Scatti di Gusto e Opel vi regalano Taste of Roma 2013 che vale il viaggio

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State affilando forchetta e coltello? Giovedì 26 settembre parte Taste of Roma, l’evento gastronomico che mette insieme 12 tra gli chef più quotati della Capitale di cui vi abbiamo già proposto il menu declinato in ben 36 portate che potete iniziare a scegliere per costruire il vostro percorso preferito. Scatti di Gusto, con Dissapore e Spigoloso, sarà all’Auditorium Parco della Musica allo stand Percorsi di Gusto sponsorizzato dalla Opel. Il marchio automobilistico espone la piccola chic di casa, la Adam, che sta facendo strage di cuori con la livrea bicolore.

Callegari Sorbillo Trapizzini appena sfornatiOpel Adam Black Pack

Ne abbiamo “assaggiata” una bianco/nera nel nostro percorso di gusto tra i protagonisti della gastronomia di qualità. E siamo andati da “Mister Trapizzino” ovvero Stefano Callegari che è in procinto di aprire un nuovo locale a Ponte Milvio. Nell’attesa dell’avvio di Taste of Roma, davanti al suo 00100 Stefano Callegari, ha “infornato” insieme a Gino Sorbillo i famosi trapizzini. Il “tra”-pizzaiolo romano e il pizzaiolo napoletano saranno di scena insieme a noi in due cooking show cui potranno assistere e assaggiare 40 spettatori. Oltre a Gino Sorbillo e a Stefano Callegari, ci saranno anche Gabriele Bonci con Marco Radicioni e Roberto Battaglia secondo questo calendario:

Giovedì 26 settembre, ore 21, Gino Sorbillo presenta il panino napoletano fritto con l’impasto della pizza insieme a Giuseppe Giordano inventore del Pizzino.
Venerdì 27 settembre, ore 15, Stefano Callegari sfornerà il Trapizzino.
Sabato 28 settembre, ore 22, Gabriele Bonci e Marco Radicioni di Otaleg (nella nostra Top Ten Italia) con pane e gelato salato.
Domenica 29 settembre, ore 21, Roberto Battaglia si produrrà nel suo famoso Mozzarella di Bufala Live.

Mentre provavamo a “mettere a fuoco” l’abitacolo della Adam e fare la “quadratura” del cerchio tra il triangolo del trapizzino ancora non farcito e lo stemma della Opel (guarda tu, un fulmine, un “Blitz” come il Flash che Scatti di Gusto utilizza per il giudizio sintetico dei ristoranti), abbiamo iniziato a ricordare i primi giri in auto da neo patentati e i viaggi programmati per raggiungere un ristorante o un produttore di cose buone.

opel-adam-cittàopel-adam-fuori-cittàOpel Adam portabagagli

A me è venuto in mente il tour del baccalà e delle osterie a Lisbona con l’auto che si inerpicava e i tram con la loro livrea inconfondibile (al pari delle pendenze da superare del Bairro Alto) e le molte strade costiere dell’Italia punteggiate di porticcioli dove attendere l’arrivo delle barche dei pescatori.

Forse al Taste of Roma arriverete con un mezzo pubblico, anche se l’Auditorium è fornito di comodi parcheggi interrati, ma se volete ricevere un biglietto di ingresso raccontateci il vostro “vale il viaggio” e cioè la volta che avete preso automobile e navigatore (o mappa se andate più indietro nel tempo) per raggiungere un ristorante o un produttore. Vi aspettano 10 ingressi per Giovedì 26 settembre nel turno Night e un posto in prima fila per la degustazione del panino napoletano fritto di Gino Sorbillo.

Prendete tastiera e mouse e accomodatevi: commenti o mail a info[at]scattidigusto.it come al solito. Ai 10 racconti più divertenti, secondo il nostro insindacabile giudizio, andranno altrettanti ingressi per Taste of Roma 2013. Fatevi sotto che noi siamo pronti ad assegnare il massimo dei fulmini, pardon, scatti (e per acquistare in altri giorni e sessioni, andate qui).

