Sardegna. 6 indirizzi anti freddo dalla chef a domicilio

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Il grande freddo si sta abbattendo su di noi. Roma andrà sotto zero e io mi sto consolando con le ultime istantanee di questo autunno che sa di estate. Sono stata in Costa Smeralda come chef a domicilio per una ricca famiglia russa. Ho cucinato tanto, tantissimo, spaziando tra la cucina dei due miei Paesi e ho fatto qualche bagno in piscina. Ora guardo il cielo grigio e pieno di pioggia di Roma e vorrei darvi qualche consiglio dove mangiare in Sardegna. Mare d’inverno e appunti per quando ritornerà il tepore.

Mettete da parte questi indirizzi e riguardateli per mangiare (bene) senza accendere un mutuo.

Il Pomodoro. In questo locale, posizionato nel cuore di Porto Cervo, oltre alla classica cucina mediterranea, si può mangiare una buona pizza a costi più abbordabili di molti locali al centro di Roma, e da un pò di tempo anche un ottimo churrasco a prezzo fisso di 40 euro (acqua e vino della casa compresi). Nel menù del ristorante sono presenti le proposte sia di carne che di pesce nonché alcuni piatti vegetariani. La cucina di Stefano Bandinu vanta i sapori netti e puliti, piatti ben presentati e saporiti quanto basta. Non perdetevi l’antipasto misto mare, la fregola sarda con brodetto di granchio, pomodori secchi e vongole, e la zuppa di pesci poveri. Costo medio di tre portate è di 55 euro, ed è accettabile, considerando il dove si trova.

Il Pomodoro. Porto Cervo 07020 Costa Smeralda. Tel +39 0789 931638 (chiuso da settembre a giugno)

Da Giovannino, il ristorante storico di Porto Rotondo a gestione famigliare che nel 2015 festeggerà i 25 anni di attività, è molto amato dalle celebrità italiane ed internazionali. In cucina troviamo la signora Anna, che delizia con sapienza i palati dei personaggi più esigenti. Il suo segreto sono le eccellenti materie prime e la semplicità. La cantina vanta all’incirca 300 etichette, e il sommelier, uno dei figli del titolare, è pronto a consigliarvi una bottiglia giusta. Certo, il ristorante non è molto economico, ma vi assicuro che gli spaghetti con la bottarga valgono tutti i 20 euro spesi. Antipasti misti (e abbondanti) della casa a 25 euro, pescato del giorno a 50 euro per due. Insomma, una volta nella vita si può fare.

Da Giovannino. Piazza Quadra n. 11 – 07026 Porto Rotondo (OT). Tel. +39 0789 35280 (chiuso da metà ottobre a metà aprile)

Ora cominciamo a spostarci un po’, e troveremo delle belle sorprese. Per un’aperocena easy, se vi divertite a spizzicare qualcosa, bevendo un bicchier di vino, vi porto a San Pantaleo, un piccolissima località tra Porto Cervo e Porto Rotondo, famosa per il mercatino artigianale di giovedì. Ma stavolta niente ristoranti, si va al Caffé Nina, dove gustare ottimi aperitivi e anche acquistare vini e tipici prodotti della Sardegna. Ci sono i tavolini fuori, ma è molto carino anche lo spazio all’interno. I ragazzi che gestiscono il locale, sono molto gentili e ospitali, vi faranno degustare dei vini interessanti a bicchiere, accompagnati dai salumi con il croccante pane carasau e dai formaggi con marmellate e miele. Dopo 3-4-5 bicchieri (e taglieri) a 5 euro ognuno, è come se aveste cenato, bene, e in ambiente informale.

Caffé Nina. Piazza della Chiesa. San Pantaleo – Olbia (SS). Tel. +39 338 368 72 88

Avvicinandosi ad Olbia, proprio sulla strada troviamo la locanda Murales, un’antica costruzione rimodernata, che oltre le stanze, dispone anche di un ristorante dove gustare la cucina tipica sarda, e di un wine bar, dove è possibile degustare i vini dell’omonima cantina (si, perché a qualche chilometro di distanza si trova l’azienda vinicola della stessa proprietà). Menù di stagione, materie prime a km 0, visto che molte verdure provengono dall’orto della locanda, vini di qualità, accoglienza e servizio cordiali. Qui si può assaggiare il porceddu (su prenotazione, ovvio), i crudi di pesce, i tortini di verdure e le paste della tradizione. Sfiziosa la zuppa logudorese, tipica locale, imperdibile la seada, perfettamente croccante e filante. Da spendere 40 euro a persona, vino compreso.

