Io, Giovanni Lagnese, metto i puntini sulle “i” sulla vicenda Valentina Nappi

Tempo di lettura: 2 minuti

[Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Giovanni Lagnese sulla querelle del rapporto tra gastronomia e sesso. Una lettera di precisazione su quanto apparso su queste pagine. Qualche parola mancante su una riga e qualcuna di troppo hanno acceso una discussione che è andata oltre le intenzioni di chi ha scritto e cioè chiedersi se c’è un rapporto tra girovita e performance amorose. In altri tempi si sarebbe catalogato il pezzo alla voce “sotto l’ombrellone”, ma scherzare significa che tutti i soggetti interpretino uno scritto come gioco in maniera chiara. Altrimenti c’è qualcuno che non si diverte e quindi bisogna rimetterlo in gioco.]

Si è sollevato un polverone sulla vicenda Valentina Nappi. Ma da dove è partito? Dunque: qualche tempo fa, Valentina ha affermato di aver avuto l’ispirazione a intraprendere la strada dall’hard in seguito a una cena da Ferran Adrià. Recentemente, si è scoperto che sono stato io a portarla da Ferran Adrià. Tutto vero. Mi piace regalare libri, cd e tutto quanto è cultura. Specie se eversiva. E Ferran Adrià è cultura eversiva.

Poi è successo che qualche blogger (non solo su Scatti di Gusto), in maniera scherzosa, sviluppando alcune idee un po’ deliranti sull’analogia fra la passione per il cibo “estremo” e quella per il sesso “estremo”, ha ipotizzato l’esistenza di una sorta di via della perdizione, e della corruzione, che parte dalla cucina d’avanguardia e arriva all’hard. Costruzione affascinante. Ma difficile da prendere sul serio.

Fatto sta che una conseguenza di tale concezione moralistica (che ricorda tanto la logica dei “libri vietati” di cattolica memoria) è la ricerca ossessiva dell’ “origine” della corruzione. “Di chi è la colpa?”: questa è la domanda fondamentale di tutti i moralisti che hanno problemi ad accettare la realtà. Nel caso di Valentina Nappi, la colpa è di Ferran Adrià (l’aveva detto la nonna che certo cibo, e soprattutto certe idee, fanno male…). E chi l’ha portata da Ferran Adrià? Giovanni Lagnese! È lui il colpevole, il corruttore, il disgraziato.

Poi si è scoperto pure che Giovanni Lagnese ha fatto conoscere a Valentina Nappi la musica colta contemporanea (Berio, Stockhausen, Ligeti, Grisey: sempre questa cultura degenerata che fa male!), la filosofia analitica, i Giardini di Villa Cimbrone a Ravello e tutte queste cose brutte, orribili. Giovanni Lagnese deve essere proprio un mostro, un demone manipolatore che insinua idee sbagliate nelle menti dei giovani, incoraggiandoli a pensare con la propria testa, ad andare contro il senso comune e ad avere coraggio, invece di sottostare, come invece sarebbe giusto, al Magistero della Chiesa e ai desideri della nonnina.

Io una risposta ce l’avrei. È semplice, icastica. Ed è rivolta a tutti i cacciatori di notizie dotati di tanta malizia e poca intelligenza (abbinamento assai pericoloso, più per coloro che ne sono portatori che per gli altri): mavaff….!

[Giovanni Lagnese]

5 Commenti

  1. …..tempo fa, su it.discussioni.ristoranti furoreggiava un troll che si chiamava Giovanni Lagnese.

    Mi ha Fatto sorridere ritrovare il suo nome in questo blog, associato alla pluripubblicizzata ragazza in questione.

    Insomma, un troll che usa un’imbucata (nel senso di scroccona) e’ pur sempre un’accoppiata singolare.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui