Il cibo viaggia in taxi con UberEats

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Uber

Il giudice vieta l’attività di trasporto passeggeri? E allora Uber fa camminare i suoi taxi per… trasportare cibo. Accade in Spagna, paese in prima linea, insieme a Germania, Francia e Belgio, nella difesa dei tassisti d’antan. Qui un magistrato madrileno ha vietato a dicembre alla società Usa di effettuare servizio taxi. Niente auto blu da prenotare con l’app, ad assicurare il servizio taxi bastano tassisti tradizionali.
Ma Uber non si arrende. Cambia nome (si chiamerà UberEATS) e si riconverte alla consegna a domicilio. Da giovedì 19 febbraio l’app di Uber è tornata a funzionare. A Barcellona i conducenti porteranno cibo a domicilio, anziché passeggeri. Costerà 2,5 euro ordinare e vedersi recapitare (in 10 minuti, promette l’azienda) piatti di ristoranti (anche) dall’altro capo della città. Il servizio è attivo per pranzo tra le 12.30 e le 15.30 e per cena tra le 20 e le 23.
L’azienda statunitense non è nuovissima al servizio di consegna a domicilio. Da agosto funziona a Los Angeles UberFRESH, pasti pronti a domicilio in 10 minuti e costo fisso di consegna.

Ma i tassisti promettono un’altra alzata di scudi, come quella culminata dicembre con la sentenza del giudice di Madrid che vietava il servizio di trasporto di Uber: “E’ solo questione di tempo”, tuonano le associazioni dei tassisti. E il motivo è semplice: anche “per trasportare merce ci vuole l’autorizzazione”.

[link: El Pais]

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