Antico stabilimento balneare liberty Mondello

Mi inchino, alla mestria dello Chef! Basta un invito in trasmissione a far ritirare una querela e a far diventare lo chef di un ristorante da schifo (non per nostra ammissione), protagonista di una ricetta in Italiavisione, con tanto di sviolinata da Claudio Lippi. E’ accaduto a febbraio alla Prova del Cuoco, il programma di Antonella Clerici.

Ecco perché. Nella puntata del 4 aprile 2011,  in un impeto di passione, la presentatrice confida ai telespettatori che anni addietro era andata al Charleston in termini non esaltanti: Peccato, un posto così bello, si mangia così da schifo. Il Charleston è quello che al tempo era ospitato (dal 1969 due anni dopo l’apertura nei locali di Piazzale Ungheria) nell’Antico Stabilimento Balneare di Mondello, una struttura liberty che caratterizza la spiaggia di Mondello. E che è stato lì fino al 2010 quando si trasferisce a poca distanza nella Maison de la Gatinais per un cambiamento di strategie aziendali.

Un ristorante passato alla storia, frequentato dai reali di casa Savoia quando ancora si chiamava “Le Terrazze”, nei cui saloni il regista Michael Cimino girò nel 1987 il film “Il siciliano” con Cristopher Lambert nei panni del bandito Giuliano.

La Clerici rimane ammaliata dalla vista che si gode dal Charleston “estivo”, ma il cibo non la convince e ribadisce il concetto due volte, nel caso qualcuno se lo fosse perso. Neanche il tempo di spegnere i fornelli della puntata e scattano le querele per diffamazione e immagine lesa da parte di Maria Grazia Glorioso, titolare del ristorante: una per la Clerici e una per la responsabile de La Prova del Cuoco, Maria Pia Ammirati.

“Mi inchino alla maestria di Angelo Gervasi che è lo chef… il padrone della cucina… la maestria con cui fate… intanto soprattutto una cosa, il pesce”. Esordisce Lippi prima di proseguire con la cronistoria di questo locale dove passavano tutti i Vip di Palermo. Anche Tomasi di Lampendusa (morto nel 1957?). Così la Prova del Cuoco ritorna sui suoi passi. Insomma, le parti si ricompongono  nella puntata del 2 Febbraio 2013: Claudio Lippi che spende parole altisonanti per Angelo Gervasi, chef del Charleston, e per il maître Carlo Hassan.

 “Ma voi avete altre prerogative che tra l’altro vi hanno resi i più segnalati in tutte… tutte le… come si chiamano… le guide culinarie Veronelli, Gambero Rosso, Michelin”. 

Lippi decanta anche la fusione tra tradizione e innovazione con prodotti a chilometri zero.

Gli facciamo passare lo scivolone di concordanze perché siamo troppo impegnati a reclamare la querela che ogni telespettatore dovrebbe avere il diritto di esporre a gran voce nei confronti di questo modo di procedere: sarebbe stato il caso di avvertire che si trattava di una puntata riparatoria? Il canone pagato con tanto di fila alla posta, io non lo dimentico. E alla fine mi chiedo come si mangia al Charleston che non ho trovato sulla Guida del Gambero Rosso 2013, ad esempio.

[Link: Corriere Immagine: Albaria]

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