caffè islanda

Lo so, il titolo non è invitante. Perché caffè fa rima con Italia, ed è uno dei miti incrollabili che abbiamo. Ci sono persone (tante) che si portano la moka anche in vacanza nonostante l’avvento delle capsule che ti permettono di gustare un buon espresso anche in Australia.

A noi piace il caffè fatto in casa, per godere di tutti i movimenti rituali che ci portano a gustarlo ed è prassi pensare che oltre confine con il caffè proprio non ci sappiano fare.

Per esperienza personale ho vissuto 7 mesi nel Paese che vanta i maggiori consumatori di caffè (lungo). USA, starete pensando. No, è la Finlandia. Ben 12 kg di caffè consumato all’anno pro capite: per intenderci in Italia siamo a nemmeno la metà.

Se la Finlandia è medaglia d’oro sul podio c’è spazio anche per Norvegia, Islanda e Danimarca.

Paesi nordici che amano il caffè. Già, ma come lo bevono?

caffè in finlandia

In Finlandia le marche più diffuse sono Paulig, President, Juhla Mokka, Kulta Katriina, Costa Rica e Saludo, e differiscono per il grado di tostatura: più questo è alto più il caffè è gustoso, ma anche forte. Si consuma caffè lungo in tazza anche per strada e non è raro pensare di trovarsi in una tv series americana al mattino, guardando le persone con i loro caffè da asporto. Poi  però sono tutti biondi – e sfrecciano in bicicletta – e capisci di nuovo dove ti trovi.


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La  Norvegia  nel 2012 è stata inclusa dalla rivista USA Today con la sua capitale Oslo nella lista delle 10 migliori città per il caffè. L’anno precedente, Oliver Strand del New York Times Style Magazine ha visitato Oslo e ha affermato di avervi bevuto uno dei caffè più straordinari della sua vita. Il famoso critico consiglia i caffè Fuglen, Java Espressobar & Kaffeforretning, Mocca Kaffebar & Brenneri e quelli di Tim Wendelboe (che vedremo tra poco dove si è trasferito in pianta stabile).

caffè in islanda

In Islanda la bevanda più particolare è il Solarkaffi, caffè aromatizzato al cumino, che si beve in occasione del primo giorno di primavera come rito propiziatorio per l’arrivo della bella stagione e della luce naturale.

Rene-Redzepi-Coffee-Noma

La Danimarca non è da meno nella classifica dei consumatori di caffè, tanto che René Redzepi, lo chef e co proprietario del Noma, ristorante 2 stelle Michelin a Copenhagen, ha spiegato alla Nordic Barista Cup  di quest’anno che il caffè è stato oggetto di una grande riflessione. L’aveva promesso nel 2012 con queste parole:

 “l’anno prossimo posso garantirvi al 110% che avremo il caffè più buono di qualsiasi ristorante al mondo”.

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Detto-fatto, in due mosse. La prima è stata quella di iniziare a fare il caffè espresso a casa propria e la seconda è stata quella di assumere nel suo ristorante il norvegese Tim Wendleboe come curatore della parte caffetteria, che ha portato in dote una sua linea di caffè e ha spiegato a tutto il personale come utilizzarla al meglio con tanto di video.

Eppure c’è un neo al Noma: si continua a servire il caffè accompagnandolo con latte e zucchero, mentre si sa che il miglior caffè è quello amaro. Redzepi risponde sornione: “Siamo nel commercio, siamo qui per rendere felici le persone.”

René-Redzepi-intervista-05

Abbiamo anche la sua benedizione, per prendere il caffè come più ci piace, alla maniera italiana o nordica che sia.

E voi, avete in programma un viaggio nel Nord Europa e siete ansiosi di bere il loro caffè?

[Link: Phaidon. Immagini: Eater, dearcoffeiloveyou]

2 Commenti

  1. Caffè e Noma: per molto tempo si è servita una orribile brodaglia sporca, “American style”. Dall’anno scorso si è occupato del servizio del caffe del Noma Tomáš Brosche, manager de La Degustation Bohême Bourgeoise di Praga che, lavorando insieme a Yara Tuček di doubleshot s.r.o. ha portato un caffè di qaualità anche nell’ex no. 1.

    Il caffè realizzato nel video è preparato con una tecnica di filtrazione con carta mediante Hario V60, lo stesso modo in cui io preparo il mio caffè Kenya Karagoto AB ogni i giorni.
    Sarebbe il caso di essere leggermente più precisi e aggiornati quando si parla di certi argomenti, c’è chi prende il caffè sul serio (anche in Italia).

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