Scatti di Gusto regala i panettoni Tartufi&Friends firmati Alfonso Pepe

Tempo di lettura: 2 minuti

Alfonso Pepe è tra i più grandi interpreti del panettone. Per molti appassionati di panettone, anzi, è proprio il numero uno. Quest’anno ha vinto l’assaggio alla cieca dei panettoni tradizionali che hanno partecipato a Re Panettone. Ma Pepe, che ha la sua premiata pasticceria in provincia di Salerno, è famoso anche per le varianti del panettone: al limoncello, al cioccolato, con le albicocche del Vesuvio.

La produzione della pasticceria Pepe è assolutamente artigianale anche se i numeri sono elevati. Chi assaggia per la prima volta il panettone resta stupito dalla morbidezza dell’impasto e dalla cupola bassa che sono i due elementi caratteristici delle creazioni di questo artigiano.

Tartufi&Friends

E chi già lo conosce e lo ha assaggiato, ha un motivo in più per sceglierlo anche questo Natale: Alfonso Pepe, in collaborazione con Tartufi&Friends della famiglia Sermoneta, il nuovo ristorante e show room interamente dedicato al tartufo, ha realizzato un panettone al tartufo. Una piccola e raffinata serie limitata in vendita (a 35 €) e in assaggio nel locale di via Borgognona, una delle strade della moda del centro di Roma.

La ricetta del panettone al tartufo prevede l’impasto tradizionale che Alfonso Pepe ha modificato con ingredienti in vendita tutto l’anno da Tartufi&Friends Truffle Lounge.

  • miele al tartufo
  • tartufo affettato in olio
  • sale al tartufo bianco
  • burro al tartufo
  • olio al tartufo bianco

Morbido, suadente per il profumo che solo il tartufo sa donare ad un piatto, dolce ma non troppo, il panettone di Alfonso Pepe per Tartufi&Friends è un esempio di esperienza gastronomica concentrata in una fetta che ci auguriamo vogliate provare.

È così buono che abbiamo chiesto al nostro sponsor cinque panettoni. Li regaleremo a cinque nostri lettori che ci racconteranno la loro prima volta con il tartufo. Quel momento magico che vi ha fatto innamorare di questo prodotto della terra.

E ad altri cinque lettori regaleremo uno degli ingredienti che Alfonso Pepe ha utilizzato per la sua ricetta: il miele al tartufo in confezione da 130 grammi. Facile da abbinare in piatti veloci (noi lo abbiamo apprezzato con la mozzarella di bufala). O da testare nella vostra ricetta del panettone.

panettone Tartufi&Friends

Quindi, mano alla tastiera e scriveteci nei commenti quando è iniziata la vostra personale perdizione per il tartufo. Il panettone o il miele che stupiranno voi e i vostri commensali a Natale vi aspettano.

41 Commenti

  1. ero piccolo e mio nonno mi porto’ per la prima volta con un suo amico a cogliere tartufi in Umbria. me ne innamorai e non ho piu’ smesso di mangiarne.

  2. Marzo 2002, Perugia.
    Ero un giovane studente alla facoltà di biologia e stavo sostenendo l’esame di chimica organica quando l’assistente mi chiese di parlargli del Bis-Metil-Tio-Metano; gli disegnai la molecola con tutti gli anelli aromatici, sforzandomi di non cadere nell’ansia da esame. Presi 28. Festeggiammo con i miei amici in una trattoria a Cerreto di Spoleto, mangiando pappardelle al tartufo nero e grigliata mista di cinghiale, il tutto annaffiato da un ottimo Montefalco rosso. Al ritorno ci fermammo alle Fonti del Clitunno, ubriachi, rischiando parecchie volte di cadere nei laghetti decantati meravigliosamente dal Carducci.

  3. La prima volta con il tartufo… 16 o 17 anni o comunque giù di lì (sono passati troppi anni per essere precisi), primissimo pranzo con i compagni di classe del liceo, genitori che accompagnano adolescenti scalmanati in un agriturismo sul Pollino… chiasso chiassissimo, ed ecco che sentiamo in sala un odore di gas, prima silenzio e poi risate fragorose e tutti a prendere in giro tutti per chi fosse stato a farla così puzzolente… ed invece stavano arrivando dei maccheroncini fatti in casa con funghi e tartufo, davvero buoni. Ma a quell’età ci importava più la compagnia che quello che avevamo nel piatto. Per apprezzarlo in ogni singola sfumatura è dovuto passare qualche anno per affinare il palato. 😀

  4. A dire il vero non ho mai avuto la fortuna di assaggiare il tartufo ma l’ho spesso desiderato, soprattutto adesso dopo aver visto le foto che avete pubblicato. Mi piace provare sapori nuovi ed infatti ho già l’acquolina in bocca. Che dite, sarete più buoni quest’anno e mi farete trovare il panettone al tartufo sotto l’albero?

