Ritorniamo sul Lago di Como al ristorante stella Michelin Il Sereno perché è una di quelle mete che ci ispira sicurezza. È una destinazione molto apprezzata a livello internazionale che sa coniugare ospitalità contemporanea (nella forma e nel contenuto) e Dolce Vita. Il mese scorso Condè Nast Traveller gli ha conferito il riconoscimento Triple Crown.
Ci ha visto giusto dunque Luis Contreras, proprietario del brand Sereno Hotels, ad investire in questo gioiello di architettura 10 anni fa dopo il successo di Sereno St. Barth aperto nel 2000.
L’imprenditore di origini venezuelane ha voluto dare un tocco personale al 5 stelle lariano. Appassionato di musica ha realizzato una Listening Suite attrezzata di impianto hi-fi, giradischi e una collezione personale di vinili. Pernottarci costa 9.500 euro.
Ma noi ci concentreremo principalmente sulle sue passioni “gastronomiche”. Lo chef campano Raffaele Lenzi è un altro dei suoi punti fermi e ne abbiamo avuto prova al nostro pranzo stampa.
Il pranzo stampa al Sereno sul Lago di Como

L’immancabile selezione di panificati. Grissini con farina di saraceno e mais. Pagnotta di Farina di tumminia a basso contenuto di glutine. Danubio alla pizzaiola, aromatizzato all’origano servito da abbinare a una marmellata al pomodoro e origano.

Dal menù a Modo Mio una Dosa di farina di lenticchie e riso farcita con babaganoush a base di melanzane fermentate, yogurt alla tahina, glassata infine con salsa alle prugne fermentate. E brunoise di carote, crude e leggermente acide mantecate in crema di carote e accompagnate da salsa al prezzemolo.
I piatti del menu cena a pranzo

Sashimi di ricciola maturata per 15 giorni. Alla base il “kimchi di tenerumi” sostituisce il cavolo asiatico con le foglie della zucchina siciliana. Quindi abbiamo i fiori di zucca, sopra qualche goccia di kimchi fermentato e alla base brunoise di kimchi con foglie di zucchina trombetta. Un piatto cui manca ogni forma di grassezza ma che riesce a regalarti un senso di appagamento per la ricchezza proteica della ricciola. Gusto delicato con un’unica spinta che è quella delle gocce di kimchi fermentato. In abbinamento un succo di kiwi, mela verde kefir e lime nota.

Spaghetto all’olio di olive mantecato con un’emulsione di estrazione di olive di Nocellara e Bella di Cerignola. Olio di oliva , basilico thai e basilico greco per terminare. Lo spaghetto ha una cottura perfetta e scivola sulla lingua per la sua naturale setosità e per la componente vellutata conferita dall’emulsione delle olive insieme all’olio extra vergine. In abbinamento un Jus con Verbena zucchero all’ananas e una punta di tahin.

Fish & Meat. Rombo in salamoia maturato per 7 giorni e cotto a vapore servito con cialda croccante di pelle di pollo cosparsa di timo e rosmarino. Il pesce è marinato in grasso di rubia gallega e miso di fagioli gialli. Alla base un fondo di carne usato anche per una leggera glassa. Il rombo dà già una sensazione di carnosità. L’intento di far percepire la carne è riuscito. In abbinamento un jus a base di Mela, fungo porcino e timo

Crespella di latte che avvolge un cremoso al goji, mela annurca e una parte croccante al grano arso. In chiusura polvere di carrube. Voglio un tiramisù ma non posso e quindi lo chef ci regala questa sua chicca. Ottimo. In abbinamento Mela Karkade e limone.
Quanto costa Il Sereno al Lago nel 2026

