San Valentino. 7 idee economiche e non convenzionali per una cena perfetta

Tempo di lettura: 7 minuti

Biscotti a forma di cuore San Valentino-11

San Valentino è alle porte e dovete ancora decidere cosa fare che equivale a chiedersi dove andare e cosa mangiare.

Io ho provato ad immaginare la cena che festeggia la ricorrenza degli innamorati.

E ho scelto per voi sette proposte non convenzionali per festeggiare insieme all’altra metà.

Ecco cosa ho previsto.

Uno. Cena di colore rosso

gambero rosso

Avete mai preparato una menù tutto dello stesso colore? Dal mese di febbraio vi proporremo una rubrica dedicata ogni volta ad un colore diverso e non potevamo che iniziare dal rosso per il giorno di San Valentino. Il rosso è un colore estremo, può assumere qualità di energie sia positive che negative, ma esprime sempre passione, follia, forza, vitalità, salute, sesso… Ma che cosa vuol dire mangiare rosso? I teorici della cucina dei colori, come Daliah Giacoma Sottile, ritengono che mangiare cibi di questo colore renda aperti e loquaci, premurosi e passionali, perchè alimenti carichi di energia vitale.

Ecco cosa preparare.

Antipasto. Cracker di riso con crema piccante

peperoncini

Ingredienti per 2 persone

50 g di cracker di riso
Aneto fresco
100 g di peperoni rossi
25 g di fagioli cannellini bolliti
50 ml di olio extravergine di oliva e di girasole
15 g di sale marino
25 g di cipolla rossa
10 g di peperoncini piccanti
1 g di pepe
20 ml panna di soia
10 g di salsa di senape in tubetto
20 ml di aceto di riso

Procedimento

Per la crema piccante scaldate i fagioli bolliti, frullarli e passarli a setaccio con schiumarola. Mondare i peperoni rossi, togliere i semi e tagliarli a pezzi. In una padella antiaderente versare la cipolla rossa tritata e i peperoncini piccanti tagliati a piccoli pezzi e stufare con un filo di olio e salare. Frullare e unire alla crema di fagioli.

Per la maionese di soia versare la panna nel bicchiere del frullatore a immersione, frullare versando olio di girasole, poi unire senape e aceto di riso con sale. Dare ai cracker di riso una forma geometrica a piacere e spalmarli con la maionese e con la crema piccante guarnendo con aneto fresco.

Primo. Spaghetto al pomodoro di Don Alfonso

spaghetti con il pomodoro

Non peccate di presunzione perché l’evergreen di sempre è uno dei piatti più difficili. Per questo non possiamo che proporvi la ricetta di chi ha raggiunto la perfezione, Ernesto Iaccarino al Don Alfonso, due stelle Michelin a Sant’Agata sui Due Golfi.

Ingredienti per 4 persone

360 g di spaghetti artigianali trafilati in bronzo
500 g di pomodorini vesuviani
20 g di aglio
3 cl di olio di oliva extravergine
8 pezzi di basilico in foglie

Procedimento

Soffriggere l’aglio nell’olio extravergine, aggiungere i pomodorini e cuocere per circa 5/6 minuti aggiustando con sale. Finire la cottura aggiungendo basilico tagliato a julienne.

In un’altra padella fare soffriggere l’aglio con l’olio extravergine di oliva. Portare gli spaghetti quasi a cottura in acqua. Due minuti prima di ultimare la cottura, scolarli e passarli in quest’ultima padella finendo la cottura a mo’ di aglio ed olio. Impiattare facendo con gli spaghetti un nido ed adagiandoci sopra la salsa di pomodori precedentemente ottenuta. Decorare con le foglie di basilico.

Secondo. Tartare di barbabietola con riso thaibonnet, miso soup e chips di zucca

barbabietola-rossa-tagliata

È tempo di barbabietola rossa, ma la stagionalità non è che uno dei motivi per cui mangiarla: oltre ad essere ricca di zuccheri, sali minerali e vitamine, è depurativa, è mineralizzante, antisettica, ricostituente, favorisce la digestione, stimola la produzione di bile, cura le anemie, stimola la produzione dei globuli rossi, scioglie i depositi di calcio nei vasi sanguigni e ne impedisce l’indurimento, infine stimola il sistema linfatico.

Ingredienti

1 bicchiere di riso thaibonnet
Per la zuppa di miso
Una tazza di brodo a cui aggiungere un cucchiaio di miso d’orzo
4 o 5 fettine di zucca
Olio di girasole
1 barbabietola (sottovuoto a vapore)
1 scalogno
Zenzero
2 gocce di Worcester sauce
Pepe,peperoncino e chiodo di garofano macinati assieme
Un cucchiaio di tamari
Olio

Procedimento

Prepara il brodo  ed a fine cottura aggiungi il miso e cuoci il riso a consunzione del liquido.
Scalda l’olio e friggi la zucca
Taglia abbastanza piccola la barbabietola e lo scalogno, mischia e condisci con zenzero, olio, sale, e il peperoncino, pepe e chiodi garofano.
Lascia riposare un po’ e quindi “compila” il piatto.