  5. Era il lontano 1992, una domenica di novembre la ricordo bene perché era una delle rare occasioni di uscita con mio padre visto che ai tempi il lavoro lo impegnava molto.
    Tutti imbacuccati eravamo andati ad una mostra mercato di paese, gira che ti rigira arrivammo ad uno stand gremito di persone dove ci fermammo. Io ero molto seccata perché il banchetto delle caramelle era poco più giù. Erano tutti imbambolati di fronte a delle “cose” nere brutte poste sotto una campana di vetro. Ad un certo punto gridai a mio padre:” Papà andiamo, a me ste pallette marroni non mi piacciono!”
    Ovviamente scoppiarono tutti a ridere. Il proprietario delle “pallette” mi fece avvicinare e mi fece assaggiare un crostino caldo con sopra una crema al tartufo.
    Io la assaggiai e tutta compita dissi: “Buono ma le caramelle mi piacciono di più”.
    Da quel giorno però diventai sempre più appassionata delle “pallette” che ad oggi rimangono uno dei miei cibi preferiti.

  6. A volte, durante l’adolescenza, accompagnavo mio padre al lavoro, riparava antenne, impianti elettrici e similari. Un giorno d’autunno andammo in provincia di Viterbo, sul confine con l’Umbria, a casa di un suo amico al quale non avrebbe fatto pagare nulla per la riparazione. In cambio ci invitò a fermarci per pranzo, aveva in serbo per noi una specialità arrivata fresca dalla vicina regione. La sorridente moglie portò a tavola una fumante zuppiera di tagliatelle fatte a mano sulle quali furono grattati, senza parsimonia, una serie di bitorzoluti tartufi. Ancora ricordo le profumate schegge che si adagiavano sulla pasta e l’inconfondibile aroma che si spargeva tutt’intorno. Fu una scoperta per me che non ne avevo mai sentito neanche parlare! Rimasi inebriato da quel sapore che ancora oggi, ogni volta che lo gusto, mi porta indietro negli anni, a quel momento che fu scoperta eccezionale per le mie papille gustative.

  7. Non si dovrebbero fare certe confessioni in pubblico, ma il mio primo incontro col tartufo è avvenuto a 18 anni, primo anno da studentessa fuorisede, a casa di una mia compagna di corso, fuorisede anche lei. Era di Alba? No, Era umbro? Nemmeno! Forse non era nemmeno tartufo: un odore terribile e fortissimo arrivava dalla pentola dove lei stava preparando un risotto pronto al tartufo! Inutile dire che non ho più voluto saperne per anni, fino a quando non mi sono ritrovata nel piatto un uovo poché con fonduta e una grattata di *vero* tartufo nero. L’odore era intenso, ma buono, di bosco, di foglie, di terra, di autunno… mi ha conquistato e da allora è uno dei miei piatti preferiti 🙂

  8. Ero bambina e mio padre portò a casa questo piccolo meteorite puzzolente.
    Nonostante l’odore non mi attirasse affatto, i miei genitori lo trattavano con tale dedizione che ne fui subito incuriosita.
    Tagliolini di pasta fresca con tartufo…già dal primo assaggio fu subito amore!

  9. Abitavo in un paesino delle Marche e da piccola assaggiavo tutto, ero la gioia di mia nonna, non c’era una cosa che rifiutavo…a parte i broccoli che il solo odore mi faceva tappare in nasino e dire no. All’epoca avevamo le galline e le uova le mangiavo in tutti i modi. Un giorno mia nonna cucinò un ovetto e grattò sopra del tartufo nero, tipico dei monti sibillini e usato molte volte anche per i crostini con la salsiccia, non era un ingrediente che si trovava spesso, ma quando capitava mia nonna lo usava per molte preparazioni. Mi presentò il piatto ed io d’istinto tappai il naso dicendo “no, io l’uovo col broccolo nero non lo voglio!” Mia nonna mi invitò ad assaggiare con la possibilità di non mangiarlo se proprio non mi fosse piaciuto…da quel momento per me il broccolo nero era puzzoso, ma tanto buono!