9 Commenti

  1. Nooooooooooo…. Giovedì non posso! Ho invitato un gruppo di amici a casa mia per gustare gli spaghetti al pesto di Cetara!!!
    Vabbè, peccato, sarà per l’anno prossimo!

  2. Due anni fa io e la mia amica di scorribande abbiamo deciso di cambiare programma e itinerario prima di andare in Puglia vicino a Gallipoli. Da Roma volevamo passare per l’Abruzzo e andare in un ristorante che ci aveva colpito su questo sito: la Vecchia marina che è a Roseto degli Abruzzi.
    Detto fatto siamo partite con largo anticipo sull’orario di arrivo: ci aspettava il fidanzato della mia amica per andare ad Altamura e poi il giorno dopo a Gallipoli.
    Un disastro. Pranzo buonissimo con spadellate di crostacei che ancora me li ricordo. Solo che abbiamo sbagliato strada e ci siamo persi non so dove. Il fidanzato inferocito non ha creduto che avessimo fatto una deviazione del genere (poverino, ancora non la conosceva) e ha litigato per una settimana su tutto.
    Ma quei gamberi valevano la deviazione.
    Il fidanzato ora si è convertito e non riescono a rispettare un orario che sia uno. Ma è il bello del buono!

  3. La mia prima visita a Montalcino.
    Visita programmata dell’azienda Abbadia Ardenga con degustazione dei loro vini in compagnia del vecchio proprietario. Bellissimo pomeriggio ed alla fine chiedo un consiglio su dove andare a mangiare la sera. La mia richiesta era di un ristorante che non fosse turistico e fui accontentato.
    Arrivo a Montalcino, rapida visita del paese, check in in hotel e, alla guida della mia Opel Astra, decido di affidarmi al mio navigatore per raggiungere il ristorante desiderato (fuori Montalcino) nel più breve tempo possibile. Parto dal parcheggio del castello seguo le indicazione del navigatore e finisco in un vicolo di Montalcino che non sembrava avere uscita. Fiducioso nel mio navigatore mi spingo 20 metri più avanti ma non vedo la luce in fondo alla strada. Sospettoso decido di arrivare in fondo al vicolo a piedi ma mi accorgo che, per quanto era stretto il vicolo, l’unico modo per uscire dalla macchina era dal finestrino stile Bo e Luke di Hazard! Esco agile dal finestrino ed arrivo in fondo al vicolo e mi accorgo che non c’era alcuna uscita! Il navigatore si era sbagliato portandomi in una via senza uscita. Retromarcia? Ci provo ma è praticamente impossibile! A questo punto esce una gentile signora che stava guardando annoiata con il marito una puntata di Ballando con Le stelle e mi dice:
    “Eccone un altro! Comunque una coppia di francesi è arrivata fino alla fine del vicolo! A te è andata meglio. Comunque da lì si esce solo con l’aiuto dei pompieri!”
    Mi è toccato chiamare i vigili del fuoco che non hanno avuto bisogno di altre informazioni! Avevano capito che, ancora una volta, un pirla si era infilato nel vicolo senza uscita di Montalcino! Sono arrivati e mi hanno tirato fuori da lì con argano e catena.
    Infine, saltata la mia prenotazione al ristorante tanto ambito, sono andato demoralizzato e sconfitto a cenare in un classico ristorante per turisti sfigati nel centro di Montalcino!