I menu sono differenti per pranzo e cena.
A pranzo avete il menù degustazione dei classici con 3 portate più il dolce a 140 euro (abbinamento vini a 80 €). O la scelta alla carta con 2 portate a 98 euro o 3 portate a 128 euro.
3 i menu degustazione per la sera. A modo mio, 6 portate più aperitivi, pre dessert, dolce, caffè o tisana a 215 euro (abbinamento vini a 160 €).
Omaggio alla tradizione con 5 portate più aperitivi, dolce, piccola pasticceria e caffè o tisana a 185 euro (vini a 120 €).
Vegetali, Tuberi & Radici di 6 portate a 160 euro.
È possibile cenare scegliendo i piatti dalla carta: 2 portate con dessert a 135 euro o 3 portate con dessert a 170 euro.
Il Sereno al Lago. Via Torrazza, 10, 22020 Torno CO. Telefono: 031 547 7800. Instagram
Il Sereno nel 2025

2 luglio 2025 – di Fulvio Marcello Zendrini
Bello. Uno degli aggettivi più usati, abusati, personalizzati, raccontati, storpiati. Che vado ad utilizzare per il ristorante Il Sereno al Lago. Non è bello ciò che è bello – dice un proverbio – ma è bello ciò che piace. Non concordo e non sono assolutamente d’accordo. Il “bello” è oggettivo, non soggettivo.
Dobbiamo certamente scomodare la critica, che conosce e studia, chi analizza, parametri e capisce, per decidere cosa sia bello e cosa no. È come in cucina, nei piatti e nelle proposte dei ristoranti. Quando mi dicono “questo piatto è buono”, rispondo quasi sempre “per te!”.
Solo un critico gastronomico può determinarne precisione di esecuzione, attenzione al gusto, rispetto della materia prima, bellezza dell’impiattamento e via di seguito. Non certo un commento da Tripadvisor.
L’architettura di Patricia Urquiola

E quando si parla poi di arte, architettura, location e arredamenti la questione si fa ancora più difficile. Ed è per quello che sostengo con ferma certezza che Il Sereno, l’albergo sulle rive del Lago di Como disegnato e progettato da Patricia Urquiola, non è bello: è meraviglioso.
Un luogo unico, modernissimo e classico al tempo stesso, caldo e accogliente nei colori. Una scatola di legno e vetro appoggiata su una spiaggia di sassi, con un magnifico giardino alle spalle che la protegge da qualsiasi vista e rumore. E con una piscina modernissima che si affianca alle onde, da cui le separa solo una passerella di legno. Alla quale sono ormeggiati tre magnifici Riva dal teak rilucente.

Uno spettacolo. Una vera meraviglia moderna. Bravissima, Urquiola.

E all’interno dello scrigno, una bontà nella bellezza. Il ristorante, che prende lo stesso nome dell’hotel: Ristorante Il Sereno al Lago. La sala si apre al piano terra dell’albergo con una vista diretta sulle acque del lago, sulla piscina e sulla spiaggia.
Ci accoglie Raffaele Lenzi, lo chef che ha contribuito a far assegnare la locale la prestigiosa stella Michelin nella guida edizione 2023.
Con lui, Antonio Casillo, grande maestro di sala. E Francesco Martinello, giovane e bravo sommelier, che supporta i piatti dello chef con scelte mai banali e scontate nel bicchiere.
E abbiamo iniziato la nostra cena con il menu degustazione A modo mio, a significare il racconto del percorso personale dello chef.
Com’è il menu A modo mio del ristorante Il Sereno al Lago

Amuse bouche. Handroll. Si unisce la tecnica nipponica con il riso, lo shiso e il tobiko alla trota iridea del lago.
Carota, mandorla e prezzemolo. Il gusto delle verdure dell’orto, la mandorla come memoria dell’infanzia e il prezzemolo.
Zucchina e salmerino. Dal Sud Italia, i tenerumi e le zucchine in una zuppa fredda. A completare il piatto, kefir di capra, uova di salmerino e cannella.
Dosa, melanzana e prugna. Un piatto che nasce dall’incontro tra India e Medio Oriente. La dosa, “crêpe indiana” di lenticchie e riso, con una crema di melanzana affumicata. La prugna qui, prende il posto della melagrana.

