Villa Rospigliosi

La cucina è e resta garibaldina, come lui stesso ama definirla. Ma se avete l’idea di un Igles Corelli in una tenda da campo, dimenticatela.

Perché se l’Atman a Pescia vi era sembrato troppo piccolo per colui che è stato uno degli artefici del mitico Trigabolo di Argenta, date un’occhiata alla villa in foto.

Si tratta di Villa Rospigliosi, gioiello del barocco italiano fatta costruire da Papa Clemente X su progetto di Gian Lorenzo Bernini per dare un segno della sua presenza nelle terre di origine.

Nella grande villa con parco arriverà la cucina dell’Atman che saluta Pescia distante meno di 30 km. Ma il salto è più importante di quanto dica la distanza. E non per i saloni affrescati poiché Corelli ha dichiarato a Fine Dining Lovers che gli interni saranno ipermoderni e i tavoli accoglieranno una trentina di commensali.

E i prezzi non saranno sontuosi come ci si aspetterebbe al cospetto di tale monumento che fa parte delle Residenze d’Epoca. Nulla cambia rispetto a Pescia se non gli spazi a disposizione.

Igles CorelliLoretta Fanella

E l’arrivo di due nomi che risvegliano l’attenzione dei gourmet se quello di Corelli non fosse sufficiente a farvi puntare il navigatore in direzione di Spicchio, frazione di Lamporecchio. Lui garantisce che i piatti a base di selvaggina, beccacce e germano in primis, sono quelli sufficienti per far programmare un viaggio fin qui.

Il primo nome è Loretta Fanella che approda con la sua pasticceria anche in due punti vendita a Lucca e a Pistoia.

E poi c’è Giacinto Rossetti, la mente diabolica del Trigabolo di cui era il patron.

Il plus potrebbe essere l’orto biodinamico che metterà a dimora l’instancabile Igles Corelli? Piuttosto la conversione in relais&chateaux con le camere annesse. Cucina garibaldina, ma con agi assicurati.

[Link: Fine Dining Lovers. Immagine: Villa Rospigliosi. Ritratto: Lido Vannucchi, Facebook]

7 Commenti

    • La legge 157/92 sulla caccia infatti vieta espressamente di “commerciare fauna selvatica morta -che non proviene da allevamenti -per sagre e manifestazioni a carattere gastronomico” (Art. 21, comma primo- lettera t) , e “vendere, detenere o trasportare per vendere, acquistare uccelli vivi o morti, nonchè loro parti o prodotti derivati facilmente riconoscibili, appartenenti alla fauna selvatica, che non appartengano alle seguenti specie…….

      non si possono commerciare (nè in negozi, nè in ristoranti) uccelli selvatici che non siano germano reale, pernice rossa, pernice sarda, starna, fagiano o colombaccio; il resto dell’avifauna è illegale, anche se appartenente a specie cacciabili.

    • mauro, non credo che i ristoratori siano cosi ingenui da servire qualcosa di illegale e, se cosi fosse, con tutti i controlli il problema non é tanto loro quanto di chi dovrebbe far rispettare la legge. detto questo non sono un esperto di leggi. Spero che non si creino problemi

  1. scusami Mauro ma molti prodotti che non si trovano in italia causa leggi particolari e speciali, sono disponibili in tutta europa ,scozia,grecia,spagna ,romania,e cosi’ via .
    la selecta ma anche altre ditte di alta professionalita’ come dice Igles sono specializzate proprio nel ricercare e reperire delle rarita’ alimentari.
    anche pesci o molluschi ad esempio ,che in Italia sono proibiti, sono facilmente disponibili ,e per questo tipo di lavoro hanno tutti i permessi e le licenze possibili e immaginarie. ciao Andrea Bertucci

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