Lavazza Mark Seliger

Dove c’è Barilla c’è casa. Ma anche gli italiani hanno imparato a mettere il naso fuori dal Mulino che vorrei. Restate pure tranquilli sulle vostre sedie, perché secondo la Meaningful Brands 2013, ovvero la classifica delle marche più amate, ad opera di Havas Media Group, i brand a cui gli italiani sono più affezionati sono alimentari e restano in cima alla classifica Barilla, Mulino Bianco e Ferrero.

La sicurezza dell’inzuppo del Taralluccio, che ad occhi chiusi potrebbe essere una Macina o una Campagnola senza avvertire la differenza, l’ostinazione delle mamme a ficcare nello zaino della scuola quella Kinder Brioss che i figli regaleranno al compagno senza merenda, perché è nutriente ma leggera (però non sa di niente), l’impulso non tanto inspiegabile a scegliere sempre gli spaghetti con una confezione blu, la convinzione che le delusioni amorose si risolvano con vagonate di Nutella, sono abitudini dure a morire. Il caffè è Lavazza. Qualità Rossa, non ho dubbi. Però, c’è un però.

Le marche più amate dagli Italiani

SettoreMarcaMeaningful brand index 2013
Alimentari/BevandeMulino Bianco77,4
Alimentari/BevandeFerrero76,8
Alimentari/BevandeBarilla76,6
DistribuzioneIkea76,3
Cura PersonaNivea75,2
DistribuzioneDecathlon75,0
Alimentari/BevandeLavazza74,1
DistribuzioneCoop73,6
Cura PersonaDove73,3
Cura PersonaGarnier71,3
Alimentari/BevandeDanone71,3
Cura PersonaL'Oreal70,3
Alimentari/BevandeCoca Cola70,1
Alimentari/BevandeIlly69,9
DistribuzioneConad69,8
Energia/PetroliferiEnel68,5
AbbigliamentoOvs68,4
DistribuzioneEsselunga68,3
AbbigliamentoH&M67,8
AbbigliamentoZara67,4
Energia/PetroliferiEni67,0
AbbigliamentoBenetton67,0
AutoToyota65,1
Alimentari/BevandeNespresso63,6
TelecomunicazioniVodafone63,2

Fonte: Rapporto Meaningful Brands 2013 di Havas Media Group

Secondo il sondaggio di Havas Media Group, ben l’83% degli italiani ritiene che le aziende dovrebbero prestare maggiore attenzione ai loro prodotti, se vogliono davvero influire positivamente sulla qualità della vita. “I brand food – commenta Isabelle Harvie-Watt, Ceo di Havas Media Group in Italia – piacciono agli italiani non solo perché sono gratificanti e rappresentano una vera e propria soddisfazione immediata, ma anche grazie al loro profilo etico ed all’impatto positivo che hanno sull’economia locale”. Care multinazionali siete state avvisate: Banderas che parla alle galline o la nuova proposta di Mc Pasta by Barilla (qui in confronto con l’hamburger)  non rappresentano esattamente il concetto di qualità che gli Italiani si aspettano per la fedeltà mostrata in tanti anni.

La Coca Cola, ad esempio, ci ha provato con Simone Rugiati, ma in Italia resta al 13° posto, pur guadagnando sei posizioni rispetto all’anno scorso. Ora tenta la scalata al podio spiaccicando i nomi delle persone sulle bottiglie. Un appunto molto personale: cara Coca Cola, sappi che non tutti in Italia ci chiamiamo Mario Rossi.

Torniamo a parlare di numeri: su scala mondiale (23 paesi e 134000 intervistati) solo il 20% pensa che la marca sia garanzia di qualità. Un problema da affrontare per i marchi che vogliono essere il benchmark di quell’alimento. L’informazione diffusa e la curiosità verso quello che mettiamo sotto i denti o indossiamo, ha reso l’acquirente decisamente più consapevole, e la crisi l’ha responsabilizzato rispetto al sacrosanto rapporto qualità-prezzo.  Il 54% degli intervistati a livello mondiale infatti non si fida più e la discesa è costante da 5 anni cioè da quando è iniziato il rapporto Meaningful Brands. I consumatori non si accontentano più di acquistare quello che viene pubblicizzato in tv o sulle riviste, ma preferiscono informarsi e interagire con altri consumatori per meglio valutare il prodotto e, se possibile, risparmiare. Non solo. I consumatori sono diventati molto esigenti nei confronti dei prodotti di marca e, prima di acquistarli, valutano quello che potrebbero fare per migliorare la loro vita.

Parliamo dunque di una disaffezione mondiale senza precedenti: il 93% dei consumatori dichiara di poter fare a meno delle marche di sempre. Il che suona quasi apocalittico, sebbene io abbia rinunciato ai marchi “di famiglia” dai tempi in cui cercavo di spiegarmi il sapore di compensato della merenda del mattino.

Popolo di Scatti, se avete un sassolino nella scarpa, questo è il momento di parlare. Qual è, se c’è, il brand storico, o il prodotto che vi ha improvvisamente deluso o che vi appare fin troppo sopravvalutato?

[Link: Kataweb]

2 Commenti

  1. Barilla, sughi e pasta insieme a Mulino Bianco abbandonati almeno una decina di anni fa.
    Ferrero, mai comprata, nemmeno l’ovetto famoso dei bimbi quando mia figlia era piccola poichè ero contraria a simile “cioccolato”.
    Algida è immangiabile da almeno una decina d’anni, quindi non la compro più.
    Lindt negli ultimi 2-3 anni ha cambiato qualcosa, forse volendo ampliare la quota consumatori, prendendoli dai consumatori cresciuti con l’ovetto famoso di cui sopra.
    Garnier shampoo & co. ho abbandonato il marchio una decina d’anni fa: prodotti con un odore persistente di frutta in fermentazione e capelli effetto “paciugo”, impettinabili. Vogliamo poi parlare dei detersivi, ottimi appena usciti e dopo qualche anno incapaci di pulire qualsiasi cosa, al punto da cambiargli continuamente formato e packaging per far passare la solita roba?

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