Mangia e stai zitto. I brutti in fondo al ristorante per migliorare l’immagine del locale

Tempo di lettura: 2 minuti

Ristorante Georges

I belli davanti, i brutti indietro. Questo sarebbe  l’ordine impartito alla sala del Georges, il raffinato ristorante al sesto piano del Centre Pompidou a Parigi. Il locale è un grande acquario trasparente sul museo di arte contemporanea disegnato da Piano&Rogers ed è in continuità con le aree espositive del complesso. Secondo due ex cameriere del ristorante, intervistate dal settimanale satirico Canard Enchaîné, le persone non belle sono spedite sistematicamente agli angoli della sala, dove sono poco visibili.

In caso di cattiva applicazione della regola No ai brutti in vetrina, la cameriera trasformata in fisionomista, rischia di farsi richiamare aspramente all’ordine con il pretesto che sbagliare è negativo per l’immagine del locale.

A volte è proprio il patron del ristorante, Gilbert Costes, a ricordare la consegna della bellezza e dei posti da assegnare: “Ci ripete continuamente i principi della casa, di cui è molto fiero visto che è lui che li ha inventati”, accusa la giovane cameriera intervistata dal settimanale satirico.

Un sistema di “selezione” e di smistamento che conosce le sue eccezioni: mettere in prima fila una persona trascurata e quindi alla vista di tutti i visitatori del museo che transitano davanti alle pareti vetrate del ristorante è possibile solo se si tratta di una celebrità. In questo caso, “questa discriminazione” non è applicata, assicura le Canard Enchaîné.

E un responsabile del ristorante Georges, interrogato dal Canard Enchaîné non ha smentito le dichiarazioni delle cameriere precisando:”È complicato rispondervi”. Contattato da Le Parisien, la direzione del gruppo Costes ha opposto un così dicono tutti: “È una critica ricorrente che non riflette la politica di Costes e non serve a niente dare risalto a queste dichiarazioni”, assicurano dall’ufficio comunicazione.

Intanto nei commenti dell’articolo di Le Parisien c’è qualche ex cameriere che conferma questa politica anche in altri locali della famiglia di ristoratori e chi specifica che la capacità tutta francese di riconoscere la bellezza è diversa: un’anziana signora ingioiellata e ben vestita in Dior finirà in vetrina, mentre un giovane attraente ma con i jeans sarà retrocesso. E chi ricorda come la politica di immagine di tutti i ristoranti eleganti di Parigi sia questa.

Ecco, ora vi spiegherete perché siete sempre in vetrina o perché finite sistematicamente vicino al bagno nei ristoranti più eleganti.

Per accertare che sia vero oppure no questa leggenda metropolitana, saremo anche disposti a registrare le vostre testimonianze anche in forma di foto per vedere i brutti, sporchi e cattivi nella vetrina del Georges al Georges Pompidou. O in qualsiasi altro ristorante chic di Parigi.

[Le Parisien. Immagine: Matthieu De Martignac]

5 Commenti

  1. Questo non aiuta il Centre Pompidou ad entrare nella mia lista di “cose da vedere a Parigi”, ma è anche vero che non ho mai preso in considerazione un museo per la qualità del suo servizio caffetteria 😛

  2. E perchè la gente ancora ci va? “Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo”
    Voltaire

  3. L’unica ragione per cenare al Georges (che non è la “cafeteria” del centre Pompidou, ma un ristorante situato all’ultimo piano dello stesso) è essere vicino alla finestra e godersi la vista di Parigi illuminata. La cucina è assolutamente banale e scontata, nonché troppo costosa per la qualità che offre.

    Quindi, se prenotate, accertatevi di avere un buon tavolo. Se non ve lo danno, lasciate perdere 🙂

  4. PS non so se è ancora così, ma fino a qualche anno fa le cameriere erano tutte altissime e magrissime, insomma, una sorta di modelle–

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui