Merenda toast foto Carlo Hung

Qualità e prezzo, binomio inscindibile per chi si avventura nella mappatura dei locali.

Lo ha tenuto ben presente anche Milano Weekend che vuole offrire ai suoi lettori i migliori posti dove mangiare e bere a Milano bilanciando qualità e spesa, in ogni momento della giornata: colazione, brunch,  pranzo. merenda, aperitivo, cena e dopocena.

Fanno 7 categorie che moltiplicate per i 10 migliori locali di ogni categoria producono ben 70 indirizzi in grado di non mandare in frantumi il salvadanaio.

Non è una guida gastronomica tradizionale, precisano dal sito, ma una guida alla Milano normale rispetto a quella inutilmente dispendiosa.

“Ovviamente, apprezziamo anche i conti un po’ più alti della media, se commisurati all’esperienza offerta: la qualità del cibo, del servizio e della location. Le nostre liste comprendono indirizzi in centro e in periferia: luoghi diversi e molteplici modi di vivere la città”.

Ecco, forse la sensazione è un po’ di un minestrone, ma i Milanesi doc potrebbero integrare, limare o condividere la lista. Che vi mettiamo di seguito

Top Qualità Prezzo 2016 – Colazione

Panettone Pavè

Alvins via Gioia, 141 (Lunigiana)
Bio.it via Confalonieri 8 (Porta Nuova)
Gattullo Piazzale di Porta Lodovica, 2 (Ticinese)
La Siciliana via Teodosio, 86 (Lambrate)
Martesana via Cagliero, 14 (Lunigiana)
Namura via Castelvetro, 16 (Gerusalemme)
Patti bakery via Giulini, 2 (Cairoli)
Pavè via Casati, 27 (Porta Venezia)
Vergnano 1882 via Speronari, 3 (Duomo)
Vintage bakery viale Stelvio, 39 (Zara)

Top Qualità Prezzo 2016 – Brunch

Cristina Bernascone Vanilla Bakery

Anadima  via Pavia, 10 (Naviglio Pavese)
B-floor  via Govone, 42 (Cenisio)
Bioesserì  via De Amicis, 45 (Sant’Ambrogio)
Cocotte  via Cellini, 1 (Corso XXII marzo)
Dulcis in fundo  via Zuretti, 55 (Lunigiana)
Hambistro  via Savona, 13 (Porta Genova)
That’s bakery  via Vigevano, 41 (Porta Genova)
Triennale Caffè  via Alemagna, 6 (Cadorna)
Upcycle  via Ampere, 59 (Piola)
Vanilla Bakery  via San Siro, 2 (Buonarroti)

Top Qualità Prezzo 2016 – Pranzo

Casalingo toasteria mi casa milano

Alla Fontana via Thaon di Revel, 28 (Zara)
G. B. Bar via Agnello, 18 (Duomo)
Chiosco Il Politico Piazza Castello, 5 (Cairoli)
Le Banque via Porrone, 6 (Cordusio)
Mi Casa Toasteria Piazzale Governo Provvisorio, 5 (Turro)
Mu via Sarpi, 63 (Chinatown)
Nerino Dieci via Nerino, 10 (Missori)
PaninoLab via Montevideo, 8 (Solari)
Pizza Am Corso di Porta Romana, 83 (Crocetta)
Poporoya via Eustachi, 17 (Abruzzi)

Top Qualità Prezzo 2016 – Merenda

cono gelato ciacco

Attimi di Gusto  via Cesare Correnti, 5 (Colonne)
Ciacco  via Spadari, 13 (Cordusio)
Cose nostre  via Chiesa Rossa, 71 (Romolo)
Gelateria della Musica  via Pestalozzi, 4 (Naviglio Pavese)
Mamusca  via Davanzati, 2 (Dergano)
Massimo del Gelato  via Castelvetro, 18 (Gerusalemme)
Mint Garden  via Casati, 12 (Porta Venezia)
Mom’s the family bar  via Fogazzaro, 11 (Tribunale)
Nabi natura biologica  via Cadore, 41 (Corso XXII marzo)
Un posto a Milano  via Cuccagna, 2 (Porta Romana)

Top Qualità Prezzo 2016 – Aperitivo

faccio cose vedo gente milano

Faccio cose vedo gente via Fauchè, 35 (Cenisio)
Hora Feliz via S. Vito, 5A (Colonne)
La Bottega via Mussi, 13 (Gerusalemme)
La Dogana del Buongusto via Molino delle Armi, 48 (Colonne)
La Strada via Patellani, 4 (Ticinese)
Lacerba via Orti, 4 (Crocetta)
Longoni via Tiraboschi, 19 (Porta Romana)
Madeira viale Monte Nero, 3 (Porta Romana)
Otto via Sarpi, 10 (Chinatown)
Pastis via Marcona, 90 (Corso XXII marzo)

TOP 10 Qualità Prezzo 2016 – Cena

Ratanà-Milano-ingresso

Blue Nami  via Apulia, 2 (Rovereto)
Da Martino  via Farini, 8 (Monumentale)
Il Pescetto  via Volta, 9 (Moscova)
La Pobbia  via Gallarate, 92 (Villapizzone)
Mama creative restaurant  via Procaccini, 68 (Sempione)
Maruzzella  Piazza Oberdan, 3 (Porta Venezia)
Ratanà  via de Castillia, 28 (Isola)
Rifugio Delicatessen  via Lomazzo, 67 (Cenisio)
Trattoria Atipica  via Mahon, 84 (Ghisolfa)
Wang Jiao  via Padova, 3 (Loreto)

Top Qualità Prezzo 2016 – Dopocena

Santeria-esterno

Baladin via Solferino, 56 (Brera)
Bar Bamm via Vicenza  (Porta Romana)
Birrificio Lambrate via Adelchi, 5 (Lambrate)
BQ via Losanna, 36 (Cenisio)
Frida via Pollaiolo, 3 (Isola)
La Chiesetta via Lomazzo, (Gerusalemme)
MOM Cafe viale Monte Nero, 51 (Porta Romana)
Nottingham Forest viale Piave, 1 (Porta Venezia)
Santeria via Paladini, 8 (Ortica)
Scighera via Candiani, 131 (Bovisa)

Ora a voi le tastiere: cosa diciamo ai cartografi di Milano Weekend?

