Clara Barra

Le voci di corridoio sono diventati boatos. Paolo Cuccia si prepara al cambiamento più deciso sulla linea editoriale da quando ha acquisito Gambero Rosso Holding.

Mette mano a uno degli asset cari ai gastrofanatici e cambia la gerarchia della Guida Ristoranti e, probabilmente, di molte altre guide.

Clara Barra, storica curatrice, non sarebbe più alla direzione che condivideva con il notaio Giancarlo Perrotta.

Un terremoto che molti dicono annunciato al pari del cambiamento di sede con l’abbandono della Città del Gusto. In attesa che gli scatoloni si muovano alla volta della sede in via Gasparri (la dead line è fissata al 28 febbraio), c’è tempo per avanzare qualche ipotesi sul nuovo organigramma.

C’è infatti da affiancare a Giancarlo Perrotta uno o più curatori che garantiscano la fattura della guida e siano operativi da subito.

Non dovrebbe rientrare nel toto nomi Laura Mantovano che ha tolto le castagne dal fuoco all’Editore nella querelle della pizza varando una guida delle pizzerie che ha permesso di rinsaldare e migliorare rapporti con i pizzaioli e gli sponsor del settore. Il “modello Mantovano” potrebbe suggerire una verticalizzazione ancora più spinta con curatori per le guide Roma, Milano, pasticcerie e bar, street food.

Ma l’ipotesi più gettonata dalle parti della ormai ex Città del Gusto sarebbe una triade di vice-curatori.

Ci sarebbe la formula interna con tre donne a raccogliere il testimone di Clara Barra.

Sara Bonamini, attualmente impegnata sulla guida Bar e pasticcerie.

Pina Sozio, che dagli studi di montaggio del canale televisivo è approdata alla guida sullo Street Food.

Valentina Marino, allevata e cresciuta come assistente proprio di Clara Barra che in gerenza della guida ristoranti figura alla voce Collaboratori.

Ed è proprio la nuova suddivisione della gerenza della guida ristoranti uscita a novembre 2014 a mettere in campo nuove possibilità.

Una triade tutta al maschile di storici collaboratori uno dei quali è in una sorta di posizione di preminenza alla voce schede.

Alessandro Bocchetti

Il primo è Alessandro Bocchetti, abruzzese e penna conosciuta anche dai lettori di Scatti di Gusto per aver avviato uno stile “compattante” dei giudizi di critica gastronomica.

C’è poi Giulio Francesco Bagnale che non ha mai fatto mistero della sua passione per il format guida e che potrebbe ampliare il raggio d’azione nella miniera del sud ancora poco sfruttata dal Gambero Rosso se non con la guida pizzeria.

Infine, Stefano Polacchi, caporedattore della rivista cartacea che offrirebbe la necessaria solidità da “culo di pietra” (come sono definiti i capiredattore che gestiscono le macchine dei giornali) anche alla guida.

E da questa triade potrebbe uscire nel prossimo futuro il candidato a sostituire Giancarlo Perrotta se il suo impegno sulla guida ristoranti diventerà meno pressante.

Dal versante web non si attendono possibili arrivi.

Tonelli

Massimiliano Tonelli, che ha dato nuova vita al sito, è fin troppo impegnato sui progetti web. Artribune e soprattutto Roma fa schifo che gli ha permesso di toccare indici di popolarità rilevanti sul web non possono essere sacrificati. Sarebbe un autogol per lo stesso Gambero Rosso.

Antonella De Santis

La sua vice Antonella De Santis potrebbe assicurare un coordinamento ma lascerebbe sguarnito il sito che, per come è stato ideato, deve macinare volumi elevati di notizie e di brevi con un occhio attento alle esigenze dei diversi comparti del Gambero Rosso.

Sandano

Un colpo a sorpresa potrebbe essere rappresentato dall’ex enfant prodige Lorenzo Sandano traghettato in guida da Alessandro Bocchetti Clara Barra e Valentina Marino, ma giocano a suo sfavore una certa volubilità dei rapporti, l’eccessiva personalizzazione dei giudizi dettati da simpatie e il suo desiderio di aprire il portale Gourmet Attitudine che gli spianerebbe la strada alle consulenze in collaborazione con Alberto Bloise.

