Mozzarella di bufala Dop adulterata e brucellosi: 4 arresti

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mozzarella adulterata

La foto dell’ANSA pubblicata da Panorama è tremenda. Mozzarella di bufala DOP rischiosa per la salute perché avariata e gli animali sono affetti da brucellosi.

Agli arresti domiciliari sono finiti Paolo e Pasquale Marrandino, titolari di un allevamento e di un caseificio su cui erano stati sollevati sospetti dai commentatori di un blog e che aderisce al Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, insieme a due veterinari. Il Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sergio Enea, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare per associazione per delinquere e altri reati quali il commercio di sostanze pericolose per la salute pubblica e per l’alimentazione, la diffusione di malattie degli animali, ricettazione, contraffazione agroalimentare e altri reati.

I due allevatori di bufale producevano mozzarella di bufala campana Dop con latte di bufala prodotto nell’allevamento, benchè contaminato. L’ordinanza cautelare ipotizza il reato di associazione a delinquere; la ricettazione di farmaci (kid diagnostici e vaccino denominato rb 51 ovvero o ‘bovishof’, proveniente da paesi extra-Ue e, in particolare, dalla Corea del sud); l’illegale somministrazione alle bufale del suddetto vaccino contenente il batterio vivo della brucella, con conseguente anche se indiretta adulterazione di sostanze alimentari, quali il latte e i suoi derivati; diffusione di malattia degli animali; violazione di sigilli. [Repubblica]

In pratica, si nascondeva l’esistenza della brucellosi, si evitava l’abbattimento degli animali infetti e il declassamento dell’allevamento che porta alla perdita della Dop. Per evitare la perdita economica “cioè per evitare tali effetti ma anche per evitare l’ulteriore danno costituito dall’aborto indotto nelle bufale gravide dalla malattia con conseguente mancata lattazione degli animali, che gli indagati cercavano di ‘anticipare’ la profilassi di Stato e, quindi eseguivano personalmente o con l’ausilio dei veterinari compiici, all’interno degli allevamenti, gli esami di laboratorio per la diagnosi della brucellosi, con kit per la diagnosi della brucellosi (la cui vendita e importazione sono vietati)”, hanno spiegato gli inquirenti.

mozzarella bufala Marrandino

L’indagine è iniziata circa due anni e mezzo fa ed è stata svolta dal nucleo agroalimentare e forestale (Naf) di Roma e dal comando provinciale del corpo forestale dello stato di Caserta, coordinati dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

Mozzarella di bufala adulterata di ANSA

Durante le investigazioni – che si sono avvalse di intercettazioni telefoniche, perquisizioni, escussione di persone informate sui fatti, analisi di campioni ematici prelevati dalle bufale, esiti di una consulenza tecnica affidata ad alcuni esperti, tra i massimi specialisti, a livello europeo, in materia di brucellosi – sono state sequestrate oltre 2.000 bufale, provenienti da vari allevamenti, al blocco della libera vendita del latte prodotto nei suddetti allevamenti e alla distruzione del latte infetto. “L’operazione effettuata – si legge ancora nella nota stampa – è servita a svelare – e quindi si spera a stroncare – la criminale pratica che gli allevatori, con la compiacenza, o addirittura il suggerimento di alcuni veterinari, mettono in atto per mantenere elevato il numero delle bufale gravide, al fine di garantirsi la produzione del prezioso latte. Sono stati infatti i due veterinari oggi arrestati ad ideare il piano, a suggerirlo ai due allevatori nonché ad altri nei cui confronti si procede a piede libero, e, comunque, a metterlo in pratica. I titolari dell’allevamento, per massimizzare i guadagni, non solo nascondevano la malattia infettiva delle bufale – eludendo i controlli messi in atto dalle autorità sanitarie territoriali e nazionali a partire dall’anno 2000 – ma, dopo aver sfruttato fino allo stremo gli animali per ricavarne quanto più latte possibile, procedevano infine al loro abbattimento, allo scopo di percepire i contributi previsti dall’Unione Europea (previsti in caso di abbattimento). [Campania Notizie]

mozzarella bufala cagliata sequestrata

Produrre molto latte di bufala è l’imperativo che ha mosso allevamento e caseificio anche se questo obiettivo sembrerebbe in contrasto con la sovrapproduzione di latte che è il motivo principale di contrapposizione tra allevatori e trasformatori. Tanto da aver indotto il consorzio a cercare la modifica del disciplinare per rendere lecito il congelamento anche in sede di disciplinare Dop (attraverso il condizionamento della cagliata) e scongiurare anche gli effetti negativi della sovrapproduzione.