  10. Doverosamente premetto che sono toscana..ma sono anche stata, incredibilmente, una di quelle bambine antipatiche che da “piccine” non mangiano niente, e che fanno le bizze! tale atteggiamento è decisamente incompatibile con l’essere toscani..ci sono talmente taaante cose fantasmagoriche da mangiare! Un giorno la mia nobile madre disperata si affliggeva su cosa propinare all’ingrata figlia..si recò dal solito contadino da cui si riforniva per fare la spesa(perchè noi abbiamo sempre fatto la spesa a km0, anche quando non si chiamava così!). Il buon uomo, che non ringrazierò mai abbastanza, le regalò un pezzetto di tartufo. L’astuta genitrice si mise ai fornelli e preparò uova e tartufo e pici aglio olio e tartufo, e li servì all’ignara prole. Non ho mai mangiato qualcosa di così buono!!!spazzolai e scarpettai il piatto! Ebbene vista la rarità del materiale miracoloso,si spera che babbo natale, o meglio scatti di gusto natale, decida di regalarci questo fantastico panettone, così da salvare il pranzo natalizio (e farmi mangiare il panettone per la prima volta!)

  11. Non ho mai assaggiato il tartufo in purezza, sono sempre rimasta molto turbata dall’odore e non ho osato. poi il mio fidanzato è tornato da Parigi con i macaron al tartufo di Pierre Hermè: non sapevo fosse tartufo, mi ha ingannato con la nocciola! Una volta in bocca è stata un’esplosione di gusto e di gioia! Ancora non mi avvicino al tartufo vero, che miele e panettone mi facciano fare un altro passo verso l’odoroso tubero?

  12. terza media, primi esperimenti in cucina, grande senso di responsabilità per l’incarico assegnatomi: cuocere la pasta per il pranzo.
    Apro lo stipo (il pensile, per voi nordici 🙂 ) e mentre recupero le penne vedo con grande orrore che il vaso del riso era pieno di bestiole nere ENORMI.
    Lo apro con grande schifo e mi investe una puzza mortale, che conferma che il riso era tutto marcito per colpa di quelle bestiole enormi.
    Chiudo il vaso, prendo, butto tutto nella spazzatura e procedo a preparare il pranzo, preparando nel mentre anche il discorsetto “meno male che ci sono io!” da fare a mia madre.
    Arrivano e io, tronfia, comunico il disastro igenico-sanitario in cui versa la nostra casa ma che io ho risolto così brillantemente.
    Vedo mia madre lanciarsi a pesce nel recupero del vaso “infestato” mentre tutti gli altri ridacchiano e mi spiegano che le bestiole erano in realtà deliziosi tartufini regalati da amico di famiglia.
    Il giorno seguente l’ho assaggiato per la prima volta e ho riso anche io, di me.
    Da allora OGNI VOLTA che qualcuno dice “tartufo” a casa mia raccontiamo la storia di me che li scambiai per scarafaggi del riso

  13. 45 anni orsono… dicembre, piemonte nebbioso, insieme ai miei genitori che cercano in un angolo il venditore di ” trifola “, la trattativa per l’acquisto, i taglierini a casa dei nonni !!!

  14. Ero con i miei, ero piccola e incuriosita da questo cibo misterioso (sono sempre stata una buona forchetta eheh). Me lo offrirono quasi per scherzo, come del resto fecero con il sanguinaccio.
    Il mio ricordo più che altro è legato al loro stupore perchè secondo i loro piani non avrebbe dovuto piacermi, invece…invece mai sottovalutare una buona forchetta! Fu amore, mille sapori tutti insieme, una sensazione che ancora mi accompagna e si rinnova ad ogni assaggio.
    Auguri a tutti:-)

  15. Era un’estate di molti anni fa quando io bambino, insieme alla mia famiglia, siamo andati a fare un tour in umbria, terra natia di mio zio che pure ci ha accompagnato quel giorno. Siamo sempre stati buone forchette e quella volta non ha fatto eccezione. Accaldati dall’afa di luglio ci siamo rifugiati in un ristorante tipico umbro e abbiamo ordinato di tutto… crescia, salumi, paste, formaggi… e infine il tartufo! Appena assaggiato mio zio vede sul mio volto un’ espressione di stupore mista a piacere ed inizia nuovamente ad ordinare tutto quello che sul menù prevede quel mistico ingrediente! Fu una vera e pripria follia, ma quel giorno è diventato il mio sapore preferito! Ancora oggi quando mangio del tartufo e la mia espressione torna quella beata di un ragazzino penso sorridendo a quel giorno.