  4. Non c’è nemmeno bisogno di andare troppo indietro nel tempo.
    Gennaio 2013.
    Un viaggio non sempre è relax, calma, meditazione e non sempre è come lo si programma.
    Quel giorno volevamo andare alla scoperta di un posticino romantico dal quale vedere le colline umbre, mangiando bene e sorseggiando un buon vino, con l’anno nuovo non avevamo voglia di cucinare.
    Non avevamo fatto i conti col fatto che le nostre due bimbe hanno la loro particolare visione di viaggio e di ristorante preferito, ovvero viaggio breve e servizio veloce, anzi velocissimo, prima degli strilli a occhio e croce, perchè, mannaggia a noi, non vogliamo piegarci all’uso del tablet e del cellulare ai bambini.
    Eppure il panorama era fantastico, Todi sullo sfondo, i prati intorno e un vento freddo che appena fuori dalla macchina ci faceva pentire e chiedere: “Ma perchè dopo capodanno ci siamo lanciati in questa voglia irrefrenabile di uscire e provare qualcosa di nuovo?”
    La bimba grande di 6 anni iniziava il suo “lamento” tipico a base di “quando arriviamo?”,”manca molto?” e la piccola si era calmata solo con le due dita in bocca, l’unico pezzo di pelle fuori dal suo tutone invernale.
    Ma come ci era venuto in mente di andare alla ricerca di un ristorante il 2 Gennaio, con quel freddo poi che genitori irresponsabili!
    Arrivati in cima alla collina, ci aspetta la metà del nostro viaggio, la rocca di roccafiore, appena fuori Todi, con luci soffuse e quel silenzio che solo le giornate fredde invernali sanno regalare…e finalmente succede la magia.
    La tovaglie bianche, le posate d’argento, i bicchieri scintillanti.
    Le bambine pensano di essere in una reggia, la piccola si mette comoda nel passeggino e non abbandona le sue dita, non piangerà più nemmeno una volta.
    La grande si mette composta, si muove lentamente, parla sottovoce e guarda rapita la candela al centro del tavolo.
    Mangiamo con calma parlando e raccontandoci le nostre cose, gustando il tepore dei piatti, perchè nel ristorante siamo solo noi e c’è un silenzio totale, già pregustiamo quanto sarà bello tornare in primavera, quando potremo cenare fuori all’aperto.
    Usciamo con le bambine che dormono, sazi e soddisfatti e la stessa strada, prima rumorosa e caotica, ora è silenziosa, magica e ipnotica, ogni curva ci offre un nuovo scorcio, parliamo delle pietanze assaggiate, del vino, di quanto sarebbe stato bello venire in questo posto da fidanzati.
    Poi ci giriamo, vediamo le principesse addormentate e pensiamo che è bello andare alla scoperta anche così, quando tutto non è poi così perfetto come lo desideravamo, quando invece che un fast food si sceglie un ristorante vero, quando non c’è bisogno di lasciare i figli a casa per passare una serata romantica e un po’ magica.
    A volte è lo stesso viaggio che “vale il viaggio”.

  5. E’ un tuffo nel passato, almeno dieci anni fa, niente navigatore, in un bel fine settimana di primavera decidiamo di andare in toscana, troviamo un agriturismo dalle parti di San’Antimo e poi andiamo a Montalcino, visita d’obbligo all’enoteca e poi in giro per cantine. Quando si fa sera chiediamo consigli su dove cenare, e un gentile signore del luogo ci suggerisce un ristorante “un po'” fuori paese, dandoci anche una serie di semplici indicazioni. Usciamo dal paese che è quasi buio, ed attraversiamo campi dove si ammirano filari di sangiovese che daranno, di lì a pochi mesi, la base per il nuovo brunello, fino ad imboccare una strada sterrata sterrata. Intorno il silenzio della campagna, poche luci lontane, nessun cartello ed il timore di essersi persi, anche se siamo ragionevolmente certi di aver seguito le indicazioni. Ci scambiano una occhiata preoccupata, ascoltiamo i nostri stomaci brontolanti, e proseguiamo con cautela sulla strada bianca, costeggiata da un basso fossato. All’improvviso notiamo alcuni alberi, sulla sinistra una costruzione in pietra, ed infine una piccola insegna: Vecchio Castello

