Aperture. Da Eat’s Verona il cibo è di lusso ma se perdi la card fa 70 €

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Ha aperto Eat’s Verona. Dopo Milano è la volta della città scaligera e l’apertura del grande store dedicato allo shopping e al cibo cade a ridosso del Vinitaly. Il nome Excelsior Milano potrebbe trarre in inganno ma i grandi magazzini del lusso del Gruppo Coin sono nel building che ospitava il Supercinema nella centralissima Via Mazzini. Il progetto architettonico e di interior design, firmato da Aldo Cibic e Vincenzo De Cotiis, ha recuperato i 3700 metri quadri trasformandoli in un luogo per uno shopping metropolitano di alto profilo.

“Nell’impostazione architettonica abbiamo voluto rispettare una certa solennità del building che dialoga in modo raffinato con la semplicità e il rigore degli interni. A Milano la ricerca avanguardistica, a Verona la solidità di una proposta immaginata per il pubblico sofisticato della città e per quello internazionale che la frequenta”, ha spiegato Stefano Beraldo, AD del Gruppo Coin.

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Nel piano interrato c’è l’Eat’s Store la “food hall” che vuole ingolosire i veronesi con un “supermercato” simile a quello milanese in cui si può scegliere anche il consumo in loco. Sui banchi, crudités di pesce, sushi, formaggi, salumi, carni e vini. Le proposte dalla cucina a vista sono fusion e vegetariana. Nella pasticceria artigianale spicca la “Confetteria Conti” di Milano.

Per il pagamento, infine, sarà consegnata la “Eat’s Easy Card” sulla quale saranno registrate le diverse consumazioni consentendo di pagare all’uscita. Una spinta in più alla facilità di consumo, ma, attenti che perdendola bisogna pagare 70 €, quanto un pranzo in un buon ristorante.

Al piano terra, affacciato su Via Mazzini, c’è il Grand Caffé Excelsior di Armando Bordin, titolare della Locanda Castelvecchio di Verona. Un caffè all’italiana che consente una colazione al mattino, un aperitivo, un light lunch, il the delle 5, una degustazione di champagne la sera.

La prossima apertura è prevista per la fine del 2013 a Roma e nel 2014 a Napoli. La formula è sempre quella di associare nel progetto “Excelsior Milano” una realtà imprenditoriale della città in cui apre. Solo che la scelta ricade sempre sul versante abbigliamento che resta il core business del Gruppo Coin.

[Link: retailwatch.it, Eat’s]

7 Commenti

  1. Le costate di FASSONE Piemontese 36 euro al kg, al banco di macelleria, ma sono prezzi folli, con 5 kg di carne, vado e tornò in Piemonte e me le compro sul posto

  2. Carino…ricorda i supermercati che ci sono nel nord Europa ormai da anni… ma devo dire che come concept espositivo e design preferisco “Eat’s” a Milano, molto più innovativo e raffinatissimo.

  3. Era ora che anche a Verona in Via Mazzini aprisse un negozio di lusso!
    I prezzi non sono poi così eccessivi facendo il confronto con quelli di marca industrializzati.
    Meglio mangiare una bistecca di meno ma buona e sana piuttosto che mangiare carne a
    basso prezzo ma di dubbia origine e genuinità!
    Complimenti!

  4. In questi giorni ci sono stata più di qualche volta con la mia collega: il negozio lo abbiamo sempre trovato vuoto. l’unica attività “attiva” è Tiffany!
    Il piano interrato con il cibo una ridicolaggine assurda. tre persone che mangiano insalata.
    La cassiera (unica cassa aperta su sei) che desolatamente allunga la mano per riprendersi le tessere inutilizzate…
    All’uscita, visto che grandinava, ci siamo soffermate sulla porta di ingresso e un signore della security (quei tizi vestiti di nero che ti danno il benvenuto col sorriso quando entri) ci ha detto che non potevamo stare lì… siamo dovute uscire sotto la grandine. BRAVI. complimenti, bel negozio.

  5. Conoscendo Verona e i veronesi, nonche’ la difficolta’ di parcheggi limitrofi, unitamente ai prezzi da capogiro, sia Excelsior che Eat’s sono destinati a chiudere o a ridimensionarsi fortemente nel giro di breve tempo.

  6. Chiedete ai dipendenti dell’Eat’s di Conegliano in che acque stanno navigando!!!Forse questo tipo di negozi potrebbe andar bene a Dubai,Montecarlo o nel centro di New York ma non in Italia e soprattutto non in questo momento in cui la gente fa i salti mortali per risparmiare un euro.E come sempre a farne le spese saranno i lavoratori.

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