  16. Natale 1998, a 8 anni sedevo sulle possenti gambe di mio nonno, che compiva gli anni proprio quel giorno. Mentre la nonna, tutta affaccendata, preparava gli ultimi ritocchi alla tavola natalizia, io e mio nonno guardavamo con gioia e stupore tutte le leccornie che in un sol boccone avremmo mangiato. Ad un tratto, tra tartine, antipasti e salumi, ecco che la mia ttenzione venne attirata da quello strano corpo globoso, dolcemente deposto su un piatto dorato. Da buon bambino curioso, chiesi subito a mio nonno: “Ma che cos’è?” e la risposta fu un breve viaggio in quello ch erappresenta oggi per me il tartufo. Attaccò il sapiente nonnino: “Vedi Andrea, oggi è un giorno speciale, e per festeggiare il mio compleanno la nonna ha deciso di illuminare la nostra giornata con questo fungo dal profumo penetrante e persistente.Può sembrare bruttoccio, ma una sola spolverata di questo magico gomitolo trasforma ogni piatto in una prelibatezza. Ne vale la pena, fidati e vedrai: appena lo assaggerai entrerai in un meraviglioso mondo di piacevolezza.”

  17. A 20 anni non si può essere food blogger, né gastrofighetto, né amante del tartufo. Ma io a 20 anni ero ancora fermo alle farfalle cotto e panna. O alla scaloppina al vino bianco. Quali massime espressioni che le papille in uno “scatto di gusto” potessero provare.

    A quell’invito di un caro amico, un po’ più grande ma nemmeno tanto, già sposato, per una cena a “base di tartufo” mi sentii andare verso l’ignoto, come un novello Cristoforo Colombo che da Palos salpa verso le Indie. Unico antecedente? Non scherzo: un risotto al tartufo “in busta” BUTTATO nella pattumiera dai miei genitori perché puzzava di gas (non scherzo nemmeno stavolta: dopo aver pensato che la stufa stesse perdendo). La cena chiaramente fu poi la “scoperta dell’America”…Tartine, fettuccine, patate…più lui. Bianco.

    Ne è passata di acqua sotto i ponti, né è passato di tartufo sopra le mie papille. Ne passerà ancora. Complimenti ad Alfonso Pepe, a 15 chilometri da casa mia, ci vedremo a breve!

  18. La prima volta con il tartufo…sento odore di gas in cucina, mi accorgo che si tratta dei 4 fantastici tartufi neri portati a casa da mio padre! A quel punto il gas lo accendo veramente…fettuccine e tanto tartufo slamellato sopra!!! Auguri!!

  19. La mia prima volta col tartufo è stata a cena per una cena di lavoro qualche anno fa alla taverna Lucifero di Roma quando assaggiai questo tubero così saporito che mai aveva fatto parte della tradizione della cucina di casa mia. È il mio ingrediente preferito? Sono sincero no ma un panettone al tartufo è un’idea stuzzicante. Proviamolo! Come vostro regalo sotto l’albero? Chissà!

  20. Il ricordo del tartufo lo lego ad una delle tante gaffes fatte dalla mia nonnina da poco scomparsa. Uno studente umbro di mio nonno per ringraziarlo dopo la laurea gli portò in dono un magnifico tartufone nero, ancora fresco di terra, che aveva raccolto il padre tartufaio. Mia nonna tornata dal mercato trovo questo strano coso in un cartoccio sul tavolo della cucina. Scambiatolo per una patata ammuffita lo butta nella spazzatura che poi ovviamente va subito a scaricare nel cassonetto. Ricordo ancora le urla di mia madre e quel pacioccone di mio nonno che scuote la testa sconsolato mentre mia nonna sghignazza di nascosto con me.