Una scelta completamente esterna potrebbe essere troppo avventata in un momento di traghettamento come questo? Probabilmente sì, almeno fino a quando non saranno chiari i motivi del cambiamento se verrà confermato.

Motivi che potrebbero riguardare l’uscita ritardata della Guida 2015 a ridosso delle festività natalizie dell’anno scorso? Una scelta di cui però pare difficile si possa fare carico esclusivamente a Clara Barra.

Qualche giudizio sui ristoranti non in linea con il comune sentire (ammesso che il rumore di fondo del web possa arrivare sino a Paolo Cuccia) come l’esclusione della stella nascente Marco Martini di Stazione di Posta o i movimenti in zona due/tre forchette non perfettamente intelligibili?

Motivazioni forse troppo deboli per giustificare un cambiamento al vertice della guida e che non considerano le scelte professionali di Clara Barra che non molto tempo addietro era alla ricerca di nuovi collaboratori in alcune aree dell’Italia (e io stesso l’avevo contattata).

Che sia tutto un bluff per mascherare o accendere i riflettori su qualche nuova iniziativa editoriale?

[Immagini: Facebook, Scatti di Gusto]

12 Commenti

    • ma non sarà un problema. Con la competenza che ha e tutti gli amici che ha, sarà questione di poco e tornerà alla ribalta. mmmhh.

  1. Anni fa un amico di sto settore mi disse che il gambero rosso non navigava in buone acque.per aumentare i profitti come direttore dovrebbero mettere Eva Henger,ultimamente si interessa anche di cucina

  2. Il sito web del gambero rosso fa letteralmente schifo. Quindi non credo che metteranno alla “guida della guida” l’artefice di tale schifo.

  3. Spero che la notizia non sia vera.
    Se lo fosse, la cosa che mi farebbe veramente dispiacere è vedere non solo una professionista seria ma, soprattutto, una persona di veri valori morali, sfruttata ancora una volta fino all’osso proprio perché devota al lavoro, in una situazione come quella del Gambero che già nel 2005-2006 era prefallimentare. Su questo non temo smentite, avendo ancora tutti i dossier dell’epoca che feci per conto di possibili investitori ed avendo avuto rapporti professionali recenti che mi hanno fatto vedere l’ombra di ciò che era il Gambero. Se Clara dovesse andar via da quella posizione, penso, con i sacrifici anche personali che so che ha fatto, quante persone dovrebbero mai metterci al suo posto? Questo proprio come mole di lavoro, al di là della sua indiscussa competenza. O arrivano nuovi investimenti, corposi, o non capisco come possa essere vera una situazione del genere. Normalmente, le persone competenti che, seppur in rapporto di dipendenza, lavorano in un posto come se fosse il proprio, difendendo l’imprenditore oltre ogni ragionevole limite, vengono tenute da conto, considerate, incentivate. Forse il Gambero non è tra questo tipo di aziende, per cui che debbo dire, tutto sommato lo stesso atteggiamento lo riscontro anche con un’altra persona che conosco, lì dentro, però è assurdo. Ripeto, tra competenza e mole di lavoro, quello è un posto che giusto una Clara può ricoprire come ho visto in questi anni e, aggiungo, anche come valori umani e di comportamento. Perciò, spero proprio che non sia vero e che sia solo un rumours neanche di buon gusto.

  4. sbagliate punto di vista…non dovete interrogarvi se un cambio ai vertici possa o meno pregiudicare qualcosa….
    siete fuori strada…
    il discorso è: GAMBERO ROSSO….GUIDA RISTORANTI….AHAHAHAHAHHAHAHAAHAH
    PUNTO.

  5. Complimenti per l’ “articolo”.
    Sono capitato qui per caso, se il livello è questo non mi sono perso molto.
    #scattidisgusto

    • Vuoi vedere che allora torna viva quella Chiara Sbarra che firmava fino al 2010 le schede dei ristoranti su Bibenda e che non pochi accusavano di essere legata per filo, per segno (e per tasca) alla curatrice del Gambero quasi omonima?

  6. @Pietro, “sono capitato qui per caso” è il classico incipit delle recensioni false. Dì che ti hanno spedito qui quelli dello squadrone pro-Sandano.

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