Peggio della pizza di Report c’è sentirsi dire che è per una ragazza grassa in rosa

Tempo di lettura: 1 minuto

cottura pizza bufala

Pizza e polemiche. Abbondano come la legna che brucia nei forni di mezza Italia (l’altra usa congelate da riscaldare nel microonde) e la pioggia di formaggio stile mozzarella che ammanta con una coperta bruciacchiaticcia imponderabili lievitazioni.

Per tutti voi che avete preso a guardare il sottopizza e per anni vi siete preoccupati solo di calcolare il rapporto aureo tra dimensione del disco e prezzo da pagare in cassa, guardate ora alla fase finale: lo scontrino.

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Sarete già edotti della pizza ai funghi “ricchioni” di questa estate ricordati ai clienti in uno scontrino di una pizzeria salentina. Qualche commentatore aveva adombrato il solito provincialismo italiano.

Mai dire mai. Ecco cosa si sono inventati al Pizza Hut di Singapore. La grassa ragazza in rosa non ha gradito l’attenzione riservata alla sua pizza e cipolle.

scontrino pizza ragazza grassa

E ha affidato lo scontrino a Facebook. Generando un fiume in piena di commenti a seguito della sua richiesta di scuse da parte di Pizza Hut.

Che non sono tardate ad arrivare a commento della foto postata.

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Un finale in rosa (non frantumatemi) che ci porta ad andare oltre i confini nazionali, la pizza di Report e qualche grasso grosso giornalista a spasso sulla tangenziale di Napoli che vorrebbe amministrare il sacerdozio della pizza perfetta dal battesimo all’estrema unzione solo perché è nato in provincia e ha mangiato pizze di paese (si dice così?) per una vita.

O volete gridare al complotto dello scontrino dopo il gombloddo della pizza cancerogena?

6 Commenti

  1. Non ho capito che c’entrano gli scontrini giapponesi di pizza hut con la cottura delle pizze napoletane e report. Se non per alimentare lotte meschine tra blog di cui a noi lettori ce ne frega il giusto.

  2. A me non è chiaro tutto il pezzo finale:
    “Un finale in rosa (non frantumatemi) che ci porta ad andare oltre i confini nazionali, la pizza di Report e qualche grasso grosso giornalista a spasso sulla tangenziale di Napoli che vorrebbe amministrare il sacerdozio della pizza perfetta dal battesimo all’estrema unzione solo perché è nato in provincia e ha mangiato pizze di paese (si dice così?) per una vita.

    O volete gridare al complotto dello scontrino dopo il gombloddo della pizza cancerogena?”
    E non è una richiesta retorica: davvero non ho capito.
    E nemmeno le allusoioni di chi mi ha preceduto mi aiutano a capire.
    Se volete spiegarlo meglio potrei argomentare meglio.
    Saluti

  3. L’equivalenza dell’essere trattati male in una pizzeria.
    Scontrini in Salento e a Singapore, pizze bruciate e rimostranze.
    Pizza Hut ha chiesto scusa e ha avviato un’inchiesta interna. “Sarebbe grandioso se tu potessi mandarci il tuo numero in PM per metterci in contatto”.
    Non ha mica risposto che era scritto a penna e poteva essere stato pinco palla…
    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152296698151682&set=o.122944751070862&type=1

  4. Diciamo che ho l’impressione che si sia creata una sorta di “lotta” tra i gastronomi napoletani che hanno vissuto il servizio di Report come un attacco a un’istituzione della città come la pizza napoletana, e chi invece (come questa piattaforma) ha:
    1) accettato alcuni appunti contenuti nel servizio (no al bruciato nella pizza), etc.
    2) visto le reazioni dei gastronomi napoletani come un classico caso di vittimismo che sarebbe tipico della categoria geografica
    3) (mia considerazione) colto la palla al balzo per far valere la legittimità di punti di vista non napoletani sulla pizza (sdoganamento della pizza con cornicioni diversi, con un impasto meno sottile e meno morbido al centro, etc.), che in passato erano stati sbeffeggiati più o meno giustamente da chi invece è per la difesa dura e pura della pizza napoletana e considera le varie declinazioni che questa assume lungo una penisola degli imbastardimenti.

    (PS. al terzo punto, al discorso “sdoganamento della pizza non di stretta osservanza partenopea” si dovrebbe aggiungere il contraltare “stroncature di pizza di – supposta – stretta osservanza partenopea”. Forse è partito tutto da là, da una “stroncatura” di una pizzeria napoletana a Milano, considerata non accettabile perché fatta da chi non se ne intende, e pertanto avrebbe attaccato come errori elementi che sono tipici invece della pizza napoletana)

    (ps. tutto questo lo dico non da insider, ma da semplice lettrice di questo e altri blog gastronomici – anche partenopei)

  5. Ringrazio l’autore del post per la risposta.
    Ed anche Snowblind che aiuta, con un commento ineccepibile, a fare chiarezza.
    Non avendo seguito né Report né i blog in cui si è sviluppato il dibattito post-trasmissione mi era difficile capire.
    Snowblind dimostra una grande passione e competenza e notevoli capacità di sintesi: sull’evoluzione che sta attraversando la pizza in Italia e soffermandosi sulla napoletana in particolare.Di fronte a queste evoluzioni ha brillantemente evidenziato le “diverse sensibilità” della critica gastronomica partenopea.
    Invito Noname a leggere attentamente Snowblind, perché si chiarisce tutto.
    Saluti a tutti 🙂

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