  21. Che occasione per ricordare mio nonno: era cilentano, di Eboli, ma lavorava come dirigente alla Fiat ed aveva sposato una donna torinese, quindi di cibi ci capiva ed anche di musica classica. Il suo rapporto con me bambina è stato breve, ma ricordo come fosse oggi quando verso gli 8-9 anni mi portava alle prove generali dei concerti a Santa Cecilia e poi mi preparava l’uovo al tegamino con una grattugiata di tartufo nero sopra. Io ai concerti un pò dormivo e quel tubero aveva un odore strano, ma aveva il sapore del bosco e dell’affetto. Oggi mio figlio si chiama Cesare in suo onore, ha 8 anni e lo porto spesso al Teatro dell’Opera e se anche ancora non ha imparato ad amare l’uovo al tegamino con il tartufo è comunque un grande appassionato di salumi al tartufo

  22. Un ricordo cosi` lontano nel tempo! …quarant’anni fa. Proprio cosi`. Io con il mio papa`: al ritorno da un viaggio di lavoro con orgoglio mi porto` da “Elsa”, un ristorante del ferrarese dove il tartufo mi si presento` in tutta la sua bonta`. Ricordo sublimi tortellini conditi con burro e tartufo e poi una straordinaria cotoletta ricoperta da fette enormi di tartufo bianco!
    Cose che voi umani…

  23. Secondo matrimonio di mia madre. Io dovevo avere tipo dodici anni ed avevo insistito per mettere una maglietta invece del vestito perchè era una cosa informale e mi sentivo un sacco alternativa (roba che doveva avere i simpson sopra) e poi insomma eravamo in montagna. Praticamente all’ultimo, non avendo nemmeno confermato, arriva al ricevimento un amico di mia madre e del suo compagno. Non ha fatto in tempo a guardare la lista nozze o lista viaggio quindi ha portato un tartufo come regalo. (e dodici ostriche, per onor di cronaca) Mia madre che ha i suoi difetti ma è sicuramente alla mano e una che adora mangiare corre in cucina (eravamo in un posto tranquillissimo, poco più di una baita dove conoscevano i cuochi da anni) e chiede se è possibile preparare qualche piatto di pasta fresca con quello che c’è in credenza da mangiare così come assaggio nelle varie tavolate per il tartufo. I piatti con i tagliolini, o erano tagliatelle? insomma erano quello che c’era, arrivano e io inizio a girare per i tavoli con la mia cuginetta piccola per chiacchierare, perchè era un giorno importante e non riuscivo a stare ferma. Ad ogni sosta per tavolo che faccio c’è qualcuno degli amici dei miei genitori o dei nonni che s’intenerisce davanti alla figlia della sposa e che sente il dovere di farmi mangiare qualche forchettata di tagliolini con il tartufo perchè “Non l’hai mai mangiato il tartufo vero?”. La prima volta non l’avevo mai mangiato, all’ultimo tavolo ormai avevo fatto indigestione ma ho sempre fatto gli occhioni e annuito fingendomi piena di curiosità. L’adoravo e insomma valeva pure la pena di fare una piccola messinscena. Non ne ricordo nemmeno il gusto quanto l’emozione di quella bugia, del privilegio di poterlo mangiare solo io e del momento. Era buonissimo e anche se in seguito qualche volta l’ho mangiato anche migliore non è mai stato così buonissimo.
    (stessa cosa fatta con le ostriche per essere onesti, ne ho mangiate sei da sola. Ero una ragazzina con uno stomaco di ferro e molto felice)

  24. Tartufo, questo sconosciuto. Quando ero ragazzo l’unico tartufo che conoscevo era quello di mare (poi vietato perchè per raccogliere i molluschi bisogna rompere la roccia), e quando sono cresciuto ancora non era così di moda (ahimè ho una certa età). Però ricordo perfettamente la prima volta che l’ho assaggiato, è stato circa 30 anni fa, durante una classica gita fuori porta in umbria (dove, ora lo so, il tartufo è di casa), ci fermammo in una trattoria ai bordi di una statale, ampio parcheggio con svariati autoarticolati (allora, non essendoci le guide se non la troppo costosa Michelin, si considerava ancora la presenza di camion come indicatore di buon cibo a prezzi onesti). Entrati, oltre ad un foglio con il menù tradizionale, ci venne consegnato un foglietto scritto a mano con un paio di piatti a base di tartufo (scorzone) a prezzi più alti ma ancora accettabili per le nostre tasche, e decisi di concedermi quesl lusso. Il piatto di tagliatelle in bianco con sopra una spolverata di tartufo lo ricordo ancora, ed era il 1985!