    Ci guardiamo intorno, parcheggiamo e scendiamo dalla macchina: qualla che ci si è parata incontro (leggiamo da un cartello fiocamente illuminato) è la Pieve di San Sigismondo, e lì affianco c’è un ex convento che ospita il ristorante. A distanza di tanti anni ricordo ancora l’impressione di entrare in una casa privata, ricordo il salottino in cui ci hanno fatto accomodare e dove, seduti su comode poltrone di antiquariato ci è stato esposto il menù ed abbiamo discusso e completato le nostre scelte, prima di esserea ccompagnati al tavolo, in un ambiente raccolto ed arredato con gusto quasi maniacale. Ricordo l’atmosfera rilassata, la musica classica di sottofondo, i pochi commensali, una coppia (presero entrambi il menù degustazione, negandosi la possibilità di esplorare più a fondo la cucina del locale) ed un avventore solitario che mentre mangiava prendeva appunti, forse un ispettore di qualche guida (i foodblogger erano ancora una rarità) . La cena fu perfetta, io presi anche i vini in abbinamento, la mia compagna “solo” un calice di Brunello, tra i piatti ricordo dei ravioli di faraona incredibili, ma sono certo di fare torto ad altre portate, il servizio discreto ed efficiente. Ed il conto incredibilmente onesto. Fra i tanti ristoranti che nel tempo ho visitato, questo di certo da solo giustificava il viaggio da Roma, la sterrata ed il rischio di finire in un fosso.

    Quel ristorante mi dicono non esiste più da tempo, ma continua a vivere nei miei ricordi, anzi nei nostri, perchè la mia compagna di viaggio è rimasta la stessa.

  6. Ne vale la pena…Oh se ne vale la pena!!!
    Questa è la storia di un gruppone di amici, di una vacanza, un compleanno, qualche drink di troppo e cibo, buoooonissimo cibo!!!
    Salento, Gallipoli, Puglia.
    Ferragosto e dintorni, estate e divertimento come se non ci fosse un domani. Giornata in spiaggia, tanto sole e musica, gli amici di sempre in vacanza tutti insieme. Proprio oggi (15 Agosto) come ogni anno e come ogni estate tutti insieme è il compleanno del nostro Big Amico Bruno, Big in molti sensi compresi quelli dovuti ad una buona forchetta, buonissima direi!
    La tradizione vuole che la sera di Ferragosto ci ritroviamo tutti intorno ad un tavolo a festeggiare insieme, a gustare generalmente qualche prelibatezza del mare visto il periodo. Ma a Ferragosto, in spiaggia a Gallipoli, con la musica, la gente e il divertimento, si fa presto a scordar il doman 😀 Ed è così che il tempo passa inesorabile, 5/6/7/8 di sera in spiaggia il tempo e le ore volano, finchè qualcuno di noi esclama “Ragazzi ma dobbiamo andare a cena fuori”!!! Panico generale e risate di incredulità nelle nostre capacità di ripresa..”Mario dove hai prenotato?” A Lecce dice luii :O
    Le sue parole furono..”Ragazzi ne vale il viaggio, fidatevi di me!!!”
    Nelle risa e nel devasto generale, riuscimmo a riacchiappare Big Friend Bruno e a riportarlo a casa, tutti verso una rapida ripresa per salire in macchina e affrontare i 40 km che da li a breve ci avrebbero portato ad un paradiso!!
    Dopo qualche breve sosta di emergenza :D, arrivammo in pieno centro di Lecce, Porta Napoli. Ristorante “Il Giardino”, interno al locale uno spazio all’aperto a dir poco favoloso, atmosfera fantastica, cura nei particolari, chic senza essere troppo formale.
    Personale e camerieri a nostra disposizione, simpaticissimi e preparatissimi, hanno capito il nostro “spirito” e la serata festosa e hanno assecondato ogni nostra richiesta.
    Il cibo. Credo che difficilmente dimenticherò quei crudi di spada marinato, tonno rosso e branzino. Astice e Granchi giganti scelti da noi per dar vita a dei primi da sogno che ci hanno accompagnati verso la fine di una giornata stupenda e di una serata magica.
    Non mi resta da dire, che, Sì Ne è valso il Viaggio!!!