Purtroppo ancora una volta il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, impegnato a sostenere le azioni di promozione dell’oro bianco con iniziative mirate (e che hanno portato alle dimissioni del direttore generale e a due consigli di amministrazione turbolenti), sarà chiamato in causa per episodi come questi che finiscono con il minare la fiducia dei consumatori sulle capacità di un’effettiva tutela di un prodotto così importante e a rischio perenne di contraffazione.

[Aggiornamento delle 17:40]

Nessun rischio per la salute del consumatore mangiando mozzarella, assicura il Consorzio

Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop ha rilasciato un comunicato da pochi minuti. Anche il latte proveniente da bufale cui sia stato somministrato il vaccino contenente il batterio vivo della brucella non fa contrarre la brucella a chi mangia mozzarella di bufala filata in acqua bollente e comunque oltre i 62°C.

Ecco il testo integrale. 

Ferma presa di posizione da parte del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP a seguito dell’operazione condotta dalla Forestale che ha portato agli arresti domiciliari di due allevatori-produttori e due veterinari della provincia di Caserta.

“Stigmatizziamo ogni pratica illecita – dichiara Domenico Raimondo, Presidente del Consorzio – ma sottolineiamo che, a differenza da quanto riportato già da diversi media, non esiste alcun rischio per la salute umana”.

Secondo i capi d’accusa riportati, infatti, risulterebbe che ad alcuni capi bufalini sia stato somministrato, ai fini di raggirare i controlli sanitari, il vaccino contenente il batterio vivo della brucella, con conseguente seppur indiretta adulterazione di sostanze alimentari quali il latte e i suoi derivati. Ma, come già spiegato in conferenza stampa dal Procuratore Aggiunto Raffaella Capasso, la brucella viene “inattivata” alla temperatura di 62° mentre il processo produttivo della mozzarella di bufala campana dop prevede l’aggiunta, nella fase di filatura, di acqua bollente con temperature che raggiungono i 90°. Tanto è vero che non esiste, nella letterature scientifica, il caso di un soggetto che abbia contratto la brucella mangiando mozzarella di bufala.

“Chiediamo ai media di aiutarci nel non creare un inutile allarmismo – prosegue Raimondo – e di collaborare con noi nella spiegazione del caso. E’ evidente che situazioni come questa danneggiano prima di tutto noi e le migliaia di allevatori e produttori onesti che fanno parte del Consorzio ma non giochiamo con titoli ad effetto che rischiano di dar vita a fenomeni di psicosi collettiva con danni inimmaginabili nei confronti di un prodotto amato e apprezzato in tutto il mondo”.

Intanto il Consorzio già corre ai ripari e convoca un CdA straordinario per la prossima settimana dove verrà decisa l’applicazione delle norme del codice etico interno nei confronti dei due allevatori-produttori. Ma i vertici consortili si sono già espressi su una serie di iniziative da proporre nelle sedi preposte.

“Noi chiediamo maggiore durezza nei confronti di chi non rispetta le regole – conclude il Presidente Raimondo – e ricordiamo che su molti aspetti produttivi il Consorzio non ha competenze che spettano, ad esempio, alle Unità Sanitarie Locali. Quindi punizioni esemplari per chi delinque, produttore o controllore che sia, perché questo, a nostro giudizio, è l’unico modo, insieme alla fitta rete di controlli che consente operazioni come quella di oggi, di salvaguardare una delle eccellenze del Made in Italy”.

[Link: Repubblica, Panorama, CampaniaNotizie. Immagini: Panorama]

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