Poi un ceviche che nasce in Perù, ma lo chef del Sereno al Lago lo reinterpreta con orata nostrana e sedano bianco di Sperlonga. L’acidità del lime, l’olio al coriandolo e il finocchietto.

Ed ora Tortelli Méchoui. Un piatto che nasce in Emilia ma viaggia verso il Maghreb: tortellini ripieni di agnello, con un mix di spezie e sfere di tè alla menta.

Riso alla pescatora. Un viaggio tra le risaie Lombarde e i mercati del sud Italia. Alla base del piatto cannolicchi cotti dal caldo del riso della Riserva San Massimo, ventose di polpo saltate e polvere di lattuga di mare. La sapidità è data da pasta di molluschi bivalvi e garum di molluschi (calamaro, seppia e polpo).

Un piccolo Intermezzo. Lo sgroppino nascosto sotto le spoglie di una kombucha di pesca e il marshmallow con il tocco giapponese del wasabi.
Secondi piatti

Fish & Meat. Il rombo è conservato per tre giorni nel grasso della rubia gallega, frattaglie di rombo e miso d’orzo. Viene poi cotta al vapore e glassato con un dashi di pollo e salsa mole. A completare il piatto del Sereno al Lago una cialda di pollo allo spiedo, timo e rosmarino. Una sintesi di contaminazioni raccolte in un solo viaggio.

Tempeh di fagioli zolfino al barbecue. Il tempeh è ripensato con un legume toscano, i fagioli zolfino. Ed è accompagnato da indivia belga e rucola e un jus di sedano rapa.

Frutta in kombucha. Albicocca in infusione di tè verde sencha e timo: un piccolo boccone tra Oriente e Mediterraneo.

“Fiesta” è un ricordo alla merendina degli anni passati, alle arance e ai liquori italiani, ma reinterpretato. Diventa un french toast al grano arso, fiore di sambuco, arance candite e gelato “stracciato” al cioccolato e Cointreau.
Chiudiamo con caffè (o tisana) e piccola pasticceria.
Una cena differente al Sereno al lago. Un segno forte di Raffaele Lenzi e della sua cucina.
Torneremo presto, a provare gli altri menu. Intanto, grazie a tutti per tanta bellezza, cortesia e bontà.
Perché avevano ragione gli antichi Greci: non c’è Kalòs senza Agathòs. Non c’è bello senza buono.
Come al Sereno al Lago, in uno degli alberghi più belli del mondo.
Quanto costa il ristorante Il Sereno sul Lago di Como
Tre i menu degustazione a disposizione.
Omaggio alla tradizione con 5 piatti più amuse bouche, dolce, piccola pasticceria e caffè a 175 €.
Il menu A Modo mio costa 210 €.
C’è anche un menu vegetariano a 160 €.
Alla carta è possibile scegliere due piatti a 130 €. Un pasto completo al ristorante Il sereno al Lago con 3 piatti (antipasto, primo e secondo) da scegliere dalla carta costa 170 €.
Questi i piatti.
Antipasti
Piattoni alla brace, salsiccia di Brà, cardamomo e tartufo estivo
Melanzane, prugne fermentate e fonduta al Buonasorte di bufala
Scarola ripassata, sedano rapa al bergamotto e caviale Asetra
Primi
Bigoli “AmatricaN”
Riso riserva San Massimo, peperone giallo, capperi e olive
Tortelli ripieni di zucchine alla scapece e uova di trota affumicate
Secondi
Trota iridea, barattiere in agrodolce, friggitelli e rafano
Lavarello à la plancha, ristretto di cassoeula e lattuga
Manzo al pepe verde
Cervo marinato al tè Oolong, chimichurri e gambero rosso
[Foto di copertina: @nicolobrunelli_studio @patrizia_barbagallo_ph]









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