Paestumanità. Un pranzo per salvare un Patrimonio a Festambiente Mondi PossibiliTempo di lettura: 2 min

“Chiedo agli specialisti e alle autorità locali: come mai la solenne città di Poseidonia è ancora per più della metà sottoterra, anzi sotto il granturco che la ricopre? Come mai non possiamo ammirare gli altri settori dell’antica città greca anche nel suo quartiere degli affari, delle botteghe e delle abitazioni? E come mai dell’anfiteatro solo un terzo appare visibile al di là della strada asfaltata, che ancora interrompe a mezzo la città?”

A scrivere, sul Corriere della Sera di qualche anno fa, era il critico Gillo Dorfles, tornato recentemente sul tema dei terreni agricoli privati intorno all’area archeologica di Paestum sottratti agli scavi. Il granturco è quello utilizzato per la dieta delle bufale, allevate proprio a due passi da uno dei siti mondiali Patrimonio dell’Umanità. E nessun estimatore di mozzarella potrà dire che il gioco vale la candela.

Ora arriva la proposta di Legambiente: comprare i terreni privati presenti nell’area archeologica interna. Insomma, se lo Stato non si muove, acquistando l’intera area archeologica, potrebbero essere i cittadini-azionisti a rilevarla comprando “Buone Azioni” (del valore minimo di 50 euro). Così un bene comune mondiale sarebbe rimesso nelle mani della collettività e finalmente valorizzato.

A questo mira Paestumumanità e oggi è il giorno giusto per aderire o per interessarsi al tema. Alle ore 13, a Festambiente Mondi Possibili (Sezione D-Gusto), presso il Circolo degli artisti, a Roma, si terrà un incontro degustazione di prodotti cilentani (contributo minimo: 10 euro).

Questo il menu di Paestumanità:

  1. Cicciata cilentana con Fagioli di Controne e ceci di Cicerale (Azienda Tancredi. Controne)
  2. Mozzarella di bufala campana con ricotta e provole affumicate (Caseificio RivabiancaCaseificio La Perla. Paestum)
  3. Sott’oli e sott’aceti del Cilento (Azienda Maida. Paestum)
  4. Carciofi bianchi di Pertosa sott’olio e in patè (Azienda Opromolla. Auletta)
  5. Caciocavallo e formaggio stagionato (Azienda biologica Palmieri. Paestum)
  6. Miele e confetture (Azienda biologica Il fuco d’oro. Roccadaspide)
  7. Yogurt con marmellate bio (Tenuta Vannulo. Paestum)
  8. Vino bianco e rosso IGT (Azienda Vitivinicola biologica Gargaro. Paestum)
  9. Olio colline salernitane DOC (La Torretta. Battipaglia)
  10. Pane cotto a legna (Panificio La spiga d’oro. Auletta)
  11. Fichi bianchi del Cilento.

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