Io, Giovanni Lagnese, metto i puntini sulle “i” sulla vicenda Valentina Nappi

Giovanni Lagnese spiega il rapporto tra cibo ed eros che ha animato la querelle con Valentina Nappi, pornodiva e fidanzata del gourmet

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[Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Giovanni Lagnese sulla querelle del rapporto tra gastronomia e sesso. Una lettera di precisazione su quanto apparso su queste pagine. Qualche parola mancante su una riga e qualcuna di troppo hanno acceso una discussione che è andata oltre le intenzioni di chi ha scritto e cioè chiedersi se c’è un rapporto tra girovita e performance amorose. In altri tempi si sarebbe catalogato il pezzo alla voce “sotto l’ombrellone”, ma scherzare significa che tutti i soggetti interpretino uno scritto come gioco in maniera chiara. Altrimenti c’è qualcuno che non si diverte e quindi bisogna rimetterlo in gioco.]

Si è sollevato un polverone sulla vicenda Valentina Nappi. Ma da dove è partito? Dunque: qualche tempo fa, Valentina ha affermato di aver avuto l’ispirazione a intraprendere la strada dall’hard in seguito a una cena da Ferran Adrià. Recentemente, si è scoperto che sono stato io a portarla da Ferran Adrià. Tutto vero. Mi piace regalare libri, cd e tutto quanto è cultura. Specie se eversiva. E Ferran Adrià è cultura eversiva.

Poi è successo che qualche blogger (non solo su Scatti di Gusto), in maniera scherzosa, sviluppando alcune idee un po’ deliranti sull’analogia fra la passione per il cibo “estremo” e quella per il sesso “estremo”, ha ipotizzato l’esistenza di una sorta di via della perdizione, e della corruzione, che parte dalla cucina d’avanguardia e arriva all’hard. Costruzione affascinante. Ma difficile da prendere sul serio.

Fatto sta che una conseguenza di tale concezione moralistica (che ricorda tanto la logica dei “libri vietati” di cattolica memoria) è la ricerca ossessiva dell’ “origine” della corruzione. “Di chi è la colpa?”: questa è la domanda fondamentale di tutti i moralisti che hanno problemi ad accettare la realtà. Nel caso di Valentina Nappi, la colpa è di Ferran Adrià (l’aveva detto la nonna che certo cibo, e soprattutto certe idee, fanno male…). E chi l’ha portata da Ferran Adrià? Giovanni Lagnese! È lui il colpevole, il corruttore, il disgraziato.

Poi si è scoperto pure che Giovanni Lagnese ha fatto conoscere a Valentina Nappi la musica colta contemporanea (Berio, Stockhausen, Ligeti, Grisey: sempre questa cultura degenerata che fa male!), la filosofia analitica, i Giardini di Villa Cimbrone a Ravello e tutte queste cose brutte, orribili. Giovanni Lagnese deve essere proprio un mostro, un demone manipolatore che insinua idee sbagliate nelle menti dei giovani, incoraggiandoli a pensare con la propria testa, ad andare contro il senso comune e ad avere coraggio, invece di sottostare, come invece sarebbe giusto, al Magistero della Chiesa e ai desideri della nonnina.

Io una risposta ce l’avrei. È semplice, icastica. Ed è rivolta a tutti i cacciatori di notizie dotati di tanta malizia e poca intelligenza (abbinamento assai pericoloso, più per coloro che ne sono portatori che per gli altri): mavaff….!

[Giovanni Lagnese]