9 Commenti

    • Ciao Allan, il pezzo è firmato dall’intera Redazione, che ha fatto un autentico lavoro di squadra (aggiungo che è un piacere poter lavorare tutti i giorni, fin dall’avvio di Milano Weekend nel 2012, con questi colleghi). Qui i nostri volti e contatti: https://www.milanoweekend.it/chi-siamo

      Ognuno però ha le sue specializzazioni, più o meno affinate negli anni. Posso senz’altro dirvi che io e Oriana Davini (nota anche per il suo blog di costume sul mondo del cibo, Lili Madeleine) siamo autori della maggior parte delle prove che hanno portato alla classifica finale, assieme a Valentina Fumo. Il cibo fa parte della nostra vita privata e professionale.

      Mi aspettavo una critica simile a quella del “minestrone”: ci aiuterà a crescere e a spremere le meningi in vista della prossima edizione. Abbiamo cercato di fare qualcosa di parzialmente nuovo e (spero) interessante. La lista finale è il crocevia tra un criterio inclusivo (la volontà di coprire le periferie), un faro luminoso e sempre puntato (il rapporto qualità-prezzo) e le nostre discutibili e irripetibili e esperienze personali.

      Sacrosanta la domanda di Daniela sui criteri per la colazione. C’è chi ha sviluppato una maggiore conoscenza dei caffè e chi delle brioche (per esperienza culinaria diretta). Condizione necessaria ma non sufficiente è avere buoni fondamentali (caffè, cappuccino, brioche) ma occorre anche mantenere la qualità nel tempo…

      • Non essendo di milano e non conoscendo dunque le abitudini e le preferenze dei milanesi mi chiedevo se per colazione sia stata valutata solo quella classica all’italiana, cappuccino e brioche, oppure siano prese on considerazione anche le incursioni anglosassoni della colazione salata

  1. La lista finale è il crocevia tra :
    “un criterio inclusivo (la volontà di coprire le periferie)”,
    Questo criterio è ottimo e di facile comprensione: in più è un criterio che si può integrare con qualsiasi altro criterio di classificazione.
    .
    “un faro luminoso e sempre puntato (il rapporto qualità-prezzo)”
    Questo è uno dei due più importanti criteri di classificazione, insieme alla qualità.(secondo il mio modestissimo parere)
    Su questo criterio potremmo stare intere giornate e 100 degustatori non troverebbero un accordo su tutto.
    Ad esempio in questo mitico rapporto entra, secondo me, anche il concetto di quantità, trascurato dalle tendenze del gastrofighettismo imperante ai tempi
    del conformismo internettiano.
    Voglio dire che, mentre il primo criterio è abbastanza neutro ed obbiettivo, questo secondo ed importantissimo criterio è molto meno obbiettivo:
    è, cioè, più soggettivo.
    (Non possiamo qui discutere di cosa significa obbiettività e soggettività perché faremmo notte, ma si capisce, penso, il senso)
    .
    “le nostre discutibili e irripetibili e esperienze personali”
    Quest’ultimo criterio “dovrebbe” essere il secondo a cui accennavo:
    le capacità di analisi sensoriale per capire la qualità del prodotto.
    Condivido che il criterio è personale e soggettivo>(“le nostre discutibili e irripetibili e esperienze personali”) e dipende da tanti fattori.
    Vorrei aggiungere che se dovessi fare una classifica cercherei, dove è possibile, di fare delle degustazioni alla cieca: es. cornetti, vino.
    .
    Vorrei ancora aggiungere: sedovessi classificare i migliori cornetti di Milano potrei stilare più classifiche:
    1 la classica che si trova in tutti i blog (punta soltanto sulla Qualità)
    2 una classifica per rapporto Q/P
    3 una classifica per quartiere
    4 una classifica che tenga conto anche del servizio
    5 del locale, dell’arredamento, dell’atmosfera (che è un concetto diverso dal solo arredamento)
    7 dell’allocation, cioè dell’ambiente esterno
    Mettere tutto insieme può avere come risultato un minestrone.
    La 2 classifica Q/P la farei per fasce di prezzo: cioè, in base ai prezzi minimi medi e massimi, prevalenti a Milano(tutta Milano e non solo il centro)classificherei i cornetti per rapporto Q/P nelle tre fasce di prezzo.
    Si capisce facilmente perché.
    .
    Visto la scarsa scientificità ed obbiettività di molte delle migliaia di classifiche che si trovano nel web, sto pensando di farne anch’io qualcuna su prodotti che conosco meglio, come pizza e cornetti.

  2. Bella l’idea di suddividere la giornata in 7 fasce orarie. La ristorazione sta cambiando e molte persone chiedono posti di qualità durante tutto l’arco della giornata. Se posso permettermi, suggerirei il nome: Saporario, dalla crasi delle parole sapore e orario. Poi però voglio le royalty 😀

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