Dicono che Natale non arriva se non vai alla tombolata di Pasquale Torrente

La tombolata di pasquale Torrente a Cetara è diventato l’appuntamento enogastronomico che chiude l’anno. Impensabile per molti mancare. Confesso che alla tombolata non c’ero mai andato e sì che Cetara e Pasquale Torrente sono vecchissime conoscenze. “Ma come”, mi fa Amelia Mazzola del ristorante La Torre One Fire all’Annunziata di Massalubrense, “senza la tombolata di Torrente non viene Natale”.

E così eccoci a fare gli auguri a vecchi e nuovi amici in una cartolina da paesaggio di presepe come solo la Costiera Amalfitana e Sorrentina sanno regalare in questi giorni. Le case aggrappate alla roccia, il mare e una giornata di caldo che sembra di essere a ridosso dell’estate. E Al Convento, ormai eletto patrimonio gastronomico dell’umanità che ama divertirsi è andato in onda lo spettacolo della tombola con i richiami al significato dei numeri che da tanti anni non sentivo chiamati con tanto piacere ed effetto. Mi resta sulla tabella soltanto il 62 per fare tombola. Peccato, manca solo ‘O muorto acciso. Vuol dire che bisognerà tirare il collo a qualche tacchino.

Eh sì, ora il Natale è proprio arrivato. Anche nel presepe che hanno allestito all’ingresso spicca una casetta vicino a quella di pescatori e pastori. E’ la cuopperia di Pasquale Torrente, specializzata in alici e fritture che ha dato il via alla più fascinosa friggitoria d’Italia. La trovate a Eataly Roma, oltre che sul presepe e davanti alla spiaggia del borgo di Cetara.

Fate una visita a Cetara, alla Cuopperia e al Convento. Il vostro spirito e la vostra pancia vi ringrazieranno. E troveranno tante buone ragioni per ritornarci.

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