Mozzarella di Bufala Dop. Amaseno si oppone all’opzione congelata

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Per la Mozzarella di Bufala Campana Dop non si parla di una scissione, come avrebbero agognato molti dei produttori salernitani che hanno sempre accarezzato l’idea di una etichetta made in Salerno, ma la Ciociaria cerca di far sentire la sua voce attraverso il sindaco di Amaseno, Gianantonio Boni, in una video intervista rilasciata a Giulia Sampognaro dell’Ansa (che inizia il racconto con il passo falso della mancata tutela del prodotto del basso Lazio).

“Prendere coscienza della forza che si ha stando uniti e creare un’associazione produttori latte che difenda gli interessi del nostro territorio. Su questo discorso ci troviamo d’accordo con i produttori latte dell’agro pontino e addirittura con quelli della zona del salernitano. Il che significa che andremo a pretendere o comunque ad imporre nostre scelte ad un dop che cerca di essere modificato ai fini e ai consumi personali di grandi produttori artigiani e industriali”, ha dichiarato il sindaco.

La frecciatina, nemmeno troppo velata, è riferita al nuovo disciplinare che contempla la cosiddetta “mozzarella di bufala congelata” o meglio l’utilizzo di cagliata condizionata che era stato già oggetto di discussione durante la conferenza “Valorizzazione dei prodotti bufalini ciociari” organizzata a ridosso di Natale all’enoteca regionale “Palatium” di Roma e cui l’intervista fa riferimento. “Introdurre latte o cagliata congelata nel Dop – aveva spiegato il sindaco Boni – equivale a uccidere l’immagine di un prodotto famoso in tutto il mondo”.

Per Eder Mazzocchi, presidente dell’Arsial, la possibilità di associare gli allevatori ciociari e laziali resta la strada per farsi ascoltare dalle istituzioni. “Se riusciamo a portare avanti un’azione condivisa riusciremo a raggiungere gli obiettivi: l’opposizione alla cagliata congelata, la necessità di controlli rigorosi e la costruzione di un percorso d’identità della mozzarella di bufala su cui continueremo ad impegnarci in futuro lavorando anche per potenziare i compiti e le competenze di Arsial in questo settore”, ha aggiunto Mauro Buschini che dell’Arsial è consigliere.

Parole non originali di avversione al progetto del Consorzio di Tutela che cerca nuove strade di commercializzazione della mozzarella di bufala campana aprendo canali verso le pizzerie e l’estero, da sempre tallone di Achille di un prodotto che da fresco ha una scadenza ravvicinata.

Lo sforzo del Consorzio, che nell’ultimo anno ha aumentato le occasioni di incontro e di conoscenza del prodotto sia in occasione di manifestazioni sul territorio di produzione salernitano che fuori regione come al Salone del Gusto di Torino o al Cibus di Parma, desta sempre maggiore attenzione. Ed inevitabilmente crea qualche malcontento in chi resta fuori dai riflettori.

Ma, a prescindere anche dall’avvicinarsi delle scadenze elettorali, quanti foodies vanno oltre la classica dicotomia Salerno-Caserta, che sta registrando il sorpasso della “indicazione geografica” Paestum, e considerano i produttori dell’area laziale – oltre all’agro-pontino – e quelle del Molise e della Puglia?

[Link: ansa.it, tiscali, l’Opinione]

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