  25. Prima cena a base di tartufo: in umbria durante un we con il mio attuale compagno.
    Dopo aver assaggiato dei superbi tagliolini al tartufo, abbiamo continuato la cena tutta a base di tartufo senza rimpiangere una lira di quello che avevamo speso nonostante il budget limitato….
    …. e la ricevuta della carta( che all’epoca era strusciata a mano e non elettronica) non è mai rientrata…..

  26. Mi sono innamorata irrimediabilmente del tartufo dopo aver assaggiato il bianco d’Alba grattugiato su una splendida tagliatella al burro, così, senza orpelli, senza fronzoli e senza elaborazioni. Sono stata sedotta dapprima dal suo profumo e poi dal suo gusto inconfondibile, unico, inebriante. E’ così iniziata la migliore storia d’amore e di passione della mia vita.

  27. Tragica, al limite dal traumatico!..Invitato a cena da un amico che ha il cane addestrato alla raccolta, il menù prevedeva tagliolini al tartufo,risotto a tartufo e uova al tegamino al tartufo!..beh mi presento con quella faccia un po’così quell’espressione un po’così, non sapendo se non avrei mangiato nulla e sarei uscito con la fame, a dir la verità avevo già adocchiato una pizzeria per la strada dove fermarmi dopo ma per fortuna non e’ stato così!!..passando ha fatti, la prima gaffe l’ho fatta dicendo se usava l’olio per fare il soffritto per il risotto, la seconda era che non sapevo cosa fosse il burro chiarificato..quando ho visto che buttava 60 grammi di riso a testa ho ripensato alla pizzeria per la strada..Continuava a dirmi dei profumi, dei sentori, ma io non ci capivo una mazza!!..era come dare il concio alla colonne( non succede nulla), la cosa che ho apprezzato di più sono state le uova, che erano veramente buone!!..

  28. Novembre 2004, una sera autunnale cupa, fredda e piovosa rallegrata solo dalla calda fiamma di un camino in una osteria in provincia di Perugia mi fu servita non una pietanza ma una emozione, uovo al tegamino con tartufo bianco di Aqualagna. Un piatto unico per semplicità, bellezza e profumo…da quel momento in poi il Tartufo e niente più….

  29. Cinque o sei anni fa, non avevo ancora compiuto 18 anni. Eravamo a cena fuori e si parlava di cibo tra amici. Ad un certo punto una frase shock: “Ma sapete che io il tartufo non l’ho mai assaggiato?”. I miei amici mi fissano, strabuzzano gli occhi e scoppiano a ridere, prendendomi per matto.

    Per rimediare si fanno portare il menu, lo sfogliano, chiamano il cameriere e dicono: “Gli porti questo: sa, il ragazzo non l’ha mai assaggiato…”.

    Tempo cinque minuti ecco il cameriere con il tanto desiderato tartufo.

    Peccato che fosse il gelato. E pure industriale.

  30. l’incontro col tartufo bianco è avvenuto proprio quest’anno, alla fiera nazionale del tartufo ad Acqualagna, dopo aver respirato gli inebrianti profumi passeggiando per il centro cittadino e contrattato sul prezzo per non tornare a casa senza questi, siamo andati in un delizioso posticino a pranzo a Cantiano, Tenetra, dove abbiamo mangiato i berretti dell’alpino conditi con abbondante grattuggiata di tartufo bianco profumatissimo.
    quel profumo ce lo siamo portati fino a Roma, insieme ad un bel tartufo e ci ha accolti ogni volta che salivamo in macchina per almeno una settimana

  31. Grazie a tutti per aver partecipato con i vostri racconti.
    Ricevono in regalo un panettone al tartufo
    Giulia
    Rosi
    Valeria
    Andrea Lovati
    debbie
    Ricevono in regalo una confezione di miele al tartufo
    Maria
    Marilù
    hagrid
    Oswin
    CaVaJuOL

    I commentatori devono inviare una mail a info(at)scattidigusto.it dalla mail con cui hanno commentato e indicare l’indirizzo per la spedizione e un numero di telefono.

    Buon Natale a tutti

  32. Ho perso il lavoro, mi hanno rubato la macchina speravo almeno in un panettone…così per pensare che questa catena di negatività potesse spezzarsi ma evidentemente non è così:-)
    Complimenti ai vincitori e fateci sapere come sono i prodotti

  33. Complimenti a tutti, avete scritto davvero dei bei racconti:-)
    Rinnovo gli auguri e ringrazio Scatti di Gusto per l’opportunità e per avermi fatto conoscere questi meravigliosi prodotti.
    Ciao!

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