Cucine da Incubo: Gordon Ramsay lascia

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Gordon Ramsay

Gordon Ramsay lascia Kitchen Nightmares, Cucine da Incubo. Un post sul suo sito, un “announcement” e le casalinghe disperate si disperano ancora di più, dopo aver inserito un bis di Cucine da Incubo nella loro agenda televisiva quotidiana.

In principio (il primo episodio è stato visto da 5,7 milioni di telespettatori) vi era solo il gesticolare di Gordon Ramsay, che ha visto più celle frigorifere in avanzato stato di decomposizione che pietanze decenti nei 10 anni fenomenali, nei 123 episodi delle 12 stagioni, visti da 10 milioni di persone e venduti in 150 Paesi, mentre in 30 il formato è stato “localizzato”.

Come in Italia. Ma Antonino Cannavacciuolo, con il suo dialetto simpatico, la passione nei confronti della tradizione mediterranea – che riporta nei piatti con qualche pizzico di innovazione mai scontata – continua a far breccia nei cuori delle casalinghe disperate che hanno ormai messo Fox Life tra i canali preferiti.

E con la scusa che i piatti sono meno complicati e gli ingredienti più reperibili, anche le cenette dell’italiano medio sembrano diventare più gourmet.

Per chi non lo avesse mai visto, il format del programma (partito nel 2004 in Gran Bretagna e nel 2007 negli Usa, solo l’anno scorso in Italia) è spesso surreale, ma nel complesso molto semplice: un ristorante, sul punto di crollare economicamente, apre le porte del proprio locale e della propria cucina alle telecamere.

Tutto questo nella sentimentale cornice dell’umore sotto terra dei proprietari, del nervosismo e nel protagonismo degli chef e del deserto durante le ore dei pasti. Compito arduo – spesso anche troppo – del big chef è quello di risollevare le non del tutto segnate sorti del ristorante, proponendo cambiamenti estetici e, soprattutto, del menù, con piatti meno complicati, di numero inferiore e con una reperibilità degli ingredienti il più delle volte a chilometro zero.

Un programma ai quali i 10 milioni di spettatori si sono affezionati fin troppo, topi e muffe comprese. Insomma, conclude lo chef scozzese, “E’ stato perfetto, ma è giunto il momento di smetterla qui”.

Non strappatevi i capelli e non abbandonate le parannanze, perché Ramsay non chiuderà (oltre a qualche ristorante) con la tv in tutti i sensi: “Continuerò con altri show”.

E non è troppo difficile comprendere a quali show si riferisce, Hell’s Kitchen primo tra tutti. E se anche dovesse dire “mi sono rotto di fare il diavolo in cucina”, Carlo Cracco continuerà la sua scalata per il trono di Hell’s Kitchen.

E Kitchen Nightmares? Probabile che la produzione affidi a un altro chef il format che ha consentito a Fox entrate pubblicitarie per 37,3 milioni di dollari nella stagione 2012-13: un record.

Antonino Cannavacciuolo

Per ora, però, scettro e corona di mattatore degli incubi passano nelle sapienti mani di Antonino Cannavacciuolo, protagonista di Kitchen Nightmares in salsa e muffa italiana.

[Immagine: Fox, Fanart.tv]

4 Commenti

  1. La cosa incredibile è che ci siano voluti 10 anni (o giù di lì) per chiudere un programma tanto idiota (sempre che poi non intendano mettere qualcuno al posto di ramsey… e continuare lo “spettacolo”).

    La versione italiana, con canavacciuolo (ai limiti dell’analfabetismo) e financo più ridicola.

    • A me Cannavacciuolo piace moltissimo. Forse sarebbe il caso di imparare a scrivere correttamente il suo cognome prima di lanciarsi in reprimenda di analfabetismo…

  2. “Over 60 Percent of the Restaurants on ‘Kitchen Nightmares’ Are Now Closed”. Fonte GrubStreet nel post in cui viene riportata la notizia dell’addio.

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