al cucchiaio, le forchette si trovano a sinistra e sono una o due in base al numero delle portate mentre le posate del dessert si trovano sopra il piatto.
  9. I bicchieri devono essere in un numero massimo di quattro e vanno posizionati a destra del piatto sopra i coltelli. Il primo da sinistra è il bicchiere più ampio destinato all’acqua, segue quello per il vino rosso di dimensioni medie, poi quello per il vino bianco e infine il flûte per lo spumante arretrato rispetto gli altri.
  10. Sale e pepe, olio e aceto non devono comparire sulla tavola apparecchiata, ma devono essere portati solo su richiesta dei commensali.
E ora, scegliete quella che fa per voi.

[Consigli di Sara Lucci. Si ringrazia Elementi di Stile di Flaminia Paglia Marzano]

4 Commenti

  1. Nel caso in cui la tavola sia inferiore nelle dimensioni a quella usuale, il tovagliolo può anche essere messo sul piatto.
    Se i piatti sono di geometrie differenti (ricordiamo che il design moderno trova sempre nuove idee creative per lo stile a tavola), ricordiamo sempre di trovare armonia nel place. Magari con un decoro personale che ribilanci il posto a tavola.
    Le posate da dessert possono essere portate anche al momento opportuno, così come la flute per lo champagne.
    Il sottopiatto deve essere tolto dopo la seconda portata.
    Ma, a mio avviso, sopra a tutte queste cose, la conversazione dei commensali e una cena ben riuscita, sono la più bella mise en place esistente.

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