Pasta e pesticidi. Nessuna preoccupazione per gli spaghetti non bio

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spaghetti-puttanesca

A regola, i prodotti biologici non dovrebbero contenere pesticidi. Lapalissiano. Così come, allo stesso modo, è ovvio il suo contrario: che nei prodotti ottenuti da materie prime coltivate secondo agricoltura convenzionale c’è la possibilità che i pesticidi vengano utilizzati. A norma di legge, naturalmente. Che è la ragione per cui si è diffuso il metodo biologico. Potrei continuare in cerchio per un paio d’ore, ma non penso sia necessario.

La notizia (non notizia) che sta rimbalzando su molti siti e blog negli ultimi giorni e che sta facendo gridare al gombloddo è che in un test effettuato in Svizzera dalla rivista di consumatori Bon à Savoir su 15 confezioni di spaghetti di diverse marche NON biologiche incluse italiane come Garofalo, De Cecco, Barilla (oltre a Combino, Reggano, La Pasta di Flavio, Prix Garantie, Qualité&Prix e Denner) sono state rinvenute tracce di pesticidi in 7 campioni. Sorpresa!

pasta pesticidi

La quantità di residui trovati in tutti i campioni “colpevoli” è senza ombra di dubbio al di sotto di quanto permesso dalla legge. L’elemento incriminato, in quasi tutti i casi, è il Primifos Metile, un insetticida utilizzato per la conservazione del grano nei silos, rilevato in concentrazioni variabili tra gli 0,006mg/kg e gli 0,057mg/kg. Barilla si posiziona nel mezzo, con una concentrazione di 0,019mg/kg, che per mettere le cose in prospettiva è più di 100 volte inferiore al limite consentito in Italia e più di 250 volte inferiore al limite Europeo.

Se proprio, sarà la legge a dover essere contestata e i suoi standard a chiedere di essere alzati.

Alla richiesta di precisazioni da parte di Ecoblog.it, Barilla precisa tra le altre cose che nell’articolo si cita anche un rappresentate del Centro Svizzero di Tossicologia Umana Applicata che si dice rassicurato sui valori riportati dal test e ne conferma l’assenza di effetti negativi sulla salute anche in caso di consumo quotidiano.

Tanto rumore per nulla? Viviamo in un brutto mondo, siamo d’accordo, e l’utopia di una piramide alimentare incontaminata è al primo posto nei miei sogni insieme a “fare una gita al lago con Joaquin Phoenix mentre discutiamo della pace nel mondo finalmente raggiunta”, ma bisogna iniziare a prendere atto che il sensazionalismo è una tentazione irresistibile e che ogni notizia, così come ogni spaghetto, va presa con un grano di sale.

1 commento

  1. Una notizia è una notizia, va bene, Lo accettiamo, e fa parte del gioco.
    Lo accettiamo, e ci serviamo di questi mezzi moderni per ragionarci, a volte giocarci, raramente burlarci di ciò che diventa “notizia”.
    Ma qui siamo a livello di quando ero giovanegiovane, e facevo il barista in ameno luogo delle dolomiti. Agli sprovveduti che chiedevano “un bicchiere d’acqua minerale” in un posto dove c’e’ una fontana ad ogni angolo, della migliore acqua del mondo, chiedevo sorridendo:
    “la vuole senza menta, o senza tamarindo?”

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