Vegan. Un gelato non gelato buono come il gelato gelato da Radicetonda

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo viene il dolce. Alcuni passano direttamente al caffè o all’ammazzacaffè (ma poi assaggiano dai piatti altrui “un pezzettino”), altri deglutiscono faticosamente torte e pasticceria spesso più adatte alla colazione o si deliziano con dolci al cucchiaio che fanno scivolare le terga al bordo della sedia, altri ancora cercano conforto nell’ananas flambé: comunque sia, il dessert, non sempre ottiene l’attenzione che meriterebbe.

A meno di non andare a pranzo in un locale bio-vegano, Radicetonda a Porta Venezia, e optare per un piatto composto da: erbette al naturale, insalata mista condita con salsa allo yogurt, zucchine alla menta, lasagnetta al farro.
L’insieme rimette a posto la coscienza come una confessione, ma si sa che dopo si può tornare a peccare; e se ti dicono che hanno del gelato artigianale? Lo ordini e non fai domande perché, tra la fretta della pausa pranzo e la convinzione che ti serviranno, nel migliore dei casi, un sorbetto alla mela, vuoi solo porre fine all’excursus che, dalla piadina cotto e fontina, ti ha portato nel mondo veggie.

Invece, arriva una coppetta (in fibra naturale e biodegradabile al 100%, come tutto ciò che viene utilizzato nel locale) di gelato alla fragola corposo ma non pesante, gustoso ma delicato, che ti fa sentire figo solo per averlo ordinato, al punto da guardarti intorno e ammiccare agli altri astanti per far capire loro che devono concludere il pasto con la bontà che TU hai appena scoperto.

La ragazza che te l’ho consigliato si avvicina perché, evidentemente, ormai ha capito che il gelatino a effetto sorpresa scatena ammirazione; e ti sbaraglia ulteriormente elencando gli ingredienti: latte di soia, sciroppo d’agave, malto di riso, agar-agar, panna d’avena e, ovviamente, fragole. Un gelato non gelato buono come il gelato gelato? Forse nelle erbette al naturale c’era anche della salvia divinorum.
Per accertarsi di non essere stati fuorviati da effetti allucinogeni, torniamo dopo qualche giorno ad assaggiare gli altri gusti proposti, oltre alla fragola: nocciola, mandorla e cioccolato.
Noi puristi del latticino, non potremo più dire “il gelato alla soia è meno buono”, sicuramente quello in vaschetta, di certo non quello di Radicetonda datosi che i gusti sono tutti ottimi.
L’artefice di questa golosità salutista è il pasticcere Lino Condoluci, fratello dello chef Rudy Condoluci che si occupa di cucina vegana da oltre ventanni e che, coadiuvato dal giovane cuoco Stefano Uggeri, gestisce la cucina-laboratorio del Radicetonda.

Il locale, sul modello dei bio-vegani newyorkesi che sta spopolando in Italia, è accogliente e invita alla condivisione: anche da soli non ci si sente in imbarazzo.
 Aperto dal lunedì al sabato dalle 12,00 alle 22,30, è perfetto anche per una pausa tisana; tra l’altro, se ci capitate in un momento della giornata meno caotico del pranzo, potreste avere l’occasione di fare quattro chiacchiere con uno dei fondatori, Guido Fornaro, che è molto carino nei modi e non solo (si sa che anche l’occhio vuole la sua parte).

Ci dicono che la specialità è la zuppa, anche fredda in versione estiva. Pertanto ripasseremo per l’assaggio, considerando che i prezzi popolari, insoliti per questo tipo di locale, consentono di provare, senza troppe remore di natura economica, le varie pietanze. Ovviamente, concludendo con il gelato.

(Foto di Laura Franza)

Radicetonda. Via Lazzaro Spallanzani, 16. Tel. +39 02 3673 7924

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui