Forbes vi segnala i 12 migliori ristoranti al mondo per il 2015

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I 12 migliori ristoranti nel mondo. Uno al mese tra quelli scoperti ma non ancora entrati nel Pantheon dei grandi ambasciatori della cucina mondiale. Quali sognare per un 2015 da cercatori d’oro?

Forse potremmo fidarci di Forbes che lo ha chiesto a Kristian Brask Thomson, sommelier, consulente alla comunicazione per chef e ristoranti sparsi per il pianeta e globe trotter alla ricerca di nuove stelle culinarie.

Tra locali ancora al vaglio della comunità dei foodies e qualche riscoperta, tra indirizzi europei e deschi lontanissimi, ecco la lista delle destinazioni di cui prendere nota.

1. Restaurant A.T., Parigi

AT Parigi

Aperto da 8 mesi e ancora sconosciuto ai più. I suoi piatti, buoni, giocosi e pare anche molto belli, sono firmati da uno chef giovane e innovativo, Atsushi Tanaka, formatosi alla scuola di Pierre Gagnaire. Da tenere d’occhio.

2. Geranium, Copenaghen

Rasmus Kofoed Geranium ph Claes Bech Poulsen

“Non capisco proprio perché questo ristorante non abbia ancora le 3 stelle Michelin”, si stupisce Brask Thomsen. Certo, a parlare è proprio il consulente per la comunicazione del Geranium che però precisa, perentorio: “Se non ne fossi rimasto tanto colpito non sarebbe un mio cliente”. Al timone in cucina c’è Rasmus Koefoed, più volte vincitore del Bocuse d’Or.

3. DiverXO, Madrid

Lo chef è David Munoz. La sua impressionante creatività – testimoniata anche dal video che ha colpito la fantasia dei gastrofanatici di tutto il mondo – merita almeno una visita. Prima che se ne accorgano in troppi.

4. Pakta, Barcellona

Pakta Barcellona

Uno dei migliori ristoranti Nikkei del mondo. L’idea è del talentuosissimo Albert Adrià che a Barcellona ha aperto il primo ristorante del genere, matrimonio tra la cucina giapponese e quella peruviana. Se avete in programma un soggiorno da quelle parti, prenotate per tempo un posto al bancone.

5. Atera, New York

Atera New York

L’oscurità che circonda i 14 posti del bancone contrasta con la luminosità dei sapori dei piatti firmati da Matt Lightner che interpreta in chiave moderna piatti della cucina tradizionale. Il menu degustazione regala 20 portate che cambiano ogni giorno in funzione della qualità degli ingredienti disponibili.

6. Central, Lima

Virgilio Martinez Central

Per molti osservatori lo chef di questo ristorante peruviano, Virgilio Martinez, è il migliore del Sud America. E il suo è un approccio “antropologico” con gli ingredienti della costa oceanica, delle Ande, delle altitudini estreme e della giungla. Niente di accademico, però, come precisa la curatrice di questa lista delle meraviglie ancora da scoprire. E’ un entusiasmo a ragion veduta quello di Ann Abel che giura di aver fatto qui un “pasto memorabile”.

7. Attica, Melbourne

Attica Melbourne

Non è un ristorante sconosciuto, nella 50Best occupa infatti il 32° posto. Il menu è dello chef neozelandese Ben Shewry. La sua cucina sofisticata parte rigorosamente dalla terra e come poche altre interpreta il mantra della cucina naturale.

8. Minibar by José Andrés, Washington DC

Minibar Washington DC

Un menu fantasioso che mette insieme arte, scienza, tradizione e tecnica in un ambiente intimo.

9. Sukiyabashi Jiro, Tokyo

Non propriamente un ristorante da scoprire. Il tristellato Michelin, già oggetto di un documentario che racconta le gesta eroiche di uno chef quasi novantenne, va solo ricordato a qualche smemorato o giovane globe-trotter. Dieci posti in un locale dentro una stazione della metropolitana. Il consiglio dell’autrice: armatevi di pazienza o fatevi qualche amico ben introdotto.

10. Fäviken Magasinet, Jonkoping, Svezia

Faviken Magasinet

Uno dei ristoranti più defilati della terra dove lo chef Magnus Nilsson, insieme al suo staff, va a caccia e a pesca per recuperare gli ingredienti che utilizza per il suo pasto (non più di 12 persone a volta e per il futuro ha deciso di chiudere qualche mese all’anno per fare ricerca!). Se decidete di spingervi in questo luogo a dir poco selvaggio, mettete in conto una notte nel piccolo hotel annesso.

11. Burnt Ends, Singapore

Burnt Ends

Location casual e molto divertente, BBQ australiano da gustare seduti al bancone aspettando che lo chef Dave Pynt decida che cosa farvi assaggiare. Lasciate fare a lui, è il consiglio di Thomsen.

12. Robuchon au Dôme, Macao

Un pezzo dell’impero di Joel Robuchon è di stanza al Grand Lisboa hotel. Servizio eccellente, una lista dei vini imponente, cibo eccezionale. “Questo ristorante è una perla”, sentenzia Thomsen.

Ok, sento già la vostra delusione. Possibile che non ci sia nemmeno un indirizzo italiano tra le 12 tavole da frequentare nel 2015? Un consiglio vogliamo darlo a Thomsen (oltre a quelli già dati da Luciana Bianchi) che, tra l’altro, sento in odore di conflitto di interessi?

[Immagini: siti, Gastrolabio]