  7. Un giorno di mezza estate, 2 anni fa.
    Mi trovavo ad Ortisei con il mio compagno, Andrea.
    Io da appassionata gourmet farei ore di strada per qualche tappa gastronomica interessante, lui non ha la stessa dedizione ma finisce sempre per seguirmi. Gli propongo di andare a mangiare da Pretzhof, in Val di Vizze, non lontano da Vipiteno.
    Ci ero stata anni prima portata da amici ed ero rimasta conquistata dalla bellezza del posto, un autentico maso in una posizione idilliaca. Nota di merito poi per la cucina gustosa e genuina, che si serve di materie prime di produzione propria: verdure dell’orto, carni di alpeggio, formaggi di malga, più km 0 di così… Borbotta un pò perchè gli sembra lontano ma lo convinco e partiamo. Purtroppo strada facendo il cielo da nuvoloso diventa plumbeo e siamo colpiti in pieno da un forte acquazzone. Senza navigatore, usciti dall’autostrada ci perdiamo subito, anche perchè il posto non è ben segnalato. Quando dopo un pò riusciamo a trovare la strada e cominciamo ad inerpicarci sulla collina…si buca una gomma!…Lui è costretto a cambiarla sotto la pioggia battente e completamente fradicio mi dice che vuole ritornare indietro. Io insisto e quasi litighiamo. Alla fine accetta malvolentieri e arriviamo all’agognata meta. La stube ha una bella atmosfera e siamo accolti con grande calore da Karl, il proprietario ( forse perchè riconosce che arrivare fin lì con quel tempo è stato un atto di coraggio. Infatti ci siamo solo noi…). Dopo un bicchiere di un ottimo vino austriaco consigliatoci da Karl, fortunatamente Andrea si rasserena e si lascia sedurre dalle proposte della cucina di Ulli, la chef. Rimaniamo conquistati entrambi dalla bontà dei formaggi di malga e dei salumi di selvaggina. Resta indelebile poi il ricordo di alcuni piatti…la zuppa d’orzo con stinco di maiale, il filetto di cervo con miritlli rossi, lo strudel di ciliegie…ogni portata realizzata in maniera egregia. Chapeau!
    Dato che la fortuna aiuta gli audaci, a fine pasto ritorna anche il sole e possiamo gustarci un eccellente distillato di lampone in giardino, godendo del magnifico panorama della valle. E come partire senza aver fatto una visita in bottega? Gran bottino quindi di marmellate, formaggi e speck.
    Dulcis in fundo, Andrea che sulla via del ritorno mi dice: avevi proprio ragione,valeva il viaggio!

  8. Destinazione una trattoria in Abruzzo…mappa alla mano(il navigatore non era ancora arrivato nella nostra macchina) e ci avviamo per una strada piena di curve su per una montagna in base alla cartina e alle indicazioni di un contadino incontrato per strada, gira che ti rigira, la fame aumentava e non si vedeva la meta! alla fine un po’ scoraggiati decidiamo di fermarci e seguire la prima macchina che sarebbe passata per quella strada deserta…dopo un buoni 10minuti passa un auto e per nostra grande fortuna andava proprio nella nostra agognata trattoria…serata finita con una circa cinquanta “spiedini” di arrosticini nel piatto e un sorriso a 32 denti!

  9. Ricevono un biglietto (che ritireranno all’ingresso di Taste of Roma) per il loro racconto [Ingresso Giovedì 26 “Night”]
    Alessandra D
    Raffaele
    Ossino
    Marianna M
    hagrid
    Federico
    Gulliver
    Claudia
    Maria Samma
    Gerry P

    All’ingresso ci sarà la lista con il vostro nome e la mail che avete inviato a info o avete inserito nel commento.
    Grazie a tutti per la partecipazione.

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