Marco Parizzi, chef dell’omonimo ristorante a Parma, ha aperto la sua scuola di cucina. I corsi sono dedicati agli appassionati anche alle prime armi che in numero massimo di 8 potranno seguire lo chef in una lezione frontale da 2 ore e mezza in cui ascoltano, prendono appunti e soddisfano tutte le curiosità ma non maneggiano i prodotti.

Una formula che ha ricevuto adesione subito dopo la presentazione della scuola lo scorso dicembre: la prima lezione che è possibile prenotare è quella del 24 febbraio dal titolo Improvvisazione, cuciniamo con quello che abbiamo (70 € a persona). Sold out per il corso base declinato in 6 lezioni (400 €, il prossimo inizia a marzo) come le tecniche di cottura della carne (80 €) e del pesce (100 €). Si può anche cenare nella scuola che diventa un privé, per 8 apersone appunto, seguendo un menu concordato con Parizzi a 130 € a persona cui si può aggiungere la degustazione dei vini curata da Cristina Parizzi. E’ lei che segue la cantina e che vedete qui su in foto con Enrico Chiavacci, direttore commerciale di Antinori (qui la nuova cantina).

Franca Formenti. Il boom delle scuole di cucine tenute direttamente da chef stellati nei loro ristoranti sta prendendo sempre più forma in Italia. Pensi sia un desiderio di voler riappropriarsi della manualità oltre che gestire la propria alimentazione?
Marco Parizzi. Credo che ci siamo persi una generazione di nonne e di mamme, troppo giustamente impegnate a ritagliarsi un importante ruolo nella società produttiva. Oggi c’è una grande voglia di riscoprire le tradizioni, di fare, di conoscere il cibo in tutte le sue declinazioni.

FF. Un’educazione alimentare andrebbe divulgata soprattutto alle nuove o future mamme per poter capire meglio i problemi della nutrizione dei loro piccoli ed  evitare di cadere in una malnutriizioni con conseguenza di obesità. I tuoi corsi si occuperanno anche di questo?
MP. Stiamo lavorando con mia moglie Cristina e alcuni professori dell’università in questa direzione. Non posso vedere donne che acquistano schifezze per i loro figli con la scusa che non hanno tempo. è una questione troppo importante da sottovalutare per pigrizia. La memoria del buono incomincia proprio a quell’età.

FF. Nelle scuole dell’obbligo una volta esistevano le applicazioni tecniche oggi sparite: forse gli chef dovrebbero insegnare saltuariamente nelle scuole medie e invitare gli alunni a manipolare il cibo per conoscerne pregi e  difetti?
MP. Purtroppo il nostro lavoro non è un qualcosa che si può fare saltuariamente. Non è un gioco, non è semplice. Molti ora vogliono fare gli chef, in realtà non sanno cosa li aspetta. E’ una moda, che se da un certo punto di vista fa tanto bene a chi si nutre perché alza il livello di attenzione ha un sovraesposizione mediatica che porterà alla nausea. Speriamo che rimanga la cultura del mangiare bene e del cibo sano, al di là degli chef star.

FF. E perché ci si iscrive ai corsi di cucina di Marco Parizzi? Lo spiegano 4 studenti.
Eugenia. Perchè adoro cucinare  e voglio perfezionarmi.
Maria Pilar. Sono sempre stata una frequentatrice di grandi ristoranti e poi mi tocca cucinare ma soprattutto GODO Marco.
Teo. Sono venuto per prendere qualche spunto per fare il cenone di capodanno.
Isabella. Ho comprato la cucina di KitchenAid e mi hanno regalato un corso.

Ristorante Parizzi. Strada Repubblica, 71. 43121 – Parma. Tel. +39 0521.285952

[Intervista e immagini: Franca Formenti]

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