A qualcuno piace Cracco, il libro di cucina regionale più figo con la Torta delle quattro città

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Sono finito nel trip dei nomi. E ora anche dei titoli. Dopo Tartufotto e Polpa Burger, ha avuto tutta la mia attenzione Isa e Vane e ora è la volta di Carlo Cracco. A qualcuno piace Cracco è il titolo del suo ultimo libro e a me piace. Come già Se vuoi fare il figo, usa lo scalogno – il titolo è davvero riuscito, col suo giochino che te lo fa suonare familiare. “La cucina regionale come piace a me” è il sottotitolo che spiega subito di cosa si tratta: un viaggio personale nella cucina italiana, spiegata, raccontata, annotata e leggermente interpretata.

libro cucina a qualcuno piace cracco

Sul “leggermente” è ammesso un vago scetticismo. Io non riuscirei mai a ritenere un’aggiunta di foie gras alle orecchiette con cima di rapa un concetto leggero. Difatti i foodblogger pugliesi presenti (che – non lo sanno ancora – mi inviteranno ai loro esperimenti cracchiani) hanno avuto da ridire. Io ho dato una rapida scorsa al volume che domani sarà in libreria e tutte le interpretazioni non prescindono dalla ricetta originaria.

Le ricette sono spiegate e contestualizzate molto bene. Cracco spiega sia come pulire i ricci di mare (con le forbicine da bonsai togliere la calotta…) sia la differenza tra animelle di cuore, più pregiate, e di gola, racconta le origini della finanziera, suggerisce varianti e aggiunte. Apporta il suo tocco personale (a me piace, io preferisco, secondo me…) in una materia di peraltro impossibile codificazione quale la cucina regionale che, avverte nella prefazione, probabilmente non esiste. È piuttosto una cucina di territorio, di località, di paese, addirittura di condominio.

ricetta torta 4 città di carlo cracco

Anche di città come ci ricorda la Torta delle quattro città. Sono appunto quattro le città a contendersene la paternità: Verona, Vicenza, Mantova e Modena. Ma anche mia nonna, nel piacentino-parmense, mi faceva una torta abbastanza simile, ricoperta di una pasta tipo tagliolini sottilissimi, croccanti, che ricordo ancora dopo tanti anni. Ricetta interessante, raccontata a Cracco da Iginio Massari, maestro della pasticceria. Solo raccontata e Cracco col suo pasticciere Luca si sono messi lì a reinventarsela, ottenendo risultati scarsi, grumi di tagliatelle appiattiti sulla torta fino ad arrivare al risultato pubblicato a p. 108. Bello a vedersi, anzitutto, ma visto che ha suscitato molto interesse fra le (e i 4) foodblogger presenti, mi aspetto si saranno già dedicate a sperimentarne la preparazione – e io sono qui ad assicurare la mia partecipazione alle degustazioni che seguiranno (e vi metto la ricetta  – che ingrandite con un click – così la copiate subito).

La prima cosa che ognuno di noi ha fatto, prendendo in mano il libro, è stata andare a cercare la propria regione per vedere quale ricetta era riportata. Per ogni regione ci sono da 2 a 4 ricette. Fa eccezione l’Emilia-Romagna, regione “doppia” con 5. E mi sembra di poter dire che le scelte sono state oculate: in 62 ricette c’è un po’ di quello che bene o male ci deve essere – l’ossobuco lombardo – io sono lombardo, i passatelli emiliani – io sono emiliano, il pesto ligure (Roberto Panizza, uno che ha voce in capitolo, lo ha letto e approvato). La cassata siciliana, ma c’è anche qualcosa di magari insolito e poco conosciuto – per dire, la cucina molisana, poco frequentata, o la ricetta del Timballo del Gattopardo, celebrata nel film di Visconti e recuperata da Cracco da una versione del 1840.

Carlo Cracco agnolotti

Insomma un bel libro cui è seguita una degustazione di squisito prosciutto e di spuma di cavolfiore con ovetto di quaglia che era una cosa meravigliosa. E ti fa venire la voglia di andare a cena da Cracco per vedere quanto della cucina regionale che piace a Cracco c’è nei piatti del ristorante di Carlo Cracco.

Carlo Cracco. A qualcuno piace Cracco – La cucina regionale come piace a me. Rizzoli. pp. 264, 16,90€




Di Emanuele Bonati

Di Emanuele Bonati

"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da oltre 40 anni. Legge compulsivamente da oltre 50 anni. Mangia da oltre 60 anni. Racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non, da una decina d'anni. Verrà ricordato per aver fatto la foto della pizza di Cracco.