Locanda Murales. Loc. Piliezzu 1, 07026 Olbia. tel 0789 53174 (chiuso da novembre a aprile)

Ed ora Olbia. Fino a qualche anno fa, come mi raccontavano amici olbiesi doc, non c’erano ristoranti da scoperte interessanti, invece adesso ce ne uno in particolare si chiama La Meridiana, ed è il secondo ristorante della stessa proprietà. Il primo è nato negli anni 90 a Cuglieri in provincia di Oristano, e dopo anni di meritati successi e riconoscimenti, i gestori hanno deciso di approdare a Olbia. Bel posticino, moderno senza esagerazioni, luminoso ed accogliente. Noto per i crudi di mare e soprattutto per i ricci (nella stagione giusta), oltre il menù à la carte, ci sono 4 menù degustazione da ordinare per due (a 45 euro) e una piccola ma interessante carta di vini. Uno dei menù è a sorpresa – dipende dall’ispirazione dello chef, ed è una prova “di cuoco” interessante. 6 portate, tra qui astice alla vaniglia (sublime), ostrica con ricci e agrumi, sgombro e carote. I dolci non sono un granché, ma in complesso il ristorante merita.

La Meridiana. Via Pisa 18/20. Olbia (OT). Tel. +39 0789 1840643

L’ultimo ristorante da consigliare si chiama Bacchus, che si trova all’interno dell’hotel Jazz, ad 1 km dall’aeroporto di Olbia. Ambiente confortevole, ottimo servizio, menù di carne e pesce, completo di proposte di stagione, e altre per i vegetariani e per i celiaci. Cucina di buona qualità, freschissimo il pesce, porzioni abbondanti. Insomma, si mangia bene, ma manca qualcosa, magari un tocco di innovazione, di originalità, di azzardo. Ma a qualcuno forse piace proprio per questo. Da spendere 45 euro circa, senza il vino, ma con un bicchierino di mirto offerto dalla casa.

Bacchus. Via degli Astronauti 2. Olbia (OT). Tel +39 0789 651000

E voi, avete qualche dritta per quando ritornerò in Sardegna?

11 Commenti

  1. Al 100% consiglio Paolo Perella a Villasalto, decisamente lontano dalla Costa Smeralda. Ma vale il viaggio, anche a piedi… 🙂

      • Paolo Perella è uno chef eccezionale. Nel tempo ha fatto una ricerca monumentale nel recupero delle antiche ricette della cucina sarda. Materie prime di eccellenza, rigorosamente sarde, con l’unica eccezione dei pistacchi di Bronte, ricette che spaziano dalla costa alle Barbagie. Quello che vuoi mangiare lo puoi chiedere in fase di prenotazione, indispensabile perché il posto ha pochissimi coperti. Se dai un’occhiata su TripAdvisor troverai un po’ di commenti su di lui: ti basti che c’è gente che viene dal continente per mangiare da lui.

          • Sbaglieresti: secondo me e molti, il periodo migliore per andare da Paolo è adesso, con l’autunno che dona i suoi frutti migliori, i funghi. Fidati, se hai una giornata libera (metà per mangiare e metà per riprenderti) vacci il prima possibile e non te ne pentirai.

          • I funghi a Villasalto? Comunque prima di Pasqua non posso andare, e i funghi non mancano nemmeno qua in Liguria, anzi. Grazie per la segnalazione

  2. Non so se quel piatto di spaghetti con la bottarga siano una immagine puramente scenografica o rappresentino il piatto che viene servito. In quest’ ultimo caso, personalmente non mi convincono. Li trovo…come dire? Sbilanciati nella fruibilità e…un pò miseri nella realizzazione del piatto.

  3. Salve,
    Il mio nome è Gianluca Pino,molti mi definiscono uno chef senza ristorante…….perché? Perché piace fare una cucina sartoriale da abbinare ad ogni esigenza e ad ogni singolo commensale…il tutto fatto nelle mura domestiche del cliente con un servizio scrupoloso e curato nei dettagli, con una cucina che può spaziare dal creativo a quella light , dalla cucina senza grassi animali a quella sportiva e bilanciata. Quello che non può mancare è la cura nei dettagli durante le preparazioni , le cotture attente al mantenimento dei nutrienti e di tutti gli umori degli ingredienti utilizzati.
    In privato posso inviarvi alcune foto di alcune preparazioni.
    Per info contattare in privato all’e mail : pinogianluca@tiscali.it o su Facebook: Pino Gianluca

    • Un’altro Chef abusivo! Sei uno di quelli che non si perdono una puntata di Master Chef, e si esaltano tanto, criticando quei cuochi (non abusivi) che hanno ogni giorno il coraggio di alzare una serranda e confrontarsi con clienti che come te, dopo aver visto alcune puntate di Masterchef, sono convinti di essere se non dei grandi chef, almeno dei formidabili esperti di enogastronomia!Anzichè chiedere che ti contattino in privato, perchè non apri un sito ufficiale dove pubblicare anche la tua partita IVA?
      Coda di paglia ehhh?

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