10 regole contro le intossicazioni alimentari, anisakis e frutti di mare in primis

Tempo di lettura: 4 minuti

Ostrica Fine de Claire Salotto Culinario

Ade è arrivato. L’Anticiclone sta colpendo con le temperature in aumento lungo tutto lo stivale e temperature a 38°. Ora possiamo dirlo: l’Estate c’è! Finalmente ci si può godere il mare (almeno nei weekend e preventivando i cari chilometri di coda), consolandosi con un’alimentazione più fresca e più leggera. Le tendenze estive anche quest’anno mettono sul podio dei cibi più gettonati frutta e insalate. Re indiscusso il gelato, nonostante i tentativi di sabotaggio al trono.

Però anche il crudo, sia di carne che di pesce, resta una scelta parecchio gradita. Via dunque a carpacci e tartare con cui ringalluzzire i palati che boccheggiano per l’afa, senza dover necessariamente rischiare di liquefarsi ai fornelli.

Ma attenzione perché il rischio di tossinfezioni alimentari è sempre in agguato e bastano piccole disattenzioni a compromettere il corso della nostra Estate con nausea, febbre e cali di peso indesiderati.

L’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ha stimato che nell’anno 2010 la maggior parte delle intossicazioni alimentari è dipesa da ovo-prodotti e pesce. A tal proposito, il controllo della filiera e le modalità di conservazione dei cibi rivestono un ruolo fondamentale.

La maggior parte delle tossine che causano queste indigestioni soccombe a temperature superiori ai 70°C. e, nonostante ci sia qualcuno che proprio non riesce a rinunciare alla freschezza del crudo, vi consigliamo di prestare attenzione ai 10 consigli  messi a punto dall’ Osservatorio Nutrizionale Grana Padano.

cozze-irsvem-baia

  1. Carne: acquistare il prodotto esclusivamente in luoghi autorizzati. La macellazione è il primo focolaio di problemi legati alle intossicazioni. E’ consigliabile cuocere sempre la carne in modo che anche al centro raggiunga una temperatura di 69°C. Al sangue sì, ma con prudenza!
  2. Pesce e frutti di mare: stesso discorso sull’attenzione al luogo di acquisto.  Si consiglia di consumarlo previa cottura, ma se proprio il crudo vi fa gola dovete assicurarvi che il pescivendolo lo abbatta ad una temperatura di -20°C. Altrimenti, scegliete degli ottimi ristoranti che per legge sono obbligati ad abbattere il pesce. Con questa operazione verranno neutralizzati batteri e parassiti, anche la famigerata anisakis che ogni estate sveglia le coscienze. Nel caso dei frutti di mare, prestate attenzione al trattamento e, se non sono evidenti certificazioni, evitate assolutamente di mangiarli crudi. Sfatiamo un mito: NON E’ VERO CHE IL LIMONE ELIMINA I BATTERI.
  3. Frutta e verdura: sembrano salutari ed immacolate ma anche loro vanno ben controllate, scartando la parte di prodotto meno “in forma”. Il lavaggio è consigliabile con bicarbonato o disinfettanti per alimenti.
  4. Acqua: se non si è a conoscenza della certificazione di potabilità, preferirla confezionata in bottiglia.
  5. Uova: tasto dolente, rischio Salmonella. Consumarle sempre ben cotte e lavarle bene solo un attimo prima di romperle sulle preparazioni, in modo da tirare via piccole particelle di feci di gallina potrebbero essere rimaste sul guscio. Non ripulirle appena acquistate perché potreste eliminare la guaina che garantisce una migliore conservazione.
  6. Dolci e gelati: controllate il metodo di conservazione e la data di scadenza. Non teneteli fuori dal frigo se non per consumarli, e conservate i dolci a base di creme e uova ad una temperatura di 5°C per non più di 2 giorni. I gelati vanno stipati in freezer e non vanno ricongelati una volta sciolti. Se riuscite, tirate fuori dal freezer solo la porzione di gelato che consumerete.
  7. Consigli generali: evitate di conservare gli alimenti a temperatura ambiente e quando li trasportate consumateli dopo poco. I refrigeratori non sono veri e propri congelatori e non riescono a raggiungere i -18°C. Infatti possono essere usati per fare del ghiaccio, o per conservare alimenti per un periodo che va dai 3 giorni (se è presente il simbolo di 1 stella sullo sportello) a un mese (se sono presenti 2 stelle).
  8. Igiene: lavare sempre le mani prima e dopo aver toccato alimenti crudi; usare dei guanti in presenza di ferite o lacerazioni della pelle, seppur piccole; non far avvicinare gli animali domestici ai luoghi di conservazione del cibo e avere particolare cura nella pulizia degli utensili e delle superfici su cui cucinate. Neanche a dirlo, vade retro mosche e insetti. Tenere il frigo in ordine separando gli alimenti per categoria e conservandoli in vaschette chiuse ermeticamente. Una volta aperto, tenere tutto, ma proprio tutto in frigorifero, anche i sottolio.
  9. Cottura: repetita iuvant, preferire il consumo di alimenti cotti, soprattutto quelli incriminati come carne, pesce e uova.
  10. Luoghi d’acquisto: saper riconoscere un buon negozio è un aiuto prezioso. Oltre a possedere tutte le autorizzazioni, deve essere ordinato, sempre pulito e deve tenere il cibo in confezioni sigillate, non bagnate, non coperte di brina. 

[Link: La Stampa, Corriere

2 Commenti

  1. Mancano le tossinfezioni da listeria, batterio spesso presente nei formaggi (e non solo, naturalmente). Sarà un caso che i consigli vengano elargiti dall’ Osservatorio del GRANA PADANO?

  2. In materia di sicurezza alimentare l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha raccomandato già in marzo 2012 l’uso di acqua di mare pulita per il trattamento e la cottura di alimenti (ittici, molluschi, frutti di mare, insalate, ecc.). L’acqua di mare utilizzata per il risciacquo o la rivitalizzazione di alimenti ittici è una grande fonte di pericolo di contaminazione microbiologica. L’acqua di mare pulita invece non è quella che tale ci sembra ad occhio nudo bensì quella sottoposta a specifici trattamenti di depurazione e sterilizzazione a freddo e successivamente imbottigliata. STERALMAR -unica azienda italiana- ha posto sul mercato un’acqua di mare depurata a specifico uso alimentare che risponde completamente ai requisiti richiesti dall’EFSA. Il consumatore deve prestare particolare attenzione anche ad acque di dubbia provenienza che possono mettere a rischio la sua salute contaminando prodotti che di per sé invece sono stati sottoposti a corrette procedure di produzione e commercializzazione.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui