Ristorante sospeso. Mangiare a 50 metri dal suolo costa 250 euro per 5 portate

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Mangiare tra i grattacieli

“A Shanghai il primo ristorante sospeso in aria”, recitano i titoli di molti magazine online e non solo. Ma, per una volta, i Cinesi non sono i veri artefici di quella che sembra l’ultima frontiera del mangiar strano.

In realtà il “Dinner in the Sky“, che è nato in Belgio sette anni fa, è andato in tour.

Ed è arrivato anche in Cina per concludere  proprio a Bruxelles (dal 2 al 29 giugno) il tour mondiale 2014 che lo ha visto fare tappa a Sydney, Toronto, Rio, Monaco.

Nella cittadina belga si sono alternati in cima alla cucina in cui bisogna cucinare, e mangiare, imbracati a un’altezza vertiginosa Yves Mattagne del Sea Grill**, Lionel Rigolet del Comme Chez Soi**, Pascal Devalkeneer del Chalet de la Forêt**, David Martin del La Paix*, Giovanni Bruno del Senzanome*, Luigi Ciciriello del La Truffe Noire* e Bart De Pooter del De Pastorale** e del WY*.

Ma scendiamo più nei particolari: sette anni fa The Group Fan, società specializzata in installazioni di parchi divertimenti e distribuzione di gru e Hakuna Matata, un’agenzia di comunicazione specializzata in piaceri gastronomici, hanno unito le forze per realizzare il  sogno di un bambino (che si è rivelato un business assolutamente vincente): un tavolo da pranzo o da cena volante, poi battezzato il “Dinner in the Sky“. Ad oggi è un’attrazione itinerante, che ha attraversato i cieli di oltre 40 paesi in Europa, Australia, India, Dubai, Sud Africa, Brasile, Canada e Stati Uniti.

ristorante sospeso gru cucina sospesa in aria

“Ogni evento – specificano dal sito ufficiale – è stato unico del suo genere”. E proseguono: “Possiamo citare, per esempio, la cena organizzata nei cieli di Monaco per il Principe Albert, con lo chef francese Joel Robuchon al comando”. Ma non da meno sono stati “gli oltre mille eventi in città che vanno da Parigi a Las Vegas, così come Sydney, Città del Capo, Londra e San Paolo. I fornelli del Dinner in the Sky sono stati occupati da importanti ed affermati chef, tra cui Pierre Gagnaire, Marc Veyrat, Yves Mattagne, Sergio Herman, Dani Garcia, Paco Roncero, Alain Passard, Yannick Alleno e tanti altri.

“Abbiamo sorvolato i luoghi più magici che si possa immaginare: la Strip di Las Vegas, i giardini del King David Hotel, la Marina di Dubai, le colline di Villa Borghese, la pista di Spa Francorchamps, le rive del fiume San Lorenzo, la spiaggia di Copacabana, la baia di Cape Town”. E anche le lagune a Venezia, dove dal 19 al 23 giugno dello scorso anno l’Hotel Cipriani ha sollevato a 50 metri il tavolo volante per un’esperienza adrenalitica: 50 euro per l’aperitivo e 250 per una cena completa completamente imbracati, quasi fosse un bunjee jumping del gusto.

Dinner in the Sky Cina

E poi è stata annunciata una “espansione in Russia, Cina, e nelle isole caraibiche”. Cina, appunto. Ma per una volta, l’invenzione non è la loro. Il titolo giusto probabilmente sarebbe stato “A Shanghai arriva il primo ristorante volante”.

Sempre alto e abbastanza costoso con il menu da 5 portate che costa 250 euro ed è riservato a 22 commensali per turno.

Purtroppo io soffro di vertigini. Ma non metto in dubbio che il cibo sia di “alta” qualità.

[Immagini: news.xinhuanet.com]

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