castagneto

Avete imparato le sei regole d’oro per scegliere il miele migliore.

Ora è arrivato il momento di metterle in pratica e acquistare un miele di castagno.

Perché quello di castagno?

Perché è talmente superbo che non si lascia usare come dolcificante. Del resto non apporterebbe dolcezza ad alcuna bevanda (la dolcezza cercatela altrove, non qui). Allo sguardo è un tripudio di altezzosità: il giallo lo lascia ai mieli timidi, che hanno paura di non essere riconosciuti dai più. Terra bruciata, marrone (nel senso stretto del termine), con riflessi regali di ambra, sono alcune delle tinte di cui si ammanta. Al naso è deciso – quasi ligneo come i tronchi degli alberi da cui nasce – e vi preannuncia già quello che ha da raccontare in bocca. Persistente nell’amaro e astringente: il suo gusto perdura con forza con note calde di caramello.

castagneto fiorito

Non c’è regione italiana in cui non si produca miele di castagno. Da nord a sud, il miele di castagno è un di taccuino di viaggio che ti restituisce il sapore del posto in cui sei. Il miele di castagno cambia, si trasforma a seconda delle località: diventa più scuro e opaco in presenza di una maggiore quantità di melata (che pure lo addolcisce) soprattutto nelle zone di montagna. È più chiaro se prodotto in zone in cui la concentrazione di nettare è molto alta (rendendolo più pungente e deciso). La sua nota amara resta però una costante inconfondibile.

Ve ne segnaliamo sei – molto diversi tra loro – di straordinaria intensità e qualità.

1. Miele di castagno BIO Alveus

miele di castagno Alveus

Regione di produzione: Puglia.

Dev’essere un’arte segreta, nota a pochi eletti, quella con cui Giuseppe Masciulli produce il suo miele di castagno. Un’arte che mescola i segreti dell’apicoltura a quelli dei tagliatori di pietre dure dell’antichità. Il suo miele è ambra purissima, ben levigata, in cui la luce che vi trapassa ne esce ingentilita da riflessi rossi e nocciolati. Da incastonare sì, ma anche da gustare. Magnifica la nota di amaro, decisa ma mai troppo prepotente, che perdura in bocca evolvendosi verso note più caramellate fino a ritornare preponderante alla fine. È una follia non averne almeno un vasetto in casa.

Riconoscimenti: Tre Gocce d’Oro – Guida Grandi Mieli d’Italia 2015

Azienda Apistica Alveus. Via Castellana, 2. Martina Franca (Taranto). Tel. +39 333.4976954

2. Miele di castagno Apicoltura Brezzo

miele di castagno Brezzo

Regione di produzione: Piemonte.

Nell’area compresa tra le Langhe e il Roero, da oltre mezzo secolo la famiglia Brezzo ha fatto dell’apicoltura un vizio di famiglia: e mai vizio fu più felice. Il loro miele di castagno è la quintessenza della piemontesità: regale, anzitutto, con la sua nota amara – sottile e pungente – ricorda i tannini di un gran Nebbiolo, passato in botte però. Vivaci i colori che tendono ad imbrunire nel gioco dei riflessi ramati. Se non ve lo figurate già su una toma piemontese (meglio se poco stagionata), non avete proprio capito come va il mondo.

Apicoltura Brezzo. Frazione Tre Rivi 87. Monteu Roero (Cuneo)

3. Miele di castagno Cascina Mirani

miele di castagno Mirani

Regione di produzione: Lombardia.

Il packaging di questo miele la dice già lunga sull’idea di qualità di chi lo produce: meticolosa, sobria ed elegante. Qui non ci sono dietro generazioni di apicoltori, ma una storia di imprenditori del settore tessile che un giorno decidono di mettersi a produrre anche miele. Ed è una gran bella storia, fatta pur sempre di tanti telai. Le colline dell’alta Val Tidone fanno poi il resto con i loro castagneti, sparuti ma tenaci, dai quali esce questo miele di castagno di grande equilibrio e persistenza. Morbido nella nota finale più caramellata in cui l’amaro tende a declinare. Se siete a Milano lo trovate da Eat’s. Passateci.

Riconoscimenti: Una Goccia d’Oro – Grandi Mieli d’Italia 2015

Cascina Mirani di Filippo e Riccardo Baldazzi & C. Sas. Località Cascina, 8. Zavattarello (Pavia)

4. Miele di castagno BIO Il Pungiglione

miele di castagno il pungiglione

Regione di produzione: Toscana.

Dal gusto robusto e tenace, come tutti i castagni che si rispettino non può fare a meno della nota amara molto pronunciata. Se questo castagno non fosse così buono, non vi racconterei la sua storia. Lo producono presso “Il Pungiglione”, una cooperativa in cui vengono ospitate persone svantaggiate che hanno alle spalle vissuti difficili ed esperienze di emarginazione. Per loro l’apicoltura diventa occasione per ricominciare e reinserirsi in società. Dalle arnie al miele, è tutto homemade. Non saprei davvero cos’altro chiedere ad un miele (lo trovate anche all’Esselunga e alla Coop).

Riconoscimenti: Una Goccia d’Oro – Grandi Mieli d’Italia 2015

Il Pungiglione: Villaggio Dell’Accoglienza – Soc. Coop. Onlus. Loc. Boceda, Mulazzo (Massa Carrara)

5. Miele di castagno Apicoltura Ribaditi

miele di castagno Ribaditi

Regione di produzione: Liguria.

Nell’entroterra ligure, ad una passo dalla Lunigiana, l’alta Val di Vara è un crocevia di boschi, castagneti e grandi passioni apistiche. Come quella di Maurizio Ribaditi e del suo miele di castagno. Deciso al naso, ma non irruente, in bocca la caratteristica nota amarognola volge verso aromi più vegetali, con sentori di liquirizia. È un castagno molto tondo e morbido, soprattutto per chi non ama la durezza dell’amaro dei castagni classici. Una fetta di pane imburrata è la sua ineludibile collocazione. Avviso ai naviganti: la cittadina di Calice si trova sulla prima delle Strade del Miele.

Riconoscimenti: Una Goccia d’Oro – Grandi Mieli d’Italia 2015

Apicoltura Ribaditi. Località Santa Maria, 44 – Calice al Cornoviglio (La Spezia). Tel. +39 0187.936346

6. Miele di castagno Apicoltura Colibazzi

miele di castagno Colibazzi

Regione di produzione: Marche.

Dai castagni secolari dei Monti Sibillini, luogo magico e denso di leggende nell’Appennino umbro-marchigiano, proviene questo miele dallo stile antico anche per la carta e il sigillo che fermano il tappo – marchio di ‘fabbrica’ dell’apicoltore Filippo Colibazzi. Molto distante dai castagni duri e puri, sprigiona in bocca note fruttate e dolciastre che si accompagnano al retrogusto amaro, molto controllato e non particolarmente percepibile. Perfetto per la colazione o su un formaggio della zona (magari un pecorino di media stagionatura).

Apicoltura Filippo Colibazzi. via Angelo Biondi, 69. Amandola (Fermo). apicolturacolibazzifilippo@gmail.com

Allora cosa ne pensate del miele di castagno? Il gusto amaro vi impressiona o avete altre etichette da suggerire ai nostri lettori?

[Immagini: Giacomo Petrarca, Umbria24, Panoramio]

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