Vinitaly 2015. Assaggi di vino e non solo dal salone di Verona

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Dove eravamo rimasti con il Vinitaly 2015?

Con gli assaggi ancora prima che si aprissero le porte di questa edizione che inizia oggi, di domenica.

E poi con le indicazioni di dove mangiare in fiera, dai panini agli chef e alla Trattoria degli Amici.

Ma ora è arrivato il momento di iniziare a darvi conto degli assaggi. Seguitemi e fate refresh di tanto in tanto per conoscere le novità. Si parte con le bollicine.

villafranciacorta

1. Non potevo che iniziare con le bollicine rosé. Per prima cosa ho assaggiato il Boké di Villa Franciacorta. E’ un rosé Brut Millesimato , 50% Chardonnay 50% Pinot Nero, e ha passato 36 mesi sui lieviti. Delicatamente profumato, elegante in bocca, insolito come colore: niente rosa, ma quasi salmone. Da servire come aperitivo, anche per accompagnare i piatti di pesce.

lafiorita

2. Proseguendo il mio percorso, mi sono fermata da La Fiorita, attratta dalle farfalle attaccate sulle pareti dello stand.  Brut rosé, ovviamente, sempre 50% Chardonnay e 50% Pinot Nero, 24 mesi sui lieviti. Rosa chiarissimo, gradevole alla vista, stuzzicante al palato. Mi fa venire in mente una pergola, appunto, fiorita, e una fresca cena estiva.

riccicurbastro

3. Ricci Curbastro. Azienda storica di Franciacorta, ha anche il museo agricolo  del vino. Il loro rosé (80% Pinot Nero, 20% Chardonnay, 36 mesi di affinamento) si presenta in una bottiglia satinata bianca, e fa colpo a prima vista. Ampio e persistente al naso, pieno in bocca, è perfetto per pasteggiare e accompagnare i piatti saporiti.

Ora scappo. Mi aspettano altri appuntamenti e altre degustazioni, poi vi racconto!

riccicurbastromuseum

4. Sempre da Ricci Curbastro vi aspetta una chicca: una bollicina Museum Release di ben 10 anni. E qui non c’è storia: la lunghissima maturazione in cantina risalta gli straordinari profumi e sapori dello spumante, “enfatizza il valore del tempo” come tiene a sottolineare il titolare. Un grande Franciacorta da grandi occasioni.

5. Al Vinitaly non mancano le istituzioni.

6. Né gli chef agli stand, ma questo lo avevate capito.

7. Vi segnalo anche questo tweet. La Guardia Forestale davvero potrebbe scomparire come asserisce il Fatto Quotidiano?

8. Luca Gardini resta sempre il sommelier Campione del Mondo anche se nessuno ricorda più in quale anno ha vinto il titolo.

9. Possibile che non mi riesca di incontrare Joe Bastianich che appare ogni tanto? #sfortuna

10. Per un incontro mancato c’è un altro incontro mancato. Le differenze ci sono.

Sedilesu Mamoiada11. La Cantina Sedilesu di Mamoiada è stata premiata con l’onorificenza di “Benemerito della vitivinicoltura italiana”, con la “Medaglia di Cangrande” assegnato ogni anno a colui che si è distinto nella propria Regione “per aver saputo promuovere e valorizzare la cultura vitivinicola”. In questo caso parliamo della Sardegna.

12. Confesso il conflitto di interessi causa nome: Giulia, sarà buono?

13. Casa Rotari invece ha presentato l’ultimo arrivato, Alpe Regis Pas Dosè. Prodotto dalle uve Chardonnay, è stato affinato sui lieviti ben 60 mesi, ed è, secondo Rotari, “L’essenza della produzione spumantistica Alpe Regis” Pieno, sobrio ed elegante, come solo grandi spumanti sanno essere, si esprime al meglio con i crudi di pesce. Però sappiamo tutti che le bollicine vanno bene su tutto, e questa tesi è stata provata per l’ennesima volta da Matteo Grandi, chef del ristorante Degusto di Arcole (Vr), nonché vincitore della prima edizione di Hell’s Kitchen Italia. Ha pensato bene di abbinare Alpe Regis ai suoi ravioli di salmì di anatra con salsa pearà e buscandoli scottati.

14. Rimaniamo sempre in Trentino: Castel Firmian ha portato a Vinitaly Assonanza, una sapiente unione di Chardonnay e Gewurtztraminer, che nasce sulle colline Dolomitiche. Rosa canina, mela matura, fiori di montagna –  è un vino che fa sognare una vacanza nel totale relax tra vigneti e meleti trentini. Per esaltare le sue caratteristiche Matteo Grandi ha pensato ad un piatto semplice: una tartare con una piccola fondue e un ovetto di quaglia a occhio di bue.

libro

15. Si può dire Dulcis in fundo in caso di Vinitaly? Dopo la giornata in fiera sono finita alla presentazione di un libro. Che c’entra un libro con il vino, direte voi? Si tratta di un romanzo d’amore ambientato in mezzo al vino “A noi donne piace il Rosso” di Daniela Farnese, blogger e scrittrice, già autrice di altri 4 libri. La storia vede protagonista una giovane donna in carriera che vive e lavora a New York, ma che ad un certo punto riceve in eredità un vigneto in Italia. Dopo mille dubbi decide di partire e poco a poco nasce la sua storia d’amore con il vino e non solo. Detto così sembra banale, ma se leggete il libro, vi ricrederete.

Buona lettura, e a domani con il secondo giorno a Vinitaly!

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