Dolce. Cheesecake al melograno

Melograno

Ingredienti

250 g di biscotti secchi o fette biscottate
125 g di margarina
500 g di formaggio fresco
1 melagrana
1 bustina di gelatina in polvere
200 g di zucchero
250 ml di panna montata
Cannella in polvere

Procedimento

In una casseruola versare lo zucchero insieme alla ricotta e alla gelatina sciolta in acqua, miscelare. Aprire il melograno, sgranarlo, prendere metà dei semi e tritarli con il frullatore. Prendere un colino e scolare il succo per dividerlo dai semi. Versare un po’ di succo nella ciotola e una manciata di granelli interi. Mescolare il tutto. Unire la cannella. Montare la panna e unirla al composto. Mettere in congelatore per 30 minuti.
Nel frullatore sminuzzare i biscotti fino a farli diventare polvere. Prendere la margarina e scioglierla nel microonde. Unirla ai biscotti fino a che non diventa una pasta modellabile.
Prendere uno stampo a tortiera apribile, rivestirlo di carta da forno e versare il composto per creare la base biscottata. Spianarlo bene con l’aiuto di una forchetta. Prendere la mousse dal frigo e versarla nello stampo. Livellare e porre nel congelatore per 3 ore. Dopo il tempo prestabilito tirare fuori la torta, capovolgerla in un piatto e guarnirla con cannella, panna e melograno.

Due. Con chi gnammo?

food sharing

Un tempo il vostro più grande amore è stato uno sconosciuto.

Se avete voglia di un San Valentino tête-à-tête, condividetevi su Gnammo: questa è la prima piattaforma italiana dedicata al social eating. Chiunque può mettersi ad organizzare pranzi, cene ed eventi a casa propria o in qualsiasi location privata. Siamo tutti Gnammers: non serve essere cuochi stellati, basta avere un pizzico di voglia di mettersi in gioco e di conoscere persone nuove, sia come ospite, ovvero come gnammer, che come Cuoco lo gnammer ai fornelli. Partecipare è semplicissimo: basta iscriversi gratuitamente qui e già nel giro di qualche ora potreste ritrovarvi seduti a tavola con. A casa di…

Tre. Cena al buio

al buio

Mangiare con altri sensi, stuzzicare l’olfatto, il tatto, l’udito.. Questo è un gioco, ed è un gioco importante in quest’era dominata dalla vista, in cui siamo così invasi dalle immagini e ricoperti di stimoli visivi, che ci siamo dimenticati il potere che hanno tutti gli altri sensi. Potete organizzarla a casa, basterà spegnere tutte le luci. O altrimenti tutto questo accade anche a TrattoNero a Milano, il ristorante di Dialogo nel Buio, all’Istituto dei Ciechi in via Vivaio 7. La prenotazione è obbligatoria (0277226210). Non occorre vedere per guardare lontano.

Quattro. Assaggiare il migliore kebab

kebab

Ognuno ha un kebab di fiducia nella propria zona, il mio ad esempio è Anatolia Kebab in Via Giambellino a Milano. E il vostro? Se non ci andate mai, è arrivato il momento di scoprirlo. Se invece siete degli abituali, non ci sarà niente di più romantico che condividere insieme un gesto semplice e quotidiano. Avete voglia poi di raccontarci del vostro kebab sotto casa?

Cinque. Pic-nic al parco

panino polpette

Preparate dei panini, noleggiate delle bici e siate turisti nella vostra città. Una scoperta di tutti quei posti che non avete mai visto nei dintorni, con una pausa nel parco più bello nelle vicinanze, ecco. La bicicletta poi è il simbolo dell’amore, l’amore per il movimento, per la complicità di andare alla stessa velocità, ma con uno dei due che sarà sempre più avanti o più indietro. Non dimenticate qualche tappa in un luogo simbolo del vostro rapporto: non ci sarà ristorante all’altezza di un luogo così emozionale e carico di ricordi.

Sei. Un piatto dell’infanzia

pane e burro

A proposito di ricordi ed emozioni, tutti abbiamo un piatto a cui siamo legati in modo particolare, una ricetta di cui ci sembra ancora di sentirne l’odore e il sapore. Magari ce lo preparava la nonna, o una zia che vedevamo ogni tanto. Nel mio caso era la pasta con burro e zafferano della mia tata Louisette. Frugate tra i vecchi sapori e preparate il vostro piatto dell’infanzia: spiegate bene che significato riveste per voi, raccontate questa vostra parte quando ancora non vi eravate incontrati.

Sette. Vi siete mai chiesti come festeggiano altrove San Valentino?

AT Parigi

Puntate a caso il dito su un mappamondo, scegliete quel Paese e scoprite lì cosa fanno.

Buon viaggio!

E non dimenticate di farci sapere quali sono state le reazioni… Ci sarà da divertirsi!

[Immagini: sharingame, Scatti di Gusto, Vincenzo Pagano]

1 commento

  1. Anch’io vado sempre da Anatolia ma mi incuriosisce Mekan (anche loro dicono di preparare la carne in casa). Provato? Feedback?